Breaking News L'editoriale — 03 marzo 2011
This Is Cuba intervista Gioia Minuti

[ITA] Gioia Minuti è giornalista e redattrice, per la versione italiana, del giornale storico cubano  Granma Internacional. Gioia risiede a La Habana dal 1992 e vanta una straordinaria esperienza storica sulle tematiche cubane. ThisIsCuba.net l’ha intervistata per capire  come un’italiana  possa decidere di “mollare tutto” e di trasferirsi nell’isola revolucionaria per eccellenza.

[ESP] Gioia Minuti es periodista y redactora, por la versión italiana, del periódico histórico cubano, Granma Internacional. Gioia reside a La Habana desde el 1992 y tiene una extraordinaria experiencia histórica sobre las temáticas cubana. ThisIsCuba.net ha entrivistado la periodista para entender como una italiana pueda decidir de trasladarse en Cuba, la isla revolucionaria.

[ENG] Gioia Minuti is an italian periodist which has been working for italian version of cuban daily press, Granma Internacional. She’s been living in Cuba since 1992 and our site, Thisiscuba.net, interviewed her to understand why she’s has moved to work and live in Cuba.

Testata Granma Internacional. Fonte foto:internet

Intervista realizzata da Martina Manfrin per ThisIsCuba.net

Autori della stesura: Luca Sterza e Francesco Accordini per ThisIsCuba.net

  • Gioia, italiana a Cuba, come sei arrivata a Cuba?

Sono arrivata nel 1992, come corrispondente all’Havana per il quotidiano “Paese Sera”.In quel periodo a Cuba era in atto il Periodo Especial ed era forte il mio desiderio di poter lavorare a Cuba. Feci uno splendido viaggio con Fernando Birqui nel 1992 ai primi di Dicembre, pochi giorni prima dell’inizio del Festival del Cinema.

  • Come sei arrivata a far parte della redazione del Granma?

Inizialmente, come ho detto, lavoravo per Paese Sera, che purtroppo poi dovette chiudere. Lavorai successivamente per la rivista Isla Grande, presentata nel 2000 alla Fiera del Libro dell’Havana. Anche questa però “fu strangolata” dalle tasse sempre più elevate, volute all’epoca da Berlusconi al fine di soffocare la stampa “alternativa”.

E’ in questo periodo che  maturò l’intenzione di creare la versione italiana del “Granma”.Mi fecero la proposta e così abbiamo cominciato con il Granma in Internet. Dopo qualche mese abbiamo iniziato a lavorare anche sul mensile cartaceo “Granma”,, un mensile differente rispetto alle altre Granma internazionali proposti nelle altre lingue che sono vere e proprie traduzioni del quotidiano in lingua madre. Per un periodo è anche stato fatto un inserto di otto pagine per il settimanale Nuova Rinascita. Purtroppo anche in questo caso problemi economici legati ai mancati finanziamenti di una sinistra italiana sempre più debole e fragile in Italia, hanno portato alla chiusura del giornale.

Fortunatamente il Granma Internazionale in Italiano va molto bene sia come sito che come giornale stampato.

La maggior parte degli italiani è convinta che a Cuba vi sia un regime che impedisce di parlare.

E’ così purtroppo. Si parla sempre di Cuba come “il regime cubano” “il regime di Fidel”. Ancora devo leggere “il regime di Raul”…sono sciocchezze. Se c’è un Paese dove la libertà di stampa è quasi zero è l’Italia, grazie al Presidente del Coniglio Italiano, Silvio Berlusconi. E’ sufficiente sfogliare una rivista, un quotidiano italiano per rendersi conto che il nostro Paese è preda della censura che impavida regna sovrana in un mondo d’informazione fatto di tanta pubblicità e titoloni e poche notizie. Leggo ogni giorno La Stampa, Repubblica, poi mi consolo un po’ con Essere Comunisti. La stampa italiana è disinformazione completa e negazione dell’esistenza di una grande fetta di mondo quale è l’America. L’America non intesa come la intendiamo noi, come gli Stati Uniti, ma come quel continente che parte dal Canadà per arrivare alla Patagonia. Si sente parlare solo di cicloni, tragedie umane e poco altro. Si tralasciano le decisioni importantissime che vengono prese all’interno di una realtà americana in grandissimo fermento.

