USA: Cinturone e arma alla mano In Texas, alla faccia del Presidente Obama

Ci viene in mente l’attore Chuck Norris in Walker Texas Ranger. Pistola nel cinturone e si dà il via alle danze. Quanti giustizieri con l’arma in mano, rigorosamente texani purosangue, girano con l’arma pronti ad impersonare la legge? Un abbaglio fulmineo lascia un rombo di tuono ed un polverone dal quale escono sconfitti i criminali del caso. E mai come ora è quindi il caso di dire “e giustizia fù”.

E mentre Obama predica all’industria delle armi l’inedito vangelo secondo Barack, versione inedita d’un libro senza adepti al seguito, gli 826 mila texani armati (una persona su trenta), sostenitore del fai da te, cantano vittoria. Un pò meno tutte le vittime accidentali di questo  katà métron empirico, con effetti collaterali tanto visibili quanto ignorati.

Evidentemente la mentalità consumista trascina con sè anche il mercato delle armi e quello dei morti ammazzati. E a studiare le dinamiche emozionali di un post evento tragico, come quello accorso lo scorso ottobre in due college di Texas e Arizona, vi è un picco del dolore nelle ore successive al dramma. Da lì si arrampica verso l’infinito la finta curva dell’indignazione. La spinta verso l’alto è un elastico che ritorna al punto di partenza altrettanto velocemente e al dolore dei pochi interessati direttamente si sostituisce indifferenza e l’accettazione dell’effetto collaterale che in sè non può determinare un’azione correttiva al tanto amato sistema.

Obama forse è l’unico a ricordarsi del massacro avvenuto alla Sandy Hook Elementary, quando il 17 Dicembre 2012 27 persone, la maggior parte bimbi tra i 6 e 7 anni hanno perso la vita per mano del giovane omicida Adam Lanza. E il Presidente democratico sta ancora cercando di trovare un accordo per rendere perlomeno più severi i requisiti necessari alla detenzione di un’arma. 

E anche se ancora all’orizzonte, un certo senso di responsabilità per i terribili fatti di cronaca che sovente riempiono la cronaca nera, se lo sentono addosso i cittadini americani detentori di un’arma. Detenere un’arma non è un gioco – dice un texano proprietario di una hamburgeria – pertanto dobbiamo limitare sul nascere quelle situazioni che possono determinare episodi di cui è troppo tardi poi dirsi pentiti.

E c’è una certo senso di consapevolezza e colpevolezza che ogni coscienza può essere resa complice d’un delitto solo per quel senso vano di sicurezza che si ha quando si ha con sè uno strumento per interrompere la vita di un’altra persona. Al momento sono sotto le dieci unità i casi di morte accidentale per utilizzo di arma da fuoco 

E su tutti i giornali americani impazzano le parole “Open Carry“. Si insomma, fondina e pistola in bella vista.  

Cade la legge che vietava di portare con sè l’arma e per la prima volta dal 1871 ad oggi, dietro una serie di regole non assicuranti, partirà quella procedura d’approvazione che entrerà in vigore dal prossimo Agosto. Il codice penale ai punti 46.03 e 46.035 non potrà più punire la detenzione in pubblico di un’arma. Certo si dovrà fare un corso, certo non dovranno esservi a carico del detentore problemi di salute mentale o precedenti penali, certo i locali pubblici potranno vietare l’introduzione di cittadini armati, certo, certo, certo…ma non sempre l’intenzionalità la fà da padrona e la natura umana non può di per sè essere una garanzia fine a sè stessa. A volte, ai piani alti di qualche mente, i capi neuroni stressati per chissà quali motivi decidono di scioperare e dare il via ad una qualche manifestazione che scatenerà una qualche reazione illogica dell’individuo. Vuoi che sempre nei meandri della mente umana accada un corto circuito. inventatevi quel che volete, ma ad ogni evento ed azione corrisponde una controreazione. E con l’arma a portata di mano tutto ciò può risultare più facile e più drammatico per quanto se ne dica.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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