Nel testo finale della manovra che approderà in Parlamento scomparirà l’innalzamento della soglia anagrafica per la pensione anticipata delle lavoratrici

Dopo lo scalone nel passaggio tra Quota 100 e la legge Fornero in versione integrale, salta anche lo “scalino” di Opzione donna. Che si sarebbe materializzato con l’innalzamento della soglia anagrafica per l’uscita anticipata delle lavoratrici, in possesso di almeno 35 anni di contributi, dagli attuali 58 anni (59 per le “autonome”) a 60 anni (61 sempre per il settore del lavoro autonomo). Un innalzamento inserito nel testo del disegno di legge di bilancio approdato in Consiglio dei ministri per l’approvazione, ma che non sarà più previsto dall’articolato finale della manovra su cui si dovrà pronunciare il Parlamento.

A meno di ripensamenti dell’ultima ora (sempre possibili), il requisito anagrafico dovrebbe rimanere fermo a 58 anni anche per il prossimo anno. Con il vincolo, già noto, per le lavoratrici che decideranno di utilizzare questo canale d’uscita: il ricalcolo in configurazione interamente “contributiva” dell’assegno pensionistico. E proprio questa sembra essere la strada che il governo sembra intenzionato a percorrere per tutte le uscite pensionistiche prima del limite di vecchiaia dei 67 anni a partire dal 2023.

L’intenso pressing della maggioranza (dal Pd alla Lega), oltre che dei sindacati, ha indotto il governo a un rapido ripensamento sui requisiti per accedere a Opzione donna, che sarà prorogata per il 2022, così come l’Ape sociale in versione estesa a nuove categorie di lavori gravosi. L’intenzione di far lievitare la soglia anagrafica a 60 anni, con conseguente “scalino” rispetto alla soglia attuale, è stata già abbandonata. I ministeri dell’Economia e del Lavoro si sono messi all’opera per recuperare le risorse necessarie per mantenere l’attuale schema di uscita anticipata con 58 anni d’età (59 per le “autonome”) e almeno 35 di versamenti, da maturare entro la fine di quest’anno. Un’operazione non impossibile vista l’utilizzazione relativamente bassa registrata fin qui per questo strumento: nel 2019 le richieste per Opzione donna accolte dall’Inps sono state 21.090 e nel 2020 14.510.