Breaking News U.S.A & America Latina — 02 febbraio 2011
Wikileaks e la corruzione generalizzata a Cuba

Assange, imperterrito, continua ad alimentare la sua macchina dello spettacolo. E chissenefrega dei polveroni mediatici che lo hanno costretto a scappare, segregarsi, essere arrestato, difendersi. Lotta e informa. Se ne frega di Openleaks, che è il primo bagliore concorrenziale in un contesto nuovo e scottante (e potenzialmente redditizio).

I cables continuano e raccontano i dietro le quinte dei fatti a loro volta diffusi dalla stampa. Wikileaks è un “dietro le quinte” del ciak si gira, laddove si possono osservare e conoscere trucchi, preparativi e luci scenografiche.

Da Madrid sono arrivate qualche giorno fa, come bombe altre rivelazioni di Wikileaks. E’ proprio  attraverso quel quotidiano spagnolo che Fidel ha definito parte d’una informazione fascista, El Pais, che il governo cubano viene coinvolto in un cable di presunta corruzione.

Presunta perché Michael Parmly, il responsabile della Sezione degli Interessi del Dipartimento Statunitense a Cuba (SINA), nel 2006 e 2007 avrebbe riferito di “una corruzione a Cuba che si è diffusa a tal punto che interessa oramai alte cariche dello Stato e gli stessi membri del Partito Comunista Cubano”.

Ci sono interi settori Statali la cui amministrazione versa di fatto in uno stato di malcostume statale, dove procedure e pratiche avanzano in nome della corruzione. E’ questo il caso dei permessi legati a nuove infrastrutture turistiche, dove un contratto di un milione di dollari sconta tangenti per almeno altri centomila su conti prestanome dei quali fruiscono i dirigenti.

Si ricorda l’ex Ministro del Turismo, Ibrahim Ferradaz, destituito per corruzione.

uno degli oltre 2000 cable di Wikileaks su Cuba

Questo fenomeno è in netta contrapposizione con l’utopico tentativo del Governo Cubano di smuovere le coscienze attraverso un impegno sociale di massa che vede coinvolti trentamila giovani del PCC e del Movimento Studentesco, alla ricerca frenetica quanto improduttiva dei tanti inganni commessi e di cui poi si perdono le tracce. Abbiamo a che fare con occhi poco istruiti o tolleranza verso un fenomeno sociale più che un caso isolato?

Dall’Ufficio degli interessi statunitense, di concezione anticastrista,  esce spesso anche il nome del generale Julio Cesar Regueiro, tra i possibili associati alla mafia. Egli è il marito di Dania Rodríguez, figlia dell’ex vicepresidente del Consiglio di Stato e dei Ministri, Carlos Rafael Rodríguez.

L’ex ambasciatore spagnolo Carlos Alonso ha risposto alle insinuazioni dei diplomatici statunitensi sostenendo che la corruzione è necessaria per sopravvivere. Laddove, in America Latina uno scandalo consiste nel furto da parte di un singolo individuo di undici milioni di dollari, a Cuba lo scandalo avviene quando sono undici milioni di cubani a rubare un dollaro ciascuno.

Nei documenti si capisce che ad essere il fulcro di questi malcostumi non sono tanto i lider storici rivoluzionari quanto persone che si sono ritagliate un proprio spazio importante sulla scena politica.

A versare in questa situazione contribuiscono fattori quali la pochezza economica dell’Isla che non garantisce nulla al di fuori della sopravvivenza ed un briciolo di dignità personale. Gli individui talora, in un ambiente dove il quotidiano evidenzia un ampio quadro di povertà, cerca di arrotondare e incassare qualche spicciolo, e crea così una rete di furto e corruzione diffusa.

Questi furtarelli e questa economia sotterranea è favorita dai funzionari di polizia che dietro compenso “non vedono” . E così le risorse statali gestite secondo un quadro ben preciso, secondo cui gli alti funzionari attribuiscono appalti e posti di lavoro al miglior offerente.

I posti di lavoro più redditizi si comperano ad alto prezzo, a seconda di quanto può potenzialmente fruttare. E’ il caso di una pompa di benzina, o di un posto di lavoro nel settore turistico o di un posto nell’impresa statale Cimex, dove l’impiego è assicurato per non meno di 500 dollari.

Se da un lato le fonti riferiscono di questa corruzione, dall’altra ribadiscono che “i furti e la corruzione sono tollerati dallo stato ma solo sino ad un certo punto, oltre il quale il sistema interviene e punisce con durezza”.

Questa situazione pare recentemente aver subito un forte miglioramento con il Governo di Raul Castro, che ha dato il via ad un serrato controllo centrale  e ad un offensiva contro la corruzione ed il furto che tanto grava sui bilanci dello Stato. Chiaro che i lavoratori dovranno avere degli incentivi anche economici per non dover attingere a strumenti più o meno illegali per far fronte ad una disperata situazione economica.

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