Breaking News L'editoriale — 20 aprile 2011
ThisIsCuba intervista Marco Gargiullo di Cubanite

IT) ThisIsCuba.net ha intervistato Marco Gargiullo il popolare gestore del blog Cubanite. Marco che vive nell’isola cubana dal 2004 ci racconta le sue esperienze e ci regala  i suoi preziosi consigli, utili per chi desidera trasferirsi nell’isola caraibica.

ESP) ThisIsCuba.net ha entrevistado a Marco Gargiullo el popular gestor del blog Cubanite. Marco que vive en la isla cubana desde el 2004 nos cuenta sus experiencias y nos regala sus preciosos consejos, útiles por quien desea trasladarse a la isla caribeña.


Ciao Marco, grazie per averci rilasciato questa intervista che aiuterà i nostri lettori ad approfondire  certe tematiche o a rispondere a certi loro quesiti che tu, con la tua esperienza saprai certamente rispondere.

Come sai bene, sono moltissimi gli italiani, di ogni età che hanno nel cassetto un sogno. Mollare tutto e trasferirsi a Cuba. Lavorare là, condividere la terra che amano con la dolce metà, o più semplicemente un trasferimento reso possibile dalla propria pensione.

In tutti questi casi ci arrivano tante richieste d’informazioni, alle quali cerchiamo di rispondere nel modo più preciso possibile, senza illudere, senza demoralizzare. A parte alcune linee guida, il percorso se lo ritaglia ognuno di noi con la propria inventiva, le proprie capacità e la propria convinzione e determinazione.


Ed iniziamo proprio da queste osservazioni l’intervista.

  • Cosa consiglieresti a tutti coloro che vorrebbero trasferirsi a Cuba per coronare il loro sogno di una vita. Quali sono, per queste persone, gli step indispensabili da  fare? Che risorse economiche debbono avere secondo la tua esperienza?

Quello di trasferirsi definitivamente a Cuba è un passo da valutare con grande attenzione, cercando di razionalizzare al massimo la decisione senza lasciarsi trasportare troppo dalle emozioni e dai sentimenti. Ricevo un numero sorprendente di e-mail di nostri connazionali che, magari solo dopo il primo entusiasmante viaggio, sono rimasti talmente folgorati da questo Paese e  quasi sempre da uno/a dei suoi abitanti tanto da pensare seriamente di voler abbandonare l’Italia e venire a vivere qui.

A chi davvero pensa di voler trasferirsi a Cuba (ma vale per  qualsiasi posto!) consiglio prima di cercare di conoscere il più possibile il Paese, cercando di capire come sarebbe qui la sua vita quotidiana. La vacanza è vacanza, la vita di tutti i giorni con la sua routine, soprattutto quando si hanno impegni lavorativi e magari familiari è tutta un’altra questione.

Trovare a Cuba un lavoro che permetta di mantenersi a livelli simili ai quali si è abituati in Italia è estremamente difficile. Molte aziende straniere o miste, che sono le uniche che possono pagare uno straniero in CUC e dargli la possibilità di chiedere un permesso di lavoro, spesso approfittano della tanta offerta di occidentali che vogliono lavorare a Cuba e abbassano i compensi. Reputo molto importante, ovviamente per chi non è milionario,  poter disporre di una rendita dall’Italia o un discreto capitale per iniziare, sia pur con grandi difficoltà e rischi, un’attività qui.

  • Parliamo di te. Di cosa ti occupi a Cuba e per quali sono state le situazioni che ti hanno portato a trasferirti a Cuba?

Io mi sono trasferito all’Avana nell’ormai lontano novembre 2004. Nel 2003 dopo una ventennale esperienza nel campo del turismo in Italia ero stanco del mio lavoro e di Milano la mia amata ed odiata città di nascita ed avevo un forte desiderio di cambiamento; stavo per accettare una proposta lavorativa in una regione del sud Italia ma un paio di viaggi a Cuba mi avevano fatto contrarre una forma assai perniciosa di Cubanite che mi aveva portato a consumare in pochi mesi 120 giorni di ferie arretrate, oltre a un bel po’ di euro e cambiare decisamente programmi.

Da inizio agosto 2003 avevo creato il blog Cubanite e cominciato a pensare ed occuparmi di Cuba anche quando ero in Italia, scrivendo sui vari forum, soprattutto su Lovelyforum e partecipando a incontri e raduni, Da li è nata la proposta di entrare nella società Lovelycuba per aprire la filiale avanera del tour operator.

