L'editoriale — 17 aprile 2010

Sinceramente sono stanco di leggere articoli come questi!!

No, non pensate che voglia attaccare la famosissima “blogger” cubana Yoany Sanchez, non è mia intenzione, come non è mia intenzione gettare “zizzania” tra i pro ed i contro di questo conosciutissimo fenomeno mediatico chiamato “Generacion y”.

Non è nello spirito di questo sito incrementare odio, anzi il nostro obiettivo è di creare un clima cristallino e di pace , basato il più possibile sulla verità dei fatti e sui dati concreti, che poi ognuno di noi analizzerà liberamente e come meglio crede. In This is Cuba non esiste ne destra ne sinistra, esiste solamente la voglia di risolvere i problemi a prescindere da ogni forma e posizione di pensiero.

Ed è proprio con questo spirito rafforzato da una se pur modesta conoscenza dell’isola cubana, che leggendo l’articolo, Yoani Sánchez: fuga via web dalla censura di Fidel Castro, edito da il giornale e scritto da Francesca  Amè che mi sono sentito offeso come lettore .

La solita cantilena iniziale, che tende a canonizzare  la signora Sanchez, l’impostazione classica nello stile inconfondibile che hanno quasi tutti gli articoli  riguardante il “caso generacion y“, rendono questo articolo fuorviante per chi desideri avere notizie concrete sull’isola caraibica, e quel che ne rimane è una palese e totale contraddizione. Non serve essere cubano o un conoscitore incallito dell’isola per capire quello che voglio dire, ma bisogna amare incondizionatamente la verità e la logica.

La giornalista Francesca Amè, lascia trasparire in questo articolo, un sistema, quello cubano, sullo stile dei “gulag russi”, dove la “povera” signora Yoany quotidianamente deve combattere contro soprusi, pericoli non ben definiti, violenze fisiche, lavori sfaticanti , fame, censura ecc. e tutto questo comunque non le impedisce di mettere un cartello sulla sua porta di casa con scritto: Internet para todos. Scritta insignificante in un paese “normale”, ma nella sua posizione dovrebbe perlomeno crearle qualche disturbo.

Ma continuiamo.

L’enorme potenzialità in termini di banda e di popolarità che gode il sito di Yoany, certamente hanno dei costi enormi, e probabilmente qualche ora di lavoro in nero a Cuba non le da la possibilità di gestire tali costi e penso neanche quelli di connessione da qualche hotel visto i numerosi articoli pubblicati settimanalmente, come neppure la sua sconfinata passione per la tecnologia, senza una base scolastica in merito, le può permettere di creare (o di farsi creare) un sito tradotto in 20 lingue che supporti 1,500.000 visitatori mensili …e qui mi fermo volutamente ….non è questo articolo una disamina di Generacion y.

Ma la cosa che più mi fa adirare è il continuo sottolineare la brutalità del regime cubano che le impedirebbe di far tutto o quasi, censurata tra le mura di casa, per poi ritrovare la signora Yoany collegata telefonicamente a destra e a manca, intervistata e ripresa dalla BBC come nel caso della presunta aggressione a suo danno, o nei mille video di you tube dove lei liberamente denuncia il sistema cubano anche nella luce splendente delle calles cubane , e “dulcis in fundo” organizzare una scuola clandestina per blogger nel comodo salotto di casa sua.

Mi sorge spontaneo chiedermi a riguardo di questo ultimo punto:  la “famigerata”  polizia cubana non se ne rende conto? Non la censura?Non la blocca?

Non dico che Cuba sia il manifesto candido della libertà e che non vi siano delle illiberalità, come neppure sostengo che le cose descritte dalla giornalista Francesca Amè, siano del tutto infondate, quello che mi scoccia e torno a ripeterlo è la strumentalizzazione che si sta facendo qui in Italia di Yoani Sanchez , e il voler creare odio , incomprensione, allontanando il lettore da una lucida presa di coscienza sul caso cubano.

