Storia: la Guerra Fredda

“Revival” sulla Guerra Fredda, iniziata nel 1948 e finita nel 1989, “come conseguenza” dicono gli storici, della caduta del muro di Berlino.


di Ines Kainer

Un tema che ogni tanto si dovrebbe riesaminare, un obbligo nei confronti delle nuove generazione e l’opportunità di uno sguardo diverso per quelli che ormai non lo sono più,  e che ancora si chiedono come mai esistono tanti episodi confusi, inspiegabili, ma soprattutto ingiusti.

42 anni, sono passati  quando  le due grandi potenze come in un gioco perverso si contendevano il mondo cercando di dimostrare chi possedeva le armi più potenti e distruttive; il patto sinistro ebbe inizio nel febbraio del 1945, appena finita la seconda  guerra mondiale quando si incontrarono a Yalta, Crimea, i capi degli stati europei e degli Stati Uniti.

Un incontro descritto dalla storia come il momento in cui  i russi e gli americani si spartirono a tavolino la terra, dividendola  a metà: il blocco comunista e l’altro denominato della “democrazia occidentale e cristiana”.

Ai tre uomini più potenti dell’alleanza militare vincitrice della guerra, Franklin Roosevelt, William Churchill e Josef Stalin, bastò solo una mappa e una matita per decidere sul destino dei popoli.

Marcata in questo periodo, avviene anche nel 1949, la grande Rivoluzione  comunista cinese, capeggiata di Mao Tse Tung  che cambierà  radicalmente la storia dell’Asia.

In nome di quel blocco “democratico e cristiano”, gli americani spegneranno col sangue ogni idea socialista che emergeva in America Latina, e organizza con i militari sud americani il famigerato “Plan Condor”, con un succedersi di “Golpes” che rimarrà  la grande ferita del Continente.

E, se i due blocchi non hanno avuto scontri diretti, lo fecero in modo indiretto, come accadde nelle lunghe guerre di Vietnam e Corea. La piccola isola di Cuba, fece anche lei  parte di questo “contenzioso”. Quando gli americani tentarono d’invaderla  fu il fallimento più umiliante che ricevette la grande potenza americana: la mitica sconfitta nella “Bahia de los Cochinos”…Noti storici narreranno  questo fatto come, “il più grande errore del Presidente Kennedy”.

Dal canto suo, la Russia crea il  suo blocco orientale denominato URSS (Unione Repubblicana Socialista Sovietica )con l’integrazione della Polonia, Bulgaria, Ungheria, Cecoslovacchia e parte della Germania.

Nel 1961, si vede costretta a costruir il “Muro”, imponendogli il nome di “Barriera di protezione antifascista” che verrà abbattuto solo nel 1989. Un periodo durato 47 anni, nel quale furono ammazzate 137 persone che cercavano di scavalcarlo. In quel periodo i “comunisti Doc” lo giustificarono dicendo che non si trattava di un gesto politico ma economico, era solo per impedire che i russi portassero i suoi soldi nell’altra Germania.

La Guerra Fredda, anche se dichiarata ufficialmente a partire del 1948, già nel 1947  inizia il suo programma per poter  bloccare ogni pensiero politico che assomigli al socialismo o che potesse unire le masse oppresse contro il Capitalismo, e il Primo Maggio  in Italia avviene la tragedia di Portella della Ginestra…

Lavoratori disarmati che uniti in festa, volevano rivendicar i loro diritti alla Terra, assassinati dal bandito Salvatore Giuliano, un fatto nel  quale sembra non ci siano dubbi; fu istigato e convinto dai “servizi” americani.

Fanno parte dai ricordi della Guerra Fredda due donne, che la storia le trasformerà in grandi miti e che in un certo modo hanno avuto ruoli non indifferenti in quei anni convulsi : Eva Peron, “Evita” moglie del Presidente argentino Juan Domingo Peron precursora del “movimiento justicialista argentino”  che  con suoi discorsi “infuocati” e con un seguito di milioni di persone, diceva  “la tierra es para el que la trabaja”, (la terra ai lavoratori e non ai  proprietari terrieri) un suo modo di istigare la distribuzione equa della ricchezza.

La seconda fu Marilyn Monroe;  esiste una tesi la quale dice che il  suo assassinio fu motivato non per le sue relazioni sentimentali con i potenti uomini di governo, ma per le sue simpatie verso ai “compagni” che incontrava assiduamente nei suoi viaggi in Messico, ai quali riferiva i segreti che gli venivano confidati dai fratelli Kennedy.

A grandi tratti questa ‘e la storia della Guerra Fredda, tutto svanito come fumo nel vento, un periodo nel quale  “molta polvere rimaneva sotto il tappeto”.

C’è però un’eccezione: Cuba.  L’isola ribelle che con la sua Rivoluzione Socialista ancora viva e vegeta, e,  con il suo lider maximo, Fidel Castro, (anche se non più presidente) sono passati molti anni,  nonostante  il feroce blocco economico imposto nel 1961,  che ha forse piegato ma non spezzato, l’identità e la volontà  di un popolo straordinario.

Ricordare, per meditare e capire…

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Articolo scritto da:

Scrittrice nata in Argentina, ma di origini Italiane, vive da molti anni in Italia e tra le sue fatiche letterarie si annovera “Benita Bottazzi senza Patria” , dove racconta con estrema lucidità un pezzo di storia che ci appartiene; l’emigrazione italiana in Argentina. Collabora con ThisIsCuba.net per editoriali e notizie dal latino america

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