  • Cosa significa per un Italiano  lavorare a Cuba? Quali sono le difficoltà oggettive che si incontrano? E quali invece le cose positive?

Sicuramente pur rimanendo nello stesso settore lavorativo, sopratutto all’inizio, lavorare a Cuba è stato  per me   impegnativo. Paradossalmente ciò che mi ha più creato difficoltà non è stata la differenza di mentalità cubana spesso più rilassata di quella frenetica “meneghina” ma l’arretratezza tecnologica, soprattutto  l’ estrema  lentezza di internet. Arrivare da un ufficio collegato con fibra ottica a una connessione da pochi Kb per chi lavora soprattutto con internet non è stato facile.  Poi spesso c’è un solo  lavoratore in una determinata azienda che si occupa di un lavoro, in sua assenza non c’è quasi mai nessun collega che possa o voglia fare il suo lavoro. Il settore del turismo però a Cuba è ben organizzato ed in genere chi ci lavora è ben preparato, se si comunica con il giusto rispetto i rapporti personali sono sempre cordiali e molto collaborativi.

  • Tu che lavori a Cuba da molti anni con un azienda italiana, cosa ne pensi delle istituzioni cubane? il rapporto con loro è difficile  e pieno di burocrazia oppure scorrevole?

Nel settore in cui lavoro io, ovvero il turismo, le istituzioni cubane sono molto collaborative ma la burocrazia si fa sentire nelle cose quotidiane. Gli stranieri con contratto di lavoro sono dei privilegiati, hanno diritto a poter avere due auto, o come nel mio caso una auto e una moto, ma comprarli non è semplice. Non è stato facile all’inizio aprire la società, affittare l’ufficio, aprire il conto in banca. Un ‘odissea comprare i PC e arredare l’ufficio, figuriamoci casa!  Ma dopo l’avviamento le cose scorrono abbastanza semplicemente. Ogni anno poi ci si deve confrontare con notevole perdita di tempo nel rinnovo dei permessi, dall’iscrizione della camera di commercio cubana al permesso di lavoro che poi dà diritto ad avere il “carnè di residente straniero” col quale si deve andare a rinnovare la carta di circolazione dell’auto con notevoli perdite di tempo. Anche per viaggiare all’estero io, come i cubani, devo avere un visto di uscita che deve essere, nel mio caso, firmato dal Ministro del Turismo. Fortunatamente io  devo  solo consegnare il passaporto all’ufficio legale che ci rappresenta con una marca da bollo da 25 CUC  e in una quindicina di giorni me lo ridanno vistato.

  • Con il senno di poi, rifaresti tutto ciò? Voglio dire, immagino che il tempo scalfisca l’entusiasmo e subentri il quotidiano. Questo quotidiano (in base alla tua esperienza)  è più gradevole “a conti fatti”, a Cuba o in Italia?

Domanda impegnativa. E’ evidente che dopo  8 anni dal primo incontro con Cuba, vivendoci,  la passione iniziale si sia affievolita, la Cubanite non dico che sia guarita ma di certo non è più di forma acuta. Probabilmente, con scelte e modalità differenti ripeterei questa esperienza. A Cuba ho una bella famiglia con un figlio meraviglioso che adoro. La gente cordiale, il paese sicuro ed il clima ottimo, si direi che vivo meglio qui rispetto a Milano. Ma fare il milanese a Cuba, ovvero una presenza costante in ufficio con puntualità asburgico/meneghina a volte mi chiedo quanto senso abbia.

  • Sappiamo che sei un interista sfegatato. Oltre al calcio, che è pertanto sottinteso, cosa ti manca dell’Italia?

Dell’Italia, in cui torno 3 volte l’anno anche se per solo una settimana all’anno mi manca molto, soprattutto famiglia ed amici. Quel dialogo e confidenza e maniera di rapportarsi con chi ha la tua propria storia e mentalità. Probabilmente se non avessi avuto la certezza di poter disporre di un collegamento internet, sia pur lentissimo, con quale mantenere i contatti con loro e con il mio paese, non mi sarei trasferito. Come si sa telefonare è carissimo, ma tramite mail, chat di Yahoo e siti di informazione so sempre quello che succede in Italia e nel mondo. Mancano cibi e  alcune comodità che  in Italia si danno per scontate. Io poi sono un vorace lettore, mi manca il piacere di leggere un quotidiano la mattina o un settimanale, fortunatamente  spesso conoscenti o amici in visita mi portano “generi di conforto”.



