Venezuela: ecco l’Assemblea Costituente. I fattori di crisi secondo la CNN

L’Assemblea Costituente, appoggiata da 8 milioni di Venezuelani secondo i dati ufficiali forniti dal governo, è entrata all’opera.

Guidata da una battagliera quale Delcy Rodriguez, ex Ministra degli Esteri, sarà, lo si è già capito, organo fedelissima a Maduro, che la userà facendoci leva ed accentrare il potere quel tanto che serve per far fronte all’opposizione e guidare il Paese fuori da rappresaglie e malcontenti che rischiano di sfociare in una guerra civile.

Chiamarla opposizione è un tantino esagerato, se i leader fomentano odio e morti. Antonio LedesmaLeopoldo López continuano ad entrare ed uscire dal carcere. Ieri in carcere, oggi nuovamente agli arresti domiciliari. 

 

Il Venezuela parla di strada intrapresa nel 1999 per difendere la sovranità del popolo venezuelano. Ma la fame e il malcontento non si nascondono ed il popolo è spaccato in due, in una guerra id ideologia che da sempre è pericolosa, violenta e controproducente.

Maduro parla di guerra mediatica, finanziamenti per destabilizzare il governo che arrivano dalla CIA, di accordi tra gli USA ed il partner filo-statunitensi, primi tra tutti Cile, Perù e Colombia, che parlano di rapporti economici e diplomatici per sempre compromessi.

 

 

Anche gli USA, attraverso le parole dei media quali la CNN, che riassume la crisi in 4 punti fondamentali, senza far voce dei punti a favore di Maduro, parla di paura che questa crisi getta. Prezzo del petrolio che genera un buco nelle casse dello Stato ma su cui si buttano ferocemente i rapaci approfittando dei “saldi venezuelani” quali la Goldman Sachs che compra a 3 miliardi di dollari obbligazioni sul petrolio, scommettendo di fatto su Maduro e paradossalmente sostenendolo, confidando nel potenziale che i titoli hanno in questo momento. Questi sono i paradossi di uno Stato capitalista, che difficilmente si auto-corregge e che a volte in logiche economiche favorisce gli stessi nemici sulla carta.

 

 

Al prezzo di petrolio, alla chiusura di imprese straniere con calo della produttività e di impiego, alla mancanza di beni di prima necessità nei supermercati, la gente si affida alla sopravvivenza alimentando la piaga della corruzione e a volte della criminalità. 

I numero di rifugiati politici che fuggono dal Venezuela invade anche gli USA, l’inflazione che oramai ha sfondato il 1500%.

Ma ciò che si teme è l’ondata dell’odio verso gli USA come corrente di pensiero. Un restyling, per citare la CNN del pensiero di FIdel Castro, ma meno evoluto come meno evoluto è il pensiero di Maduro, che gioca col populismo per individuare negli USA e nella loro ipotetica intromissione l’unico colpevole della crisi economica.

In tutto questo caos il Vaticano cerca ancora il dialogo.

 

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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