Breaking News Italia ed Europa — 10 agosto 2011
Una Londra messa a ferro e fuoco contrasterà la guerriglia con 16.000 agenti

[ESP]: Los desórdenes de Londra son el síntoma de desigualdades sociales cada vez más grandes. Los gamberros aprovechan para hacer degenerar la situación y dar vida a una enorme guerrilla urbana. Esta noche, en un Londres a hierro y a fuego,16.000 policía empleados tratarán de contrastar los accidentes y los saqueos de los últimos días.

La Londra multietnica a ferro e fuoco. Torna dalle vacanze “made in Italy”, di tutta corsa, il primo Ministro David Cameron mostra idee chiare.

“Si tratta di mera criminalità” – dice convinto – e nessuno deve avere dubbi sul fatto che ci adopereremo al massimo per arginare questo exploit di violenza”. Secondo il premier si tratta di teppismo allo stato puro, che va ricondotto all’ordine con pene esemplari.

La verità è che il premier sta pagando un momento storico che non è riconducibile all’attualità, alle decisioni degli ultimi tempi o alla sola Inghilterra.

Tutto il mondo sta affrontando un duro momento e sta entrando nel primo vero momento di recessione economica.

Le motivazioni sono difficili da identificare in un’economia che si gioca sul tavoli degli speculatori. Un’economia fatta di broker che non producono, non aiutano. Un’economia fatta di scommessa, che va ad impoverire la classe medie.

Le motivazioni sono identificabili nella storia. Laddove il disequilibro incide sul diritto basilare di vivere dignitosamente, ecco lì si creano dei focolai pronti ad utilizzare la violenza come strumento nel quale sfogare la propria rabbia e malcontento.

Un giovane subito dopo aver dato alle fiamme un automobile. Hackney, London on August 8.

Le violenze sono dimostrazioni visibile dei danni invisibili che ogni giorno si protraggono in altre forme sulla società lavoratrice.  Le violenze sono  il prodotto della continua crescente diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza che di fatto è una vetrina in grado di offrire opportunità e dall’altra non le condivide con quella  estesa multietnicità che ora, per la quarta notte andrà a riversarsi in piazza.

Dal’altra parte c’è la polizia. Il fatto da cui tutto è partito si dice sia partito da un loro abuso. Da una loro violenza che ha provocato la morta a bruciapelo del 29enni Mark Duggan, così come pare dimostrare la perizia sul colpo d’arma da fuoco che lo ha freddato.

Sedicimila uomini l’esercito che questa notte cercherà di contenere le intemperie ed i saccheggi, anche attraverso l’uso concesso dei proiettili di gomma. C’è da scommetterci che i 500 arresti aumenteranno nelle ore a venire. Ma c’è anche da fare i conti con le carceri che ora riversano in una situazione d’emergenza, in un brulicare di stati di fermo.

Dall’altra parte ragazzi, teppisti semplici, opportunisti che si lasciano trascinare dal disagio delle masse e vanno a provocare danni a chi non ne può più di stare in mezzo. Poveri londinesi, proprietari di qualche negozio. Qualche negozio si troverà irreversibilmente danneggiato. Qualcun altro violato e saccheggiato. Londinesi che non hanno la colpa, se non d’aver custodito un’attività per decenni e che ora vedono riversarsi contro un’onda incontenibile di violenza cui non possono sottrarsi.

E’ ingiusto, è incivile ma le proteste dilagano ahimé sempre in queste modalità. E a pagarne i danni saranno coloro che come sempre non c’entrano nulla.

Il deposito della Sony, storico ed enorme è andato a fuoco. Non rimane nulla della montagna di cd pronti ad essere messi in commercio. I danni, anche in questo caso, non lo pagheranno di certo i manager o i piani alti dell’etichetta discografica, ma vaglielo te a spiegare a quelle centinaia di disgraziati incappucciati che s’impossessano della rivolta e non lasciano neanche il gusto di protestare a coloro che giorno dopo giorno perdono tutto.

fonte foto: internet


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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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