Collaborazione su rinnovabili, emissioni metano, aiuti e regole

La “Dichiarazione congiunta Usa-Cina per migliorare l’azione climatica negli anni Venti” è un documento di tre pagine. I due paesi si dicono “impegnati a perseguire” gli sforzi per rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi: stare almeno sotto 2 gradi di riscaldamento globale dai livelli pre-industriali e puntare a rimanere sotto 1,5 gradi.

Per questo si dicono impegnati a “azioni climatiche migliorate per alzare l’ambizione negli anni Venti”. I due paesi riconoscono che esiste “un gap significativo” fra gli sforzi fatti nel mondo per contrastare la crisi climatica e “quello che occorre sia fatto per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi”.

Le due parti si dicono intenzionate a collaborare su “schemi regolatori e standard ambientali per ridurre le emissioni di gas serra negli anni Venti”, “benefici sociali sulla transizione alle energie pulite”, “politiche per incoraggiare la decarbonizzazione”, “economia circolare”, “cattura ed utilizzo del carbonio”.

Un paragrafo dell’accordo è dedicato alla collaborazione nella lotta alle emissioni di metano, il gas serra più pericoloso, proveniente soprattutto da perdite dagli impianti di estrazione e distribuzione. La Cina si dice intenzionata ad attuare un piano nazionale di riduzione delle emissioni, e i due paesi concordano di incontrarsi l’anno prossimo per discutere del problema.

Un altro paragrafo è dedicato alla collaborazione fra le due superpotenze sulle fonti di energia rinnovabili, sulle quali sono entrambe all’avanguardia. Si parla di cooperazione soprattutto sulle reti intelligenti che devono gestire la produzione intermittente di solare ed eolico e sulla produzione diffusa, oltre che sull’efficienza energetica. La Cina si impegna a cessare il consumo di carbone nel suo 15/o piano quinquennale (2026-2030), e i due paesi ribadiscono la cessazione dei finanziamenti alle centrali a carbone all’estero con emissioni non abbattute.

Cooperazione viene annunciata anche sulla lotta alla deforestazione e sul fondo da 100 miliardi di dollari all’anno per aiutare i paesi meno sviluppati a decarbonizzare. Per quanto riguarda la Cop26, Cina e Usa si impegnano a lavorare insieme sul Paris Rulebook (le regole comuni per l’applicazione dell’Accordo di Parigi) e sull’articolo 6 dell’Accordo, che prevede un mercato globale delle emissioni di carbonio.

I due paesi annunceranno nel 2025 nuovi impegni di decarbonizzazione (Ndc) al 2035. Infine, creeranno un “Gruppo di lavoro per migliorare l’azione climatica negli anni Venti”, che si riunirà con regolarità.