A mio parere se è doveroso criticare e denunciare un sistema politico come da loro descritto, dittatoriale e a senso unico , è di dubbio gusto usare gli stessi sistemi, più volte criticati e denunciati, tralasciando sempre determinati aspetti dell’intricata questione cubana, uno tra questi l’embargo economico che affligge Cuba da più di 50 anni, quasi mai nominato e preso seriamente in considerazione.

Nulla di personale questo è solamente il mio pensiero.

 Abbonati Gratuitamente

Articoli Recenti

Condividi

Articolo scritto da:

È da “sempre” in contatto con l’isola cubana che ama quanto il suo paese. Sposato da più di due lustri con una cittadina cubana , affonda per passione, parte del suo quotidiano nella ricerca e nello spassionato approfondimento della realtà dell’isola caraibica. Francesco, ama particolarmente di Cuba l’aspetto poetico, romantico, che perdura nel tempo nonostante tutto, e che sa cogliere ogni qual volta si reca nell’isola. Cosciente, ed informato della realtà cubana, vuole attraverso questo sito, apportare il suo contributo informativo , contrapponendo la sua visione “romantica” ,con la difficile realtà del quotidiano cubano.

(2) Readers Comments

  1. Caro Francesco A. dai tuoi articoli traspare sinceramente una volontà di chiudere gli occhi e di voler a tutti i costi difendere l’indifendibile.
    Parli di Yoany Sanchez come di una ipocrita e allo stesso tempo vuoi far passare la dittatura cubana per una delle più cristalline democrazie.
    Non è sufficiente limitarti a dire che a Cuba ci sono delle illiberalità per allontanare da te il dubbio che tu sia parziale.
    Cuba, e te lo dice chi la conosce bene e chi la deve vivere e subire ogni giorno della propria vita pur vivendo 12000 km distante, è un paese dove la dittatura c’è e si fa sentire.
    Io amo Cuba , non quella turistica , non quella delle jineteras e dei chulos….ma quella che puoi conoscere veramente solo al tuo terzo , quarto ,quinto viaggio.
    Quella che ti si svela nella sua bellezza quando entri a casa di un cubano in uno dei quartieri come il Lawton,Marianao,Santa Catalina ,tanto per restare all’Avana .
    Li in quelle case che spesso sono fatiscenti e che hanno molto poco da offrire e dove però quel poco che c’è è messo a tua completa disposizione.
    Quelle case di quella gente che quando dice mi casa es tu casa ….lo dice davvero.
    Il governo Cubano o più precisamente la situazione politica cubana è una dittatura dolce come tu dici , ma pur sempre dittatura.
    E’ vero che di questa idea rivoluzionaria tante cose vanno salvate ma è pur vero che è stato tradito il principio fondamentale dal quale è scaturita , cioè la libertà.
    Vivere a cuba significa doversi adeguare a quello che qualcuno ti dice di fare , di pensare e di dire.
    Signfica non essere padroni della propria vita , ma di immolarsi ad una sopravvivenza continua nel nome di una rivoluzione che è stata tradita e stuprata da coloro che ne erano fomentatori.
    Certo i lati positivi ci sono ,ma questi si vedono solo se si paragona la situazione cubana a quella di altri paesi del sud America o dell’Africa ….allora si ,a Cuba c’è l’istruzione per tutti, c’è la sanità per tutti, c’è la libretta per quasi tutti, c’è un lavoro per tutti.
    Ma se vogliamo approfondire la cosa , ci accorgiamo che l’istruzione è in primis un qualcosa di vincolante,se studi il governo te lo permette ,ma dopo diventi automaticamente proprietà del governo stesso.
    Hai mai sentito parlare delle missioni umanitarie di Cuba?lo sai che la maggioranza di medici, insegnanti e laureati in generale che vanno a fare missione in paesi stranieri ,sono obbligati?
    Lo sai che spesso le condizioni di vita a cui devono adattarsi i Cubani in missione sono estreme?