Chi attira molto l’attenzione in Italia sono invece le cosiddette Damas de Blanco, alle quali le Madri di Piazza di Maggio (coloro che portano il fazzoletto bianco) hanno inviato un avviso ben preciso in cui le hanno intimate a smettere di creare analogie inesistenti tra i due  gruppi, soprattutto visto il palese comportamento mercenario delle prime.

  • Restiamo in tema di libertà di stampa. Non ti è mai capitato di non poter pubblicare un articolo per paura non potesse piacere al Governo?

Non mi è mai capitato. Sono assolutamente d’accordo con l’operato del Governo e sono libera di scrivere le mie opinioni o analizzare i fatti secondo il mio punto di vista. Fino ad oggi nessuno mi ha mai tagliato o corretto i miei scritti. Ti posso dire che se c’è un Paese in cui c’è libera discussione, questo è proprio Cuba. Sono fatti che qualsiasi turista può verificare. E’ sufficiente assistere ad una delle riunioni dei CDR, Comitati della Rivoluzione che esistono ad ogni isolato, o ad una Riunione dei Delegati. Queste ultime sono definite “resa dei conti”, in quanto è proprio in queste riunioni che i delegati devono rispondere sul proprio operato politico nel bel mezzo della strada, proprio come accadeva anche in Italia molto tempo addietro. Durante queste occasioni tutti possono dire la loro, e talvolta ci sono delle piccole “rivoluzioni”, proteste contro i responsabili delle istituzioni quando si deve contestare qualcosa.

Diverse volte ho parlato dei mercenari a Cuba, identificandoli negli individui che vogliono cambiare le cose con la bacchetta magica, senza alcun progetto di fatto costruttivo. Sovente parlano per frasi fatte, come “uccidi il governo”, o “portiamo i marines a Cuba”. C’è anche chi indegnamente non disdegna bagni di sangue per reprimere il Governo.

A Cuba si può dire tutto quel che si vuole. Si può criticare perché sicuramente si sbaglia: sbaglia  un dirigente di Governo come sbagliamo tutti. Ma la critica costruita su frasi fatte, magari di violenza, non propositiva, non è accettabile. Il problema è individuare l’errore. Si può partecipare attivamente alle riunioni, spiegare quali sono le cose che non funzionano, per quali motivi e portare delle idee al fine di risolvere o migliorare lo stato delle cose.

In questo senso ognuno può far sentire la propria voce ed i CDR sono uno dei tanti strumenti in cui è possibile esprimere la propria opinione. L’opposizione quindi deve essere costruttiva, va intesa come “rettifiche in positivo” piuttosto che come distruzione, esclusione e provocazione costante.

  • Hai molte conoscenze del governo cubano?

Certamente, dopo tanti anni le occasioni ci sono ovviamente state.

  • Dopo tanti anni avrai conosciuto Raul, Fidel ed altri personaggi di spicco.

Si, è così.

  • Qual è tra queste tante conoscenze, il personaggio che ti ha fatto una impressione migliore, dal punto di vista politico che umano?

In generale tutti quanti mi hanno fatto un’ottima impressione…Fidel mi ha fatto un’impressione terribile (sorride)…

  • In che senso terribile…?

Fidel ha una personalità che irradia a diecimila chilometri e uno se ne rende conto subito da come agisce, come parla, come e dove guarda. Quando parla Fidel resti semplicemente lì impietrita e lo ascolti per ore senza renderti conto del tempo che passa. Questo è Fidel, non è un leader per caso. Lo è sempre stato. A 20 anni era già un leader, forse anche prima.

Chavez ha recentemente riportato l’aneddoto che risale a quando cacciarono dalla scuola i tre fratelli Castro, Fidel stesso, Raul e Ramon il più grande. In quell’occasione vennero definiti “banditi”. Chavez scherzando dell’amico nel riportare il fatto si è chiesto: “Raul era un bambino ancora molto piccolo, Ramon è più buono del pane e ne rimaneva uno…chi era pertanto il bandito?

In ogni caso Fidel è una persona nata per essere un capo, con un carisma incredibile. E’ un personaggio storico unico, più incisivo di Lenin. E parlare in questi termini di un personaggio contemporaneo in vita sottolinea già la sua caratura.

