Scoperto a Cuba traffico di medicinali illegale

Sono state arrestate all’Havana diverse persone che erano dedite al traffico illegale di farmaci.

ESP: Han cogido  presas a  muchas personas en La Havana  por el  tráfico ilegal de medicina farmaceuticas.

 

Sono state arrestate all’Havana diverse persone che erano dedite al traffico illegale di farmaci. Alcuni operai ed impiegati di tre differenti laboratori farmaceutici sono stati arrestati e subito processati per aver cercato venduto materie prime contaminate e grezze e alcuni farmaci che riproducono gli effetti di alcune droghe.

Juventud Rebelde accusa i fenomeni quali la disorganizzazione, la mancanza di disciplina e di controllo e li identifica come i veri responsabili atti a  favorire fenomeni di grande pericolo sociale quale è la vendita illecita di medicinali.
Ma si riporta anche che è l’ultimo anello della catena a dover stare attento, come già è stato messo in guardia di recente.

Come sempre infatti il sistema cubano sanitario cerca di sensibilizzare e prevenire, informare in modo da risolvere il problema alla base. E’ la mentalità consapevole dei rischi legati allo spaccio di sostanze illecite, in questo caso di medicinali o materie prime, a smontare il mercato e pertanto coloro che vanno ad acquistare sul mercato nero tali farmaci, rappresentano un grosso male non solo per sé stessi ma l’intero sistema sanitario.

Inutile dire che acquisire farmaci al di fuori degli spazi autorizzati porta a conseguenze che possono essere mortali. Nell’ultimo caso infatti il traffico ha evidenziato il consumo di compresse di Benadrillina, un farmaco utilizzato contro intossicazione e gravi fenomeni allergici ma che può avere anche effetti stupefacenti. Inoltre sono state messe sul mercato oltre mezzo milione di compresse di Mebromato, un rilassante muscolare, di un lotto che era destinato all’incenerimento per essere stato contaminato da un batterio. La diffusione dello stesso batterio era potenzialmente causa di una grave epidemiologia e di un grave danno a livello di popolazione in generale.

In uno di questi casi, la produzione artigianale si era impossessata di eccipienti, materia prima varia ed era riuscita a produrre una macchina comprimitrice ed anche etichettatrice, oltre poi a riuscire a confezionare le compresse in appositi blister.  Nel caso della benadrillina, conosciuta con il nome commerciale di Parkisonil, gli artefici dell’organizzazione clandestina, avevano utilizzato dell’amido di mais, un noto volumizzante, in grado di conferire massa alle compresse riducendo al minimo il principio attivo al fine di risparmiare sulla titolazione dello stesso ed avere margini di guadagno più elevati

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