  • Parlando di quotidiano, raccontaci un po’ com’è la tua giornata tipo lavorativa e quella festiva.

Non è che la mia vita sia poi così differente a quella di molti italiani. Mi alzo al massimo alle 6:30 rispondo a qualche mail, porto la figlia maggiore a scuola, (in realtà la figlia è solo di mia moglie ma  ormai la considero come mia figlia) poi torno, sveglio il piccolo Raul Lorenzo mio figlio di 5 anni e mezzo, aiuto la mamma a vestirlo e lo porto alla scuola spagnola e poi mi reco in ufficio dove resto in genere fino alle  18. Nella bella stagione con l’ora legale spesso dopo l’ufficio raggiungo la famiglia al Club Habana che insieme alla scuola privata del piccolo è uno dei 2 soli lussi che ho a Cuba, dove faccio un tuffo in piscina o gioco a calcio col bimbo. Ritorno a casa, cena e chiacchiere in famiglia o con qualche visita oppure  TV o leggere un buon libro. Il mio lavoro mi obbliga spesso a lavorare il sabato, il resto del giorno è dedicato alle spese e relax al  Club Habana. Spesso la domenica mattina andiamo alla Maison perché i miei figli vi  “modellano“…. La sera ci si vede qualche volta con qualche parente di mia moglie e col nugolo di cuginetti dei nostri figli.  Non usciamo molto di sera, ogni tanto ci concediamo un fine settimana in giro, ultimamente a Varadero.

  • Secondo la tua esperienza, come si  ridimensiona la  vita in termini economici e culturali di un italiano che vorrebbe vivere a Cuba?  Hai qualche ulteriore consiglio per i nostri lettori?

Il principale errore che ho fatto quando mi sono trasferito è non utilizzare la possibilità che viene data a chi si trasferisce per lavoro o definitivamente di inviare un container dall’Italia e mandare la mia macchina. Avere alcuni miei mobili ed oggetti, oltre che all’auto mi sarebbero stati di grande confort ed avrei risparmiato. Io vivo all’Avana, città che dal punto di vista culturale è vivissima, e dove vivono parecchi nostri connazionali che pure non frequento molto. Volendo e potendo qui si può mantenere uno stile di vita abbastanza simile a quello italiano. Nel campo ( NDR: campagna cubana) di certo le cose sono ben più complicate, infatti non so se potrei vivere lontano dalla Capitale.

  • In una intervista fatta recentemente ad una giornalista italiana che lavora per un famoso giornale cubano “Granma International” sono più volte state espresse lamentele a riguardo dell’informazione italiana, che, secondo la stessa, sarebbe costituta da un monopolio di importanti giornali che gravitano intorno al Presidente del Consiglio e altri che non contribuiscono a creare cultura nel lettore, bensì lo infarciscono di poche notizie, disinformazione e tanti titoloni. Secondo te, noi Italiani siamo veramente così poco informati sui fatti e tra i quali anche sulla realtà cubana?

Che il mondo dei media italiano sia, usando un eufemismo, ampiamente migliorabile credo sia riconosciuto. Ma la stampa a mio avviso è abbastanza pluralista. Il problema principale è che nel nostro Paese si legge troppo poco, soprattutto quotidiani. La maggior parte dei nostri connazionali si informa, spesso distrattamente, solo tramite le televisioni. Ormai la maggior parte degli italiani pare sia vaccinata a scandali e mal governo. Quello che accade in Italia difficilmente sarebbe accettato e con tanta facilità digerito da altre popolazioni. Gli italiani sono poco informati su tutto, e quindi anche su Cuba. Ma non sapere molte cose su questa isola è capibile e forse anche perdonabile. A parte chi a Cuba ci vive o ha interessi, amicizie e amori  a chi importa di una lontana isola caraibica?  Forse siamo informati su cosa accade in paesi molto più grandi e popolati, a meno che vengano coinvolti in qualche tragedia? La visione “cubano centrica” è tipica di  chi vive qui … E comunque chi vuole informarsi ed avere una pluralità di vedute e opinioni può farlo grazie al fatto che tutti hanno pieno e rapido accesso alla rete e ad internet con la possibilità di visitare siti informativi stranieri

  • Al contrario, che ci dici riguardo i mezzi informativi cubani?