Io ho avuto l’opportunità di parlare con lui diverse volte e posso dire che dà sempre delle lezioni, di vita, di storia, di politica di pensiero. La cosa incredibile è che non è che lo faccia con l’intenzione di fare lezione. Lui fa lezione inconsciamente, parlando normalmente, questa è la differenza che testimonia la grandezza del personaggio.

In quanto a Raul, è un personaggio che pochissimi conoscono. Ha un passato politico di enorme responsabilità. E’ stato il primo comunista, ancor prima di Fidel. Raul ha fatto grandi cose, ad esempio sul terzo fronte nella Sierra dove aveva creato uno splendido esempio di Repubblica. Amato laddove ha combattuto come succede raramente.

Ma a parte Fidel e Raul, la Rivoluzione Cubana ha creato potenziali umili e di grande valore. Ad esempio ricordo Almeida (ndr: Juan Almeida Bosque), un compositore eccezionale che ebbi la fortuna di intervistare.

In questo Governo, alla guida di questa Rivoluzione  ci sono moltissime persone straordinarie.

Ricordo che una volta, quasi mi arrabbiai con un italiano, un dirigente credo dell’ARCI.. .Erano anni duri e difficili, mi pare fosse il 96, anni duri per i cubani, e mi diedero fastidio alcuni suoi commenti. Ricordo mi fece una obiezione insensata: “ma guarda Gioia, guarda quelle ragazzine che sono cresciute con questa Rivoluzione eppure così tentate dagli zainetti esposti nei negozi in cui vendono gli articoli in dollari…”.

Gli ricordai che per anni, a Cuba, le persone sono andate a lavorare facendo colazione con acqua e zucchero e nonostante questo non si è mai fermato nulla. In quegli anni, quando non sapevi se non potevi comprarti un paio di scarpe, le scuole non hanno chiuso, quando non c’era una “guagua” [ndr: autobus] per andare a lavorare ci si andava con la biciclette e il popolo cubano ha sempre dato un grande esempio. Gli dissi, ricordandogli tutto questo, che sarebbe stato meglio tacere perché non so come si sarebbero comportanti gli italiani in una situazione del genere. Posso solo dire che i cubani, hanno affrontato un duro periodo e mille difficoltà senza mai fermarsi. I cubani sono andati avanti, gli ospedali hanno funzionato come tutti gli altri servizi, pur in mezzo a mille difficoltà e più. E il fatto che una persona desideri uno zainetto nuovo non è controrivoluzionario. Solamente una persona mistificatrice fa passare tale concetto come controrivoluzionario, al grido di, come si diceva in Italia “i comunisti non devono portare le pezze al culo”…però i cubani si…allora i comunisti italiani sono diversi dai comunisti cubani?

Il problema ora è un altro. E’ il paternalismo che si è sviluppato ed è radicato a Cuba. Paternalismo inteso come eccesso di aiuto, di gratificazione. Questo concetto va rivisto perché sono cambiati i tempi, perché la produttività è scarsa e anche in funzione di essa la gente deve adoperarsi per rendere maggiormente al lavoro, adattandolo sulla base delle proprie capacità. Il Governo si è, e si sta adoperando per permettere ai cubani di scegliere tra differenti proposte. Ma in questo nuovo contesto Raul è stato molto chiaro: “Non si deve mai più sentire che Cuba è l’unico paese al mondo in cui si può vivere senza lavorare”.

  • Non ti è mai capitato di incontrare qualcuno, in Italia o a Cuba, che ti ha infastidito per le proprie idee politiche?

A migliaia direi (e scoppia a ridere). Vedi, qui a Cuba ci conosciamo un po’ tutti. Abbiamo i Comitati di difesa rivoluzionario in cui ci si vede e ci si incontra. Tieni conto che è Cuba è Paese dove fa caldo, si tiene tutto aperto, insomma ci sono molti motivi che facilitano la comunicazione tra le persone.

Comunque posso dire che ci si conosce praticamente tutti quanti. Sappiamo benissimo, ad esempio, chi ha la tessera del partito, chi non ha la tessera del partito ma è comunque Rivoluzionario, chi è neutrale o quasi o semplicemente non si interessa di politica, chi è contrario e molto critico, chi non lavora e vive di vari sotterfugi. Ci si conosce tutti. Tutti hanno gli stessi diritti, la salute, i bambini che vanno a scuola, al lavoro…in definitiva sei sempre a contatto con tantissime persone. E’ facilmente immaginabile pertanto capire che ci sono tantissime occasioni di trovare migliaia di persone che non ti piacciono o non ti piacciono. Ad esempio è realtà incontrare i cubani che vanno in cerca dei turisti.

