Spring break: Collasso del turismo in Messico e picco di violenza

ITA: 53 morti a Juarez in 72 ore. Cali record nell’industria del turismo messicano, ora in crisi, in prossimità della spring break. Nel frattempo la casa di software statunitense Ubisoft Entertainment, ha realizzato il primo videogioco ispirato alle violenze a Ciudad Juarez e chiamato: Call of Juarez: The Cartel

ESP: 53 muertos a Juarez en 72 horas. Récord negativo por la industria del turismo mexicano, ahora en crisis mas que nunca, en proximidad del spring break. Mientras tanto  la casa de software estadounidense Ubisoft Entertainment, ha realizado el primer videojuego que  se inspira a  las violencias a Ciudad Juarez y llamado:  Call of Juarez:  The Cartel

USA e Messico. Mondi così vicini eppur così differenti. Quando si viaggia on the road lungo le strade Californiane, costeggiando l’Ocean Pacifico, non si avverte in alcun modo il pericolo così vicino. Lo Stato più popoloso degli Stati Uniti, il più vacanziero e con il debito pubblico più elevato ha da poco bocciato la Proposition 19, referendum con il quale si voleva liberalizzare la detenzione ad utilizzo privato di marijuana.  Si viaggia da Nord a Sud e ci si avvicina a San Diego. Qui si saggia una forte presenza latina e il confine con il Messico diventa più forte che mai.  Siamo nel Sud Ovest degli Stati Uniti. Ci spostiamo verso nord-est, entriamo in Arizona che recentemente è stata tanto condannata per le leggi razziste sull’immigrazione clandestina. Poi proseguendo verso est si varcano le soglie del New Mexico, lo Stato bagnato dal Rio Grande. Anche qui si avverte l’emergenza nelle decisioni politiche dell’elettorato. Il New Mexico infatti, il quindicesimo stato degli USA ad aver eliminato la pena di morte è ora al lavoro per ripristinarla ed in questa direzione è volto tutto l’impegno del nuovo governatore repubblicano Susana Martinez. Proprio poco più in là del confine, in terra Texana, ecco El Paso, che sorge proprio innanzi a Ciudad Juarez. E, a ben guardare, vediamo che è proprio il Texas la roccaforte del patriottismo, del partito repubblicano, del proibizionismo. E’ qui che avvengono gran parte delle condanne a morte e delle esecuzioni stesse.

Questi Stati sono accomunati da una forte preoccupazioni per l’ondata di violenza che sta sconvolgendo i confini nord del Messico. Ed è la preoccupazione a farla da padrone nella scelta elettorale.

53 morti in 72 ore rappresentano un picco anche a Ciudad Juarez, la città infernale. Picco del turismo nel consueto periodo dello spring break è l' inevitabile conseguenza...fonte foto: http://noticias.univision.com/narcotrafico/noticias/article/2011-02-20/ola-de-ataques-en-acapulco?ftloc=channel1423:wcmWidgetUimStage&ftpos=channel1423:wcmWidgetUimStage:2

Nelle ultime 72 ore si sono registrati 53 omicidi nella città Ciudad Juarez, che abbiamo definito l’inferno in terra e che da diverso tempo il nostro sito sta monitorando, per la gravità della situazione, poco riportata in Italia. Queste cifre rappresentano un picco storico anche per la città più sanguinaria al mondo, che nei primi 40 giorni dell’anno registra una media spaventosa di otto morti al giorno. 6.000 le morti violente negli ultimi due anni. Nei primi 20 giorni di Febbraio, a Juarez sono state uccise 24 donne, senza contare le diverse sparizioni che rimangono sovente indefinitamente tali.

I giornali Messicani lamentano sempre più le scelte del governo, fallimentari. I giornali statunitensi monitorano allarmati la situazione. Le misure di contenimento della lotta al narcotraffico non portano a nulla. Recenti sondaggi parlando di un popolo che chiede d’essere protetto, con vere e proprie offensive per limare il controllo dei cartelli sempre più radicati sul territorio e forse anche nelle stesse decisioni strategiche politiche. L’industria non si ferma ed il commercio continua a crescere, alla faccia di un turismo in crisi. L’85% degli operatori turistici parla di cancellazioni di pacchetti turistici per mancanza di prenotazioni. Ciò è grave a ridosso dello spring break, periodo vacanziero alle porte della primavera in cui gli studenti americani e canadesi si riversano solitamente nei luoghi di villeggiatura messicani. Ma l’alto indice di criminalità  ha spinto ad abbandonare quelle stesse zone che ora lamentano cali importanti di un braccio importantissimo dell’industria: Acapulco( Guerrero)  Mazatlán ( Sinaloa) Puerto Peñasco, (Sonora) ora piangono.

Significativa la perdita che continua ad incassare Acapulco in termini id visite turistiche.  Come ha riportato José Cedano Galera, Presidente del Colegio de Licenciados en Turismo de Guerrer, [ndr : Scuola dei Laureati in Turismo di Guerrero)  Acapulco ha registrato la presenza, relativamente al periodo dello spring break, di 18 mila turisti nel 2009, di 9.000 nel 2010, mentre per il 2011 le previsioni attendono meno di mille unità, con una perdita vertiginosa dell’88%.

Il portavoce dell’Ufficio Governativo centrale, Arturo Sandoval, ha riferito che in una escalation di violenza iniziata venerdì mattina, sono stati uccisi nella stessa Acapulco, 13 tassisti. Gli artefici delle violenze, facenti parte di cartelli del narcotraffico per evitare d’essere identificati hanno distrutto tutte le telecamere di sicurezza installate nella città.

Il direttore dell’  Hotel Playa Suites, Sergio Salmerón Manzanares, ha ricondotto le numerose disdette delle prenotazioni alle forti raccomandazioni del Governo degli Stati Uniti ai propri cittadini di evitare di viaggiare in Messico a causa dell’insicurezza che si registra nel Paese.

Anche  l’altra meta principale, Mazatlàn, ha registrato forti perdite pari ad un calo delle prenotazioni dell’ordine del 50%.

Le altre mete, Puerto Peñasco, Guaymas e San Carlos hanno contenuto le perdite con un calo del 16% in termini di prenotazioni.

Sergio Salmerón Manzanares auspica pertanto repentini cambiamenti politici che possano avere dei positivi riscontri per l’anno futuro. Secondo lo stesso Manzanares, il flusso turistico di questo periodo ha preferito prenotare a Santo Domingo, meta vicina e che offre maggiori garanzie in termini di sicurezza.

Il fenomeno del clima d’inaudita violenza che scorre lungo il confine messicano, è un aspetto sociale talmente conosciuto, che proprio oggi il New York Times ha stilato un articolo in cui parla del progetto, realizzato dalla casa di software Ubisoft Entertainment, di lanciare entro l’estate un nuovo videogioco chiamato: Call of Juarez: The Cartel, che si ispira proprio a queste violenze e per il quale è già stata richiesta una censura da parte del Dipartimento federale degli Interni Messicano. Il tema centrale del blocco, raffigurato in copertina è una pistola, un fucile d’assalto ed un killer che spara per le strade della città.

Malgusto, ma purtroppo pur sempre commercio, come lo è in definitiva lo stesso narcotraffico, una sanguinosa risposta alla domanda di sostanze illecite.

http://www.eluniversal.com.mx/primera/36377.html

http://edition.cnn.com/2011/WORLD/americas/02/20/mexico.violence/index.html

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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