    Ma poi questa tanto glorificata istruzione cubana lo sai a cosa si riduce? è gratis certo…ma la qualità? gli insegnanti cubani spesso sono giovani appena diplomati che insegnano a delle classi di quasi coetanei che non hanno alcuna esperienza ne competenza per farlo.
    L’assistenza sanitaria , altro fiore all’occhiello della rivoluzione , certo questa è garantita a tutti o meglio lo è in maniera minima , ma se per gli stranieri le cure mediche sono all’avanguardia,per il popolo il servizio è veramente scadente.
    la libreta ….il mangiare gratis…..sfido a vivere un mese ….ma no anzi una settimana con quello che passa la libreta.
    il lavoro? bhe se un medico guadagna mediamente 25/30 dollari …e una libra di pollo costa circa un dollaro ,una saponetta piu di un dollaro etc etc….anche se hai un lavoro a cuba è come se non lo avessi.
    di liberta di espressione poi non ne parliamo proprio….Cuba non tortura più certo….ma ti puo facilmente reprimere, li dove la vita è gia di per se dura sia che tu sia un rivoluzionario o che sia un dissidente , renderti la sopravvivenza impossibile è un gioco da ragazzi , non c’è bisogno della tortura!
    Parli di Yoany ed asserisci che tuttosommato lei fa quello che vuole e che si esprime e apparisce quanto vuole,è vero, ma paradossalmente è proprio la sua fama a far si che su di lei la dittatura non si accanisca piu del dovuto.
    Cuba non persegue mai in maniera decisa chi può far più danni da morto che da vivo,(anche se si parla di solo morte mediatica).
    Io ripeto amo cuba e condivido i principi da i quali la rivoluzione è partita….purtroppo però Cuba resterà sempre e solo il chiaro esempio di ciò che sarebbe potuto essere un paese giusto e che per colpa dell’avidità umana non è stato.
    Un comunismo sostenibile e applicabile è possibile , Cuba resiste da 50 anni pur avendo un finto embargo e pur avendo una corruzione che tocca limiti forse superiori a quella del peggior paese del terzo mondo.
    Purtroppo il sogno di rendere il popolo libero e di concedere una vita dignitosa a tutti è ancora lontano, ne Fidel , ne Raul e forse neanche il Che , sono stati capaci di realizzarlo.
    La mia speranza è solo una : che questa dittatura si sciolga lentamente come neve al sole e che quello che di buono ha portato non svanisca , ma anche che presto possa esserci un futuro piu dignitoso per il meraviglioso popolo cubano.
    Non volermene se non la penso come te .
    Ciao.

  2. Ciao Enzo , non ti preoccupare non sei entrato in un covo di comunisti famelici, non me la prendo se le nostre considerazioni verso Cuba non coincidono. Tu la puoi pensare come meglio credi, anche che il blocco economico sia finto…e yoany abbia creato il suo “palcoscenico mediatico” da sola…
    una cosa che personalmente mi da fastidio è il fatto che Cuba, subisca quotidianamente attacchi mediatici su più fronti, come se fosse un paese dove al mattino raccolgono i morti dal marciapiede…la recente assegnazione del premio sacharov è stata assegnata come saprai al dissidente farinas…è il terzo dissidente cubano che riceve tale premio, nessuno dei tanti “liberi pensatori al mondo” che risiedono in paesi dove vige sicuramente una situazione peggiore di quella cubana ha goduto di questa attenzione particolare … io trovo questo segnale inequivocabile che sposa inevitabilmente una politica parziale atta a screditare l’isla a priori…
    nessuno qui io compreso dice che cuba sia il paradiso terrestre, ma attenzione guardiamoci attorno e vedremo che di situazioni ben peggiori di quella cubana ve ne sono a bizzeffe e di certo non godono di tale attenzione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *