Un pezzo di storia: Il Blocco economico, illegale e arbitrario contro Cuba.

Di Inès Cainer

Per la ventunesima volta l’assemblea delle Nazioni Unite, nella sua quasi unanimità,  ha votato contro l’embargo economico imposto a Cuba: 188 paesi a favore dell’eliminazione dell’embargo, 3 contrari, (Stati Uniti, Israele e Palau) e 2 astenuti (la Micronesia e le isole Marshal).

Una sorta di voto unico contrario, legato a due piccoli satelliti che non possono transitare al di fuori di un ben determinato asse. Si tratta per l’appunto di un partner commerciale, finanziariamente e militarmente parlando di rilievo, quale Israele, ed una nazione delle dimensioni di un piccolo quartiere di città e che fatica a sfiorare le ventimila unità. Uno stato che ha raggiunto l’indipendenza dagli USA nel 1974, ma solo sulla carta.

Un blocco economico, commerciale politico e finanziario che nacque ufficialmente il 7 febbraio del 1962.  “Ufficiosamente” era già funzionante dall’ottobre del 1960 come misura provvisoria: il Presidente Dwight Eisenhower in quel periodo ha interrotto  le relazioni diplomatiche con Cuba.

Il motivo propulsore di tale misura che viola le elementari regole dettate dalla rispettabile Convenzione di Ginevra, è la mancanza di Democrazia a Cuba!… Nel noto palazzo di vetro, sede dell’O.N.U. , il voto della quasi totale maggioranza dei paesi,  viene cancellato dal “potere decisionale” di solo 2 Paesi, i restanti 3 paesi che si sono astenuti, sono semplici burattini che obbediscono al proprietario della loro moneta ufficiale: il dollaro.

Agli inizi degli anni 60, nessuno poteva immaginare che una misura così ingiusta si sarebbe poi protratta per oltre mezzo secolo. Decenni di barbara applicazione di tale protocollo, dove i danni economici hanno assunto livelli stratosferici, e  nonostante ciò non vi è mai stato nessun ripensamento da parte di quel  paese che  è considerato portatore della “La democrazia più importante del  mondo”, gli Stati Uniti D’America.

Sin dal principio concepita come misura che avrebbe appoggiato la nascita della democrazia in un paese autoritario. Di fatto, una posizione militaresca che lede i principi non solo democratici, ma anche i diritti basilari di un popolo che pare non essere sovrano del proprio futuro. Una belligeranza che segna un record in termini di continuità storica.

Venuto a conoscenza dell’ennesima votazione unanime dell’O.N.U. , IL Ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodriguez Parrilla, ha dichiarato: “ Non esiste nessun motivo legittimo o morale per mantenere questo blocco, ancorato dalla Guerra Fredda”.

Dagli Stati Uniti, per voce di Mark Tomcra del  Dipartimento di Stato americano, la solita cantilena:  “La nostra politica verso Cuba resterà intatta”

Non resta che continuare a lottare per impedire che il blocco economico continui a provocare le ingiustizie che seguono e che colpiscono duramente l’economia del paese:

Cuba è obbligata a pagare il riso che importa in anticipo, mentre tutti gli altri paesi effettuano la transazione di pagamento in tempi concordati, senza dover subire gli effetti devastanti di un doppio cambio nel mercato interbancario internazionale, dove passano ogni giorno enormi volumi di transazioni commerciali”.

“Con gli stessi soldi con i quali acquista un certo numero di matite, potrebbe acquistare un milione in più, senza tutte le sfumature subdole di un sistema che immobilizza il sistema economico”…e ragionamento analogo può essere applicato a tantissimi altri prodotti, laddove la produzione a partire dalle materie prime risulta impossibile laddove le stesse vengono meno”

Il blocco va inteso come qualcosa che va a scindere in punti differenti in ogni sistema, il processo di produzione, dall’approvvigionamento delle materie prime alla distribuzione.

“Non avendo, per colpa del blocco la possibilità di esportare le arance , tra le migliori del Caribe, spesso vengono sprecate o buttate”

Dati che esprimono  solo una minima parte della severità di questo embargo. Embargo che subdolamente colpisce anche  il settore medico farmaceutico, creando gravi difficoltà nella cura dei  bambini affetti da vari tipi di neoplasie. Nonostante questo,  Cuba ha il più basso numero di mortalità infantile del pianeta.

Ecco perché il reperimento di medicinali è così sentito a Cuba. E dalla necessità si è iniziato a lavorare, anche con risultati soddisfacenti, allo sviluppo di medicine alternative, con principi attivi di natura omeopatica e fitoterapica. I medicinali di sintesi, sono spesso un miraggio, come si può facilmente vedere osservando le dispense delle farmacie semivuote o medicini che in ospedale sono al prese con un vero e proprio razionamento negli utilizzi terapeutici.

Aleida Guevara medico pediatra, primogenita del guerrigliero Argentino Ernesto Guevara, in una intervista rilasciata qui in Italia, alla domanda “cosa rappresenta il blocco economico per Cuba”?  lei rispose:“Tanti inconvenienti, malessere, disagio,  però … la cosa peggiore è vedere le sofferenze atroci dei bambini malati di cancro e non poter curarli appropriatamente perché non possiamo comprare le medicine che servono”.

 

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Articolo scritto da:

Scrittrice nata in Argentina, ma di origini Italiane, vive da molti anni in Italia e tra le sue fatiche letterarie si annovera “Benita Bottazzi senza Patria” , dove racconta con estrema lucidità un pezzo di storia che ci appartiene; l’emigrazione italiana in Argentina. Collabora con ThisIsCuba.net per editoriali e notizie dal latino america

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