Breaking News — 02 novembre 2010

Pochi minuti fa sono iniziate negli Stati Uniti d’America le elezioni  Midterm, che disegneranno il nuovo volto del senato statunitense, con evitabile impatto sulla guida di Obama.


Gli Exit Pool danno in forte recupero la fazione repubblicana, rispetto alla netta sconfitta di due anni fà, quando il Presidente di “Yes, me can” è diventato leader indiscusso del Paese, sostenuto da una ampissima maggioranza e soprattutto da quella classe media, che in lui vedeva l’opportunità di rinascita e di un nuovo miracolo americano.


Il Paese ora sembra avergli volto le spalle, almeno temporaneamente, deluso da tutto ciò che non è riuscito a fare.
Gli Stati Uniti non sono ancora usciti da un periodo di profonda crisi, non solo economica ma anche d’identità. Con Bush, il popolo statunitense ha conosciuto ed ha dovuto convivere con un sentiment di antiamericanismo che si è diffuso pressoché ovunque. Le guerre avventate hanno dilapidato vite umane, e anche tante risorse finanziarie. Il volto degli Stati Uniti si è macchiato di orribili crimini ed ha mostrato tutta la propria fragilità al mondo con la caduta di aziende, banche e strutture finanziarie come birilli. Il mercato immobiliare è ancor oggi fermo e la speculazione selvaggio è ancora una ferita aperta e viva nel lato economico-industriale.


Qualcuno afferma che Obama ha fatto tanto. Evidentemente non ha fatto abbastanza. O forse non ha osato abbastanza, cercando di mediare in continuazione più che di proporre. La politica estera non ha di fatto virato come ci si aspettava, stando anche al Segretario di Stato Hillary Clinton, che gestisce più con indole repubblicana che democratica i rapporti con i sempre più numerosi nemici di sempre.


Il problema della disoccupazione è ancora forte e grandi successi quali un forte  eriuscito sostegno al mercato dell’auto, una riforma sanitaria con molte luci, sono oscurati da dati economici che evidenziano l’incapacità di dare forza e costanza ad una flebile luce di ripresa.


E queste elezioni di mezzo termine, non sono solo un banco di prova, ma anche il necessario mezzo per riuscire ad andare avanti con il programma della legislatura attuale, senza doversi troppo scontrare con una opposizione sempre più forte e pressante.
La figura di Obama, il primo Presidente nero degli Stati Uniti, incarnava tutte le speranze di cambiamento del popolo statunitense. A volte speranze troppo audaci, laddove la situazione lasciata dal fallimento vivente George Bush aveva devastato ogni aspetto della società interna americano, creando un profondo solco tra il popolo a stelle e strisce ed il resto del mondo.


Le midterm cosa determinano?


Rinnovo di tutti i 435 seggi che costituiscono la Camera dei Rappresentanti


Rinnovo di 37 dei 100 seggi costituenti il Senato (
le scadenze dei mandati, distribuite nel tempo, garantiscono un continuo rinnovo dei Senatori il che imptonta allo stesso organo una maggior dinamicità ed impronta democratica, rispecchiando maggiormento il sentiment degli elettori).


Rinnovo di 37 dei 50 governatori dei vari Stati


158 è la somamtoria dei referendum contando i 28 Stati nei quali i cittadini dovranno esprimersi per la decisione diretta.


Il più sentito è quello in cui la California chiede di legalizzare la Marijuana. Se verrà approvata la Proposition 19  i maggiori di anni 21 potranno detenere legalmente sino a 28,5 grammi di sostanza e sarà consentito coltivarla in uno spazio privato di massimo 25 metri quadri. Lo slogan a supporto, sulla scia dell’Yes, we can risuona ironicamente come  Yes, we cannabis.


I primi seggi aperti sono quelli del piccolo Stato del Vermont alle 5.00 ora locale (ore 10 in Italia); saranno gli elettori dell’Alaska a chiudere domani alle 5.00 (ora italiana) l’evento elettorale dell’anno.

CURIOSITA’

  • Tra i 37 nuovi Governatori finisce anche l’epoca dell’attore austriano naturalizzato americano Arnold Schwarzenegger. Il Repubblicano non è riuscito a sanare l’imponente debito che attanaglia le casse pubbliche californiane, ma va riconosciuto il suo grande e costante impegno nel combattere l’inquinamento, il surriscaldamento globale ed il problema dell’approvigionamento dell’acqua. La sua più grnade sconfitta risale al 2005, dopo due anni da governatore. Chiamò il popolo a votare su 4 punti da lui sostenuti. E’ in questa occasione che si accorse di come la democrazia sia influenzata dalle grosse lobby ed affermò: “nessuno può vincere se l’opposizione stanzia oltre 160 milioni di dollari per sconfiggerti”
  • 37 Senatori: sono eletti ogni 6 anni. Percepiscono uno stipendio annuo di 174.000 dollari (meno di un medico).
  • 435 Deputati della Camera dei Rappresentanti. Vengono eletti ogni due anni, così come prevede la costuzione. Percepiscono uno stipendio di 174.000 dollari annui. Il più longevo è il Senatore Democratico Daniel Inouye, Hawaii, in carica dal 1962.
  • 37 Governatori: Capi del governo di uno specifico Stato, il loro mandato dura 4 anni. Percepiscono uno stipendio annuo di 114.000 dollari.

SONDAGGI:

Sono grandi protagonisti che riportano l’opinione pubblica e nello stesso tempo la influenzano.

INTERNET, COMUNICAZIONE, SOCIAL NETWORK

  • TWITTER, chiede agli elettori qual’è il motivo che li spinge ad andare a votare. L’analisi ha svelato quattro grandi gruppi.
  1. 37%  vota contro una persona / legge
  2. 29% vota a favored i una persona / legge
  3. 26% va semplicemente a votare
  4. 7% disgustato dalle midterms

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