Breaking News U.S.A & America Latina — 06 settembre 2012
USA: alla convention democratica Bill Clinton illumina l’operato del Presidente Barack Obama

ENG: In an election dominated by voters’ concerns over the economy, Clinton sought to offer Obama the credibility that comes from having presided over a period of rapid economic growth, near-full employment and balanced budgets.“He has unbelievable legitimacy as the only president who has brought a generalized prosperity,” said Stanley Greenberg, who was the pollster for Clinton’s 1992 presidential campaign. When voters talk about the late 1990s — Clinton’s second term — they often say, “That’s when I had money,” Greenberg said.

Sempre più nel vivo la campagna elettorale statunitense. Ieri Bill Clinton, con un discorso di 48 minuti, voce rauca e qualche evidente difficoltà respiratoria a marcare la cadenza, è intervenuto nel corso della Convention Democratica che si sta svolgendo a Charlotte, North Carolina.

Un intervento oratorio che ha acceso la Convention, parole meditate, ponderate e molte scoccate a favore di Obama, dell’impegno e dei risultati ottenuti, mostrando poi l’immagine attuale degli USA in un contesto difficilissimo a confronto con quella a pezzi al termine del mandato del Presidente Bush.

America is better off, “L’America di oggi è un’America migliore” ha urlato infuocando la platea incitandola a scegliere tra un candidato repubblicano che se eletto è il vincitore che prende tutto o l’immagine e lo slogan utilizzato da Obama che preferisce incentrare il concetto su “tutti uniti per costruire questa società”.

Mitt Romney e il suo allegro team ha quadruplicato il debito della nazione in 12 anni ha ricordato Clinton, omettendo ad onor del vero che anche Obama l’abbia praticamente raddoppiato in 4 anni. Ma il debito può aumentare per motivi strutturali alla base dell’edificazione di una società più giusta, equa ed in grado di prendersi cura dell’individuo, o può lievitare per sostenere politiche estere aggressive e per un protezionismo ed un organismo di difesa che apportano più pesantezze burocratiche ed economiche che benefici veri e propri.

Clinton procede tra, citazioni di ex Presidenti (Ronald Reagan) e ragionamenti articolati cadenzati da attimi di ironia, quando qua e là prima di introdurre concetti si ferma e preoccupato guarda la platea e si assicura che tutti ascoltino con attenzione perché “quello che vado a dire è importante”.

Romney – prosegue Clinton – ha cercato di far passare l’idea di un Obama che ha praticato un “compromesso bipartitico“. Tutt’altro. Questa definizione è la tipica di chi non coglie la sfumatura tra compromesso e “cooperazione, necessaria a far funzionare il mondo reale”.

Sfortunatamente chi governa il Partito Repubblicano si limita a vedere l’altro partito come il nemico e il compromesso il nemico.

Nella citazione di Reagan, dice che c’è un ritorno a quella frase, quando si sputava sul nemico “non ha ripulito abbastanza in fretta…spariamogli contro…”

Clinton in un passo del proprio discorso ricorda come anche alla base della propria fondazione (che opera soprattutto trattando le tematiche ambientali, sviluppo economico equo e aspetti sanitari di primaria importanza quali HIV/AIDS) vi sia il desiderio di lavorare con tutti coloro che mostrano spirito collaborativo, siano essi democratici, repubblicani, indipendenti, ma con l’unica ambizione che sia quella di risolvere i problemi esistenti e creare nuove opportunità senza sprecare energie a combattersi l’uno con l’altro”  Through my foundation, in America and around the world, I work with Democrats, Republicans and independents who are focused on solving problems and seizing opportunities, not fighting each other,” Clinton said. “When times are tough, constant conflict may be good politics but in the real world, cooperation works better.

 

La campagna portata avanti da Clinton a favore di Obama, soprattutto in due cavalli di battaglia dove i democratici sono più conservatori, quali Florida e North Carolina è un grandissimo valore aggiunto, in quanto Clinton continua ad avere una popolarità ed un consenso ancor maggiore di quello di Obama ed i suoi interventi sono sempre accolti con grande entusiasmo dalle masse.

In queste elezioni più che in altre gli elettorali sentono il peso della propria scelta, in modo da permettere agli Stati Uniti di sapere riparare ai propri errori proprio com’è nel DNA di questa grandissima nazione, che nonostante i tanti errori, riesce sempre a stupire per la forza di rimettersi in piedi e marciare all’unisono quando è necessario. Una mentalità quando serve “umile ed operaia” anni luce più avanti di quelle dei popoli latinoamericani e per certi versi, ben più socialista con i fatti, di chi lo è con le parole. E allora ciò che gli elettori guardano è la sostenibilità del progetto economico. E Clinton ha fatto capire benissimo di avere l’empatia per rassicurare gli elettori sulle preoccupazioni economiche. “Obama è l’unico presidente che ha creato una prosperità diffusa” e dietro questi complimenti Clinton ha specificato che non c’è una amicizia di fondo, ma c’è una reale e sincera ammirazione politica per Obama, che ha ricevuto di fatto l’investitura ufficiale per essere il candidato dei democratici alle prossime Elezioni Presidenziali.

Dall’altra parte della staccionata lasciano un pò perplessi le repliche del candidato repubblicano che pare non credere nemmeno lui ad un recupero dei consensi rispetto all’avversario democratico. Dallo storico covo televisivo dei repubblicano, Fox News, Romney si è limitato a dire che “votare Obama una seconda volta sarebbe un grandissimo errore”, un pò pochino per convincere l’esigente elettorato americano, che parla ai primi anni ’90 e al periodo Clinton dicendo “quando avevo i soldi…

 

 

 

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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