Sanità Cuba: Condanne esemplari per i responsabili dei 26 pazienti morti

[ITA]: Concluso il processo del più grande scandalo sanitario cubano