Stenderei un velo pietoso. Chiunque abbia letto un quotidiano cubano o visto un telegiornale credo che possa condividere questa sensazione. Non presentare mai nessun caso di cronaca nera, dare enorme risalto alle quotidiane visite di stato di cancellieri spesso di Paesi piccolissimi e quasi  sconosciuti mi chiedo a chi possa interessare. Da rilevare poi per diversi fattori la totale assenza di internet  e delle tv satellitari per la stragrande parte della popolazione

  • In definitiva si avverte la censura e se si in che misura? Gioia Minuti ha detto che a Cuba ogni cittadino viene ascoltato, può criticare e lamentarsi; l’importante è che ciò avvenga sempre in un’ottica propositiva e non distruttiva. Sei d’accordo con tali affermazioni?

Entriamo in un campo  minato, io non mi occupo di politica e non sono schierato da nessuna parte. E soprattutto non sono cubano. Quindi restio a dare giudizi od opinioni sul sistema di un paese in cui vivo ma in cui non sono nato e cresciuto quindi i miei giudizi e opinioni fuorviati  da una formazione e società completamente differenti. Personalmente non ho mai avuto su di me e la mia famiglia la sensazione di un controllo oppressivo e di grandi censure.

Di certo però  a parte un po’ di critiche interne di pochissimi, fra cui alcuni blogger, che pur incensati dall’opinione pubblica mondiale, a Cuba  praticamente non si sentono voci differenti e per legge non possono esistere diversi partiti oltre al PCC e quindi pubblici dibattiti. Ad essere oggettivi qualche cosa in questo campo dovrebbe cambiare ….

  • In un elenco di aggettivi dipingici alcuni tra gli aspetti positivi di Cuba e del popolo cubano.

Mi vorrei sottrarre a quella che potrebbe essere una banale sfilza di luoghi comuni. E’ difficile e direi riduttivo ingabbiare una popolazione in definizioni schematiche. Di positivo c’è senza dubbio il clima, la natura, il mare meraviglioso, le splendida Avana e le tante città coloniali e nel bene e nel male la popolazione con la sua varietà multietnica, cordialità e gioia di vivere e divertirsi nonostante le difficoltà quotidiane.

  • Ed ora quelli negativi.

Di negativo soprattutto il machismo e la poca responsabilità che troppi uomini hanno nei confronti delle compagne e soprattutto dei figli.

  • Nel nostro sito cerchiamo d’andare oltre le prese di posizioni ideologiche che contribuiscono nel mantenimento del bloqueo economico imposto dagli USA. Quanto incide il bloqueo nelle attività quotidiane? Ti trovi sovente nel contesto lavorativo ad affrontare queste limitazioni?

Il bloqueo o per noi italiani embargo USA contro Cuba è una delle cose più assurde ed anacronistiche, ma purtroppo è assolutamente reale. Il contestarne l’esistenza magari perché si vede in vendita in un negozio cubano la Coca Cola (proveniente da Mexico) è ridicolo.  E sempre presente a noi crea problematiche soprattutto in campo finanziario e tecnologico, non tutte le banche italiane possono trasferire soldi a Cuba e un trasferimento di soldi qui è più lento e caro.  Per non parlare del trasporto delle merci. Per colpa del bloqueo i collegamenti telefonici ed informatici sono più lenti e cari, ci sono difficoltà a comprare le normali macchine d’ufficio e soprattutto i pezzi di ricambio

  • Come vedi Cuba tra dieci anni?

Molto, ma molto diversa.. Diversa nel senso che perderà la sua diversità, temo sarà più uguale al resto del mondo. E non credo che sarà un gran bene, anche per i cubani stessi.

Puoi visitare il blog di Marco Gargiullo, in arte “Cubanite” al seguente indirizzo : http://www.cubanite.net/

Grazie per la tua gentilezza ed il tempo che ci hai regalato. Noi di thisiscuba.net siamo certi che i tuoi consigli serviranno a molte persone che cercano avidamente notizie e consigli per coronare il loro progetto che sicuramente implica una certa ponderatezza.

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