Ma prova a pensare. I cubani che lavorano, che hanno una famiglia, che portano i bambini a scuola la mattina, fanno la lavatrice, la spesa e tutte le attività familiari quotidiane non hanno modo di dialogare ed interagire con i turisti. I turisti si imbattono invece in quei cubani che vanno appositamente in cerca di facili opportunità di guadagno. E’ pertanto lecito dubitare di questa gente. Che stanno facendo questi cubani, chi sono? Se non studiano e non lavorano, come vivono? Vedi ad esempio Yoani Sanchez, come vive? Chi la paga se è tanto nemica di questo governo tra l’altro…?

Un paese come Cuba attira. Amore o odio. Le mezze misure sono rare. Succede spesso di imbattersi in critiche assurde, ridicole, senza considerare le situazioni, senza costrutto. Certo, questo talora fa arrabbiare talvolta. Se tutte le persone parlassero a ragion veduta, dopo essersi informate,  il mondo sarebbe molto diverso. Ma non è così, soprattutto nel caso di Cuba, perché è scomoda. Si sa che Cuba dà fastidio, non è un esempio da non citare perché a qualcuno potrebbe venire l’idea di imitarla. Cuba è uno dei Paesi più lodati da tutte le agenzie delle nazioni Unite per mille aspetti…dallo studio, alla cura dei bambini, alla tutela ambientale, al rimboscamento. Vi sono mille argomenti che testimoniano l’esemplarità di Cuba, e l’internazionalismo cubano, esempio unico al mondo, da parte di un paese piccolissimo, poverissimo e in più che deve sopportare un durissimo blocco commerciale economico e finanziario. La stampa italiana ben si guarda da ricordare tutto ciò…

  • l’Unità, giornale storico della sinistra italiana (ora in mano al Pd) , come anche la Repubblica,  non hanno avuto  delle “buone parole”  per Cuba…cosa ne pensi?

Cuba non necessita  di “parole buone” così come ha detto il Ministro degli Esteri Cubano alle Nazioni Unite.  Cuba esercita la propria sovranità , e fa ciò che ritiene più opportuno interagendo e discutendo sempre con il popolo e quindi va attaccato il popolo cubano se le cose non vanno bene… qui nessuno comanda…certo  ovviamente c’è il Governo che esercita il proprio potere non siamo nell’anarchia. Nessuno deve essere gentile con Cuba, gentile perché? Qui le cose si fanno con razionalità, si pensano, si misurano, si elaborano, si discutono con la popolazione, come ad esempio quest’ultimo progetto delle linee politiche di Cuba o del prossimo congresso di partito…e poi…si vedono i risultati e si segue ciò che dice la maggioranza. Se poi questo sistema a L’Unità non piace non mi sorprende più di tanto: hanno già sputato in diversi piatti dopo averci mangiato, e quindi che meglio pensino a loro stessi.

  • Recentemente L’Unità ha persino lodato Yoani Sanchez. La percezione è che, in generale, la stampa italiana abbia un po’ abbandonato Cuba.

La stampa italiana è solamente capace di “sparare a zero”, partendo da cose campate in aria senza basi, questo è un po’ penoso e triste perché in Italia potrebbero esserci dei giornali di informazione vera, non solo legate alle notizie ma informazione intesa anche come educazione e cultura. Il lavoro dei media è uno strumento importantissimo nella vita delle persone anche per l’impatto che presentano nella formazione di pensiero. Con questi servizi tecnologici che e permettono di comunicare praticamente in tempo reale la stampa deve proporsi a 360 gradi, senza limitarsi a proporre pochi servizi di cronaca…comunque sia ognuno va avanti a suo modo.  Io sono venuta a Cuba e poterla “imparare”  è una delle cose più difficili , occorrono anni . Entrare nel modo di ragionare di Cuba e del suo popolo, ossia,  senza competizione, senza rabbia e senza lotta, cercando sempre la positività nelle cose, non è facile. La mente colonizzatrice degli europei molte volte affiora anche dopo anni e sono necessari  archi temporali lunghi di educazione, di ascolto e anni di lettura. La storia cubana presenta contenuti d’estremo interesse. Per poter capire l’attuale situazione a Cuba, il presente è necessario conoscere la storia. Molti spunti del periodo contemporaneo rievocano il pensiero di Josè Martì e l’elaborazione dello stesso permette di capire molte cose come ad esempio il motivo per il quale vi è un solo partito. Questa è un’isola di estremo interesse che in Italia nessuno conosce o quasi.

