Breaking News L'editoriale — 19 novembre 2011
Venezuela e la Rivoluzione Bolivariana
Hugo Chavez – fonte foto: internet

Quando si parla di rivoluzione bolivariana si sa che è il progetto del Presidente Hugo Chavez, nato con un insieme di riforme atte a  rimodernizzare il Paese attraverso uno strumento elementare che passa attraverso la giustizia sociale.

La Rivoluzione Bolivariana tuttavia non è tutto oro colato.

Continua la piaga delle delinquenza, che impervia sempre più, della corruzione anche tra i politici di rango e del corpo di polizia. L’aumento esponenziale dei sequestri di persona è un esempio lampante di quanto la delinquenza s’affacci sul quotidiano creando tensione crescente nelle vittime predestinate. Alcune testimonianze di terrificanti rapimenti sono stati riportati dal Washington Post. Il signor Ochoa ad esempio ha il coraggio di raccontare la propria esperienza. Mentre percorreva in macchina con la fidanzata il solito tratto di strada, è stato catturato da un commando di uomini armati. La mediazione è avvenuta senza coinvolgere la polizia. Poche ore per l’incubo, poi la trattativa privata e la liberazione a pagamento ottenuto, che creano i presupposti per creare un vero e proprio mercato malavitoso.

Dal 1999, il primo anno del governo Chavez, o per meglio dire, dell’era Chavez, ad oggi, i sequestri sono aumentati di 23 volte. E si ha la percezione che i 1050 sequestri annuali ufficiali siano solo una piccola percentuale se confrontati con i totali. Trattative private che generalmente sono mantenute nell’anonimato per salvaguardare l’incolumità delle persone sequestrate.

Da alcuni sondaggi effettuati il 71% degli intervistati dichiara che sente a rischio la propria incolumità e che negli anni la situazione è andata peggiorando. I ricchi facoltosi e d i benestanti si circondano di guardie del corpo, di alte mura e recinzioni e tra la gente comune è diventata consuetudine andare in giro con armi da fuoco.

Il tasso di omicidi è quadruplicato in una sola decade. Nel 1998 gli omicidi sono stati 4550 e oggi sono oltre 17mila. Questo triste dato posiziona il Venezuela come il paese con il tasso di omicidi più elevato al mondo, secondo solo all’Iraq. Caracas, la capitale, è diventato la capitale con il più alto tasso di omicidi nel mondo (200/100mila abitanti), uno ogni quattro ore, secondo quanto citato dal Dipartimento di Stato nel report per la sicurezza. Cifre assurde, anche a confronto con la capitale Bogotà, dove il tasso è otto volte inferiore.

A fronte di un trend economico deficitario e zoppicante, quello della criminalità è costantemente al rialzo, senza mostrare di fatto alcun cedimento.

Anche il racket, le estorsioni e la corruzione sono piaghe sociale che imperviano lungo le strade di Caracas, dove a cose buone se ne alternano altre meno buone, o per meglio dire, meno degne di una rivoluzione bolivariana.

Inevitabile poi che i dati si macchino di strumentalizzazione politica anti-Chavez. L’opposizione parla di mancata libertà d’espressione, di oscuramento di televisioni. L’ultima tv in mano all’opposizione, Globovision, è stata sanzionata per  2,1 milioni di dollari, per aver sostenuto una rivolta carceraria che ha poi provocato una ventina di morti tra gli stessi detenuti.

Ma il quadro si macchia di talmente tante sfumature tra una giusta idea nazionalista, una opposizione interna che invece mira ad una politica filoamericana e gli interessi del singolo che cozzano con i buoni propositi che generalizzare rende tutto, come ogni qualora lo si voglia fare, estremamente inappropriato ed impreciso.

Certo, le ricette economiche sono tante e in questo momento le leggi del mercato globale non sembrano aver creato alcun beneficio su larga scala. Appaiono invece le reali protagoniste di uno scenario di crisi che si sviluppa da un tessuto finanziario logoro e impregna l’economia in un fantomatico buio pesto.

La rivoluzione bolivariana parte con il presupposto di fare il bene del popolo venezuelano e per tutti  i popoli dell’America Latina. Numerosi sono i pregi ed i tentativi, ma altrettanti i fallimenti.

Noi oggi ne abbiamo raccontato uno fatto di numeri più o meno importanti, più o meno arbitrabili. Poi le ideologie di ognuno faranno il resto, ma i numeri resteranno numeri, statistiche, sondaggi e poco altro.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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