Breaking News U.S.A & America Latina — 14 dicembre 2010
Sarah Palin, leader del Tea Party, visita Haiti

Sarah Palin si è recata ad Haiti.

I temi sono due. Uno Sarah Palin. L’altro, Haiti.

La prima è un personaggio, ancor prima che politico, americano.

Haiti è il secondo termine. Il dramma che andiamo a raccontare sovente, per ricordare affinché l’istantanea di un paese in difficoltà non venga abbandonato da tutti ancor prima d’iniziare realmente a preoccuparsi.

Sarah Palin in visita ad Haiti. foto: CNN

La bella repubblicana, sulla cui immagine s’alimentano quotidianamente commenti ed indiscrezioni, è una delle più probabili candidate alla corsa per le Presidenziali del 2012.

Mentre impazzano le polemiche per il suo reality show Sarah Palin’s Alaskla in cui si mostra orgogliosa in tuta mimetica con un fucile da caccia in mano mentre abbatte, dopo vari tentativi a vuoto, un caribù, eccola imperterrita proseguire la campagna politica, mentre afferma tutto il contrario “Avrei voluto non essere intervistata oggi, perché chi viene qui ad Haiti non deve venire per fare propaganda  politica ma per rendersi conto di quanto sia necessario aiutare. Le condizioni umanitarie sono peggiori rispetto a quanto mi aspettassi”

L’ex Governatrice dell’Alaska e vicepresidente repubblicana, è apparsa presso l’organizzazione umanitaria Sumaritan’s Purse, che ad Haiti, nel nord della capitale Port-au-Prince, ha una struttura per il trattamento del colera. Il centro è una comunità cristiano evangelica che s’impegna, come si legge nel loro sito web, a portare aiuto e sostegno fisico e spirituale alle persone bisognose nel mondo.

La Palin ha affermato che è l’impegno del singolo americano che può fare la differenza e contribuire a tirare fuori dalla disperazione Haiti.

E quindi ecco che a 46 anni, l’ex sindaco di Wasilla si allontana dal freddo dell’Alaska e inizia a eseguire il compito di presentarsi al mondo, imprescindibile per qualsiasi buon candidato a diventare il Presidente degli Stati Uniti d’America.

La politica estera è una pagina importante, fondamentale. Lei lo sa bene, come lo sanno tutti gli americani che non sanno più cosa inventare per sfuggire alla tempesta Wikileaks.

La Palin è diventata leader dei Tea Party, che hanno scosso il mondo politico americano e soprattutto quell’ala repubblicana che è stata accusata d’essersi addomesticata al volere dei repubblicani, consegnando una Nazione in balia del fermento socialista, e quindi autodistruttivo, dell’attuale Presidente Barack Obama.

Dopo il Primo Presidente nero ora impazza la moda Palin, che ad onor del vero, pur essendo un personaggio popolare sulla cresta dell’onda, di cronaca rosa ancor prima che politica, pecca ancora in credibilità, tant’è che ora cerca di compensare il suo digiuno in fatto di politica estera con una programmazione serrata e calcolata di viaggi, alla conquista di quei voti indispensabili per correre alle prossime primarie.

La Palin ha fatto quindi una comparsa lampo ad Haiti ed ha cercato, per quanto possibile, di restare lontano dalle telecamere tranne che per quelle della beneamata Fox News, la rete più conservatrice dell’intero vasto panorama televisivo a stelle e strisce. E’ arrivata col proprio elicottero, dal momento che i voli  civili sono stati annullati in seguito ai disordini scoppiati nel Paese nei giorni scorsi. Al suo fianco la figlia Bristol e suo marito Todd. Ricevuta dal Reverendo Franklin Graham, figlio dell’evangelista fondatore  del  Sumaritan’s Purse, Billy Graham, ha tenuto una veloce conferenza stampa all’interno di una dei due centri di Cité Soleil.

Poi se n’è andata, tornandosene agli impegni governativi ed a pensare a come aumentare l’audiance ed i consensi nel suo reality show. Alla fine la Palin ha capito che la politica moderna è audiance dipendente e che poco contano le critiche, le indignazioni, le polemiche e le imitazioni. L’importante non è come si parli di lei, ma che se ne parli. Intanto ha dato il via agli ingranaggi della imponente macchina che le cercherà consensi un po’ ovunque.

Come ha detto  il Times, ad Haiti è rimasta ancor meno del tempo che ci si impiega a pronunciare la parola “colera”.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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