  • Ultimamente in Italia si  parla molto di un medicamento, il presunto antitumorale Vidatox / Escozul.  Questo farmaco è diventato famoso in Italia in seguito ad un servizio realizzato da una trasmissione televisiva (ndr: le Iene). Il direttore di Labiofam (ndr: casa produttrice) sembra che non abbia particolarmente gradito le modalità di ripresa con le quali la troupe televisiva ha prodotto il documentario, ossia con telecamere nascoste.

No, no. Non è che stato poco gradito. E’ stato semplicemente detto che utilizzare le telecamere nascoste è stata una furbizia inutile. La troupe si sarebbe potuta presentare  in modo lecito e chiedere ciò che doveva chiedere. Qui abitualmente si dice la verità non c’è bisogno di mentire,  nel sul farmaco, ne sul fatto che il farmaco veniva dispensato gratuitamente dal momento che il farmaco non era ancora stato registrato. Diciamo che l’equipe medica di Labiofam c’è più che altro rimasta male per le modalità in cui hanno registrato il documentario. Tutte le istituzioni cubane sono aperte al dialogo, è inutile andare con le telecamere nascoste, ci si può andare tranquillamente, presentandosi, e si può ottenere con tranquillità l’intervista richiesta. Ma se a loro è piaciuto fare così…pazienza.

  • Il fatto che Vidatox sia dispensato  gratuitamente anche agli stranieri è una grande dimostrazione di generosità da parte di Cuba.

Sicuramente…

  • Si presentano circa 200-300  italiani ogni giorno

Ora non so esattamente quanti ne vengano. La difficoltà comunque  a Labiofam è stato il gestire la quantità elevata di persone… questa trasmissione doveva dare delle informazioni precise su come presentarsi , su come venire a Cuba, su come portare i documenti dei pazienti, e nonostante questo non sia avvenuto, si è riusciti a far fronte alla situazione egregiamente. Si tratta di situazioni di malattia grave , di persone che si muovono spesso facendo anche dei sacrifici economici importanti per arrivare fino qui a l’Havana, e quindi vanno trattate con l’occhio dell’amore. Cuba non è generosa,  a Cuba si fa la politica dell’amore nei confronti dell’essere umano , e questa è la cosa più importante,  “l’amore smuove il mondo come si sol dire”. L’internazionalismo di Cuba sta proprio in questo. Prendiamo ad esempio le migliaia di medici cubani che lavorano nelle zone più remote del mondo, anche in quelle dove non vi è mai  stato un solo medico. Tutto questo è portato avanti gratuitamente.  Alcuni membri del personale sanitario in missione, si sono ammalati ed hanno sofferto molto eppure tali servizi non sono mai venuti a mancare. L’internazionalismo di Cuba è una delle cose più esemplari che esistano, come nel caso della recente epidemia colera di Haiti, dove  la brigata medica di Cuba era presente con i suoi tecnici, medici,  infermieri ecc. a far fronte all’emergenza. La brigata medica cubana era presente ad Haiti già da 10 anni ad aiutare gli haitiani, non è dovuta partire dopo la tragedia accorsa al paese era già presente .  Durante l’emergenza poi sono arrivati i marines americani e se ne sono andati poco dopo ,  ed il governo statunitense non ha ancora dato un solo centesimo a questa nazione. Nessuno ad esempio dice che a Cuba esiste un metodo d’insegnamento che si chiama “yo si puedo” ( ndr: io si che posso) un metodo eccezionale che ha alfabetizzato molti paesi, come il Venezuela la Bolivia ad esempio. Il metodo cubano premiato anche dalle Nazioni Unite,  viene utilizzato tra l’ altro anche in lingue etniche. I bambini cubani sono i primi tra tutti quelli dell’America Latina per molte materie scolastiche ad esempio  proprio grazie a questo metodo d’insegnamento. Fidel dice sempre: “si nasce come animaletti e poi ci si deve formare una coscienza”.

Io penso sia un concetto corretto…gli istinti dell’uomo non sono tra i migliori,  diciamo che vanno ben educati… (sorridendo).

Grazie Gioia

A voi.




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Articolo scritto da:

(14) Readers Comments

  1. —————
    — BRAVA GIOIA —
    — BRAVA MARTINA —
    — ciao da gin di bologna
    ————————–

  2. Cari amici,

    salutatemi voi la “cara” Gioia, io in due anni che sono a Cuba non ci sono riuscito…dagli amici/che mi guardi Iddio…

  3. Ma siamo sicuri che questa signora viva a Cuba????Mi piacerebbe vedere qualche libero cittadino cubano urlare al caro e amato Fidel “Lei è un coglione” come possiamo permetterci noi italiani verso qualcuno che stà al governo (S.B. tanto per non fare nomi)e dopo assistere alla sua reazione….ma certo,a Cuba queste cose non succedo perchè c’è talmente tanta liberta di espressione che la gente non vive frustrata come qui da noi,non ha questa ripulsione verso i suoi governanti.Tutti il popolo Cubano ama il capo!!!!che piaccia o non piaccia….lo si deve amare!!!!!!!!!Cara Gioia goditi le tue vacanza cubane,ma non insultare l’intelligenza di coloro che cuba la conoscono sicuramente meglio di te pur non vivendoci….non propinarci lezioni su com’è bella e liberale un isola dove nulla è democratico,neppure l’enorme ingiustizia che fa vivere te come una privilegiata in mezzo a un mondo di persone senza privilegio!!!!

  4. Credo che il nostro Flaviano, preso dall’entusiasmo abbia, forse, ecceduto nel suo commento. Non penso che la libertà di espressione consista nel dare del “coglione” liberamente a chi comanda, potrebbe esserne una parte, ma non il centro del problema. Fra l’altro chi arriva al potere, ovunque, è tutto meno che un “coglione”. Magari sarà figlio di padre ignoto e madre che gestisce liberamente il suo corpo a fine di lucro…,ma non certo “coglione”.
    Comunque il problema della libertà di espressione, specie di stampa, non è nuovo né semplice: chiunque faccia il giornalista di professione ha un “padrone” al quale non può risultare sgradito, però c’è anche un limite alla decenza. Il sole non si nasconde con un dito e la mancanza di censura da parte dei capi può essere aggirata da una semplice occhiata o col dare, di comune accordo quindi coscientemente, un “taglio” al tipo di informazione che esclude le notizie spiacevoli, ma sopratutto la censura viene effettuata, previamente, da chi scrive per mille motivi di cui il principale è la classica “michetta” o la condivisione di altri benefici, cerchiamo di non mascherarci dietro le ideologie che per buone e/o condivisibili che siano non sono mai perfette. D’altra parte chi lo sa se non pubblicare notizie e/o commenti critici, anche in buona fede, sia veramente utile alla causa che si vuole difendere.
    Comunque si sa, di Emilio Fede il mondo è pieno…
    In quanto alla dichiarata “indipendenza” di “Thisiscuba” che trovo comunque interessante e utile, comincio ad avere qualche dubbio…la scelta di chi, come, dove, quando e perché intervistare è pur sempre una scelta editoriale…o no?

  5. Questo articolo é un insulto al buon senso e alla intelligenza umana. Sostenere che a Cuba cé libertá é dare degli imbecille ai vostri lettori dovete avere un minimo rispetto e non alimentare piú la ignoranza con vostra disinformazione.
    Gioia Minuti non fá altro che sostenere un regimen che oprime al suo popolo, A todos los cerdos les llegará su San Martin. Saluti

  6. Allora, lasciamo perdere le posizioni politiche e andiamo di logica, così si può iniziare a discutere di qualcosa semmai ve ne fosse bisogno. Se per te (come per noi) Democrazia è dare la parola a tutti allora cerca di comportarti da democratico e non offendere chi propone una intervista. A me pare che l’aggressività del tuo commento, in cui blateri che “proporre” una intervista equivale a promuovere la disinformazione, sottenda un atteggiamento antidemocratico, quale è il voler sentire un ronzio di voci che pensano un modo analogo al tuo. Questa intervista, se ci pensi bene, può permettere di sviluppare un profondo senso critico, quale il tuo, ma costruttivo spiegando il perché la tesi e la visione della giornalista Gioia Minuti sono confutabili. Quindi questa intervista non è disinformazione, ma anzi, occasione per approfondire e maturare i proprio pensiero.

  7. In tanto non ho capito come si fa dopo “chiusure e strangolamenti” ,a d’ avere curriculum per finire nel giornale piú importante di Cuba. La Mia domanda alla sr Minuti di Gioia, Basta la tessera Rossa per essere ben considerato nel governo di Castro?
    La costituzione cubana ha inciso ancora oggi il comunismo come unica opzione per il mondo. I bambini a scuola devono giurare fedeltá al comunismo, Cara Minuti Cé opzione per chi non desideri essere comunista o continua ad’essere il gommone la unica alternativa di Libertad a Cuba?
    I 70 000 Mille cubani morti nel Golfo scappando della dittatura sono tutti , tutti colpa degli americani?
    Ci spiega perché a Cuba i cubani non possono avere non dico internet, ma una parabola? Come si fa a pretendere il sviluppo quando Cuba vive nel analfabetismo tecnologico?
    Quanti articoli scomodi al “governo cubano” ha scritto?
    I CDR sono gli organismi di controllo a tappeto della dittatura, la cellula basica di controllo della societá.
    Vi saluto leggo solo buggie, opportunismo e servilismo a un regimen totalitario che opprime al suo popolo.
    QUE DISFRUTE LOS SEGUNDOS DE GLORIA, LA LIBERTAD ESTA CERCA!!!

  8. Come si e’ detto prima, democrazia non e’ tanto poter dare del coglione a un governatore senza correre nessun rischio.
    Democrazia e’ poter votare, poter scegliere chi ti governa.
    A Cuba non si puo’ votare, cara Gioia.
    Come ti e’ stato gia’ detto prima, goditi le vacanze cubane e non insultare l’intelligenza di chi Cuba la conosce bene e da vicino.
    A te fa comodo questa situazione, il mondo purtroppo e’ pieno di gente come te.

  9. Altra cosa, Gioia.
    Dici che i bambini cubani sono fra i piu’ preparati del resto dei bambini latino-americani.
    Spero davvero che la tua affermazione non si basi sulle statistiche rilasciate dal Governo cubano (sistema medico migliore al mondo, sistema educativo migliore al mondo, stendiamo un velo pietoso).
    Ho avuto a che fare, per lavoro, con ingegneri informatici e delle telecomunicazioni (?) cubani, gente che non sapeva nemmeno formattare un computer o scrivere in uno spagnolo corretto. Ingegneri informatici e delle telecomunicazioni che non possono neanche avere internet a casa.
    E dei medici poi? Come ti spieghi che la gran parte dei medici che riesce ad andare all’estero poi ci resta? Perche’ lo fa se Cuba e’ il paradiso, sempre secondo Fidel, della medicina e dei servizi medici?
    E poi, soprattutto, la domanda che mi pongo sempre e alla quale ancora non trovo una risposta. Perche’ mai i cubani non possono viaggiare all’estero senza prima avere una autorizzazione (difficile da ottenere) dal loro Governo?

  10. Sapete perché l’Escozul era gratis? Perché era ancora in fase di sperimentazione e quindi tutti quelli che lo ricevevano gratuitamente servivano praticamente da coniglietti d’India. Adesso che invece l’Escozul è stato approvato, costa la bellezza di 300$ (perdon, cuc) in farmacia per un trattamento di due mesi, di fatto non costituisce cura contro il cancro ma è ufficialmente descritto come “rimedio omeopautico per migliorare i sintomi del paziente oncologico” e non è neppure un medicinale!!! Dove sta il premio nobel per la medicina per questo fantomatico farmaco? E perché vendono così caro un semplice antinfiammatorio? Un esempio in più del fatto che il cinismo castrocominista non ha limiti. Vediamo un pò se riesci a giustificare anche questo, Minuti.

  11. Aggiungo la domanda da un milione di dollari: perché questo Escozul, questo veleno di scorpione, questa “cura” del cancro che costa 300 dollari, non la danno anche a Chavez? No signori! Chavez non si truffa! A lui danno solo la vecchia, desueta, inutile chemioterapia, ma sempre unica ancora alla quali i medici di tutto il mondo sanno ancora agganciarsi. Altro che veleni di scorpione!

  12. Per riprendere anche i discorsi di Valeriano, Angelo ed altri, io ho sempre sostenuto una tesi: è molto facile essere comunisti nella propria comoda casa italiana e lo è ancora di più quando viviamo a Cuba ancora più comodamente che in Italia, con tutti i privilegi di un turista o di un giornalista straniero, sostenendo un tenore di vita che in Italia costerebbe 30 mila euro al mese e magari godendosi qualche servizietto extra da parte di giovani e vigorosi rappresentanti della giuventù locale, magari adesso non ci si diverte altrettanto, ma chi sta a Cuba dal 92, sa perfettamente a cosa mi riferisco. Vorrei invece vedere chi sarebbe disposto a barattare la propria cittadinanza italiana con quella cubana e vivere come cubano a tutti gli effetti. Certamente non nego che il governo cubano abbia dei meriti e che sia riuscito a cambiare cose che in Italia i vari governi non sono riusciti a cambiare in 50 anni. Ma allo stesso tempo non sono cieco e sono cosciente che chiunque si rende conto che a Cuba ci sono anche tantissime ingiustizie (per esempio la doppia moneta), tantissima ignoranza (la gente a parte di non saper scrivere e formattare un computer non sa neppure attraversare la strada) e tanta disinformazione. Non tutti i medici rimangono all’estero ma la maggior parte di questi e di altri vanno in missione soltanto per avere il diritto di comprarsi una macchina “ufficialmente”, cioè di comprarla da un concessionario o in un negozio ed altri privilegi. È vero che adesso è possibile la compravendita di macchine e case tra privati, ma un’auto moderna che il governo vende a 5000$, tra particolari costa 25-30 mila. Quindi tutti questi privilegi non sono altro che una pressione sociale senza la quale nessuno andrebbe in missione. Il popolo è carente del più elementare senso della collettività e del patriottismo e ognuno pensa soltanto al proprio beneficio personale, per questa ragione tutti i servizi pubblici sono scadenti e la maggior parte dei prodotti introvabili.

    In definitiva il governo, malgrado il fatto che abbia i suoi meriti e che non sia oppressivo e repressivo come altre dittature, resta una specie di mafia periferica che opera una dittatura moderata, ma pur sempre dittatoriale. Forse i dirigenti che stanno al vertice del potere hanno veramente a cuore il popolo, ma esistono un gran numero di subalterni opportunisti che alterano le leggi e le norme a loro convenienza ed è per questo che in definitiva ci sono un milione di cose che non vanno bene.

    Ciò non toglie che la gente come Gioia Minuti definisce Cuba come il migliore dei mondi possibili in quanto a lei, la situazione fa comodo, troppo comodo.

  13. Mi stupisce che in una analisi così accurata non si citi l’embargo economico come attenuante. Per quanto riguarda Gioia Minuti le si può benissimo replicare senza andare sul personale. Grazie comunque di una analisi che appoggio in buona parte e che utilizza dei toni moderati.

  14. Ciao Luca,
    non cito l’embargo economico perché è fuori luogo. Cioè incide soltanto economicamente sui prezzi e sulla reperibilità di alcuni prodotti. Esiste però un blocco interno fatto di burocrazia, di tanti opportunisti, ignoranti, parassiti e aproffittatori che è il vero embargo, quello che conta di più, fatto di gente che non lavora, che ruba, che pensa solo al proprio beneficio personale e non alla collettività e che alla fine, dopo aversi beneficiato dei beni dello stato, solo pensano ad andarsene da Cuba. Non nego che spesso e volentieri “inventare” a Cuba è l’unico modo di tirare avanti. Ma si può inventare anche pensando un pò al proprio paese e sapendo che quel che è di tutti, è vero che non è di nessuno, ma allo stesso tempo è qualcosa dove tutti stiamo e che alla fine è anche proprio. Questo, i vari capoccioni e tutti coloro che hanno nelle proprie mani i beni o gli strumenti dello stato, non lo capiscono proprio, pensando solo al proprio cieco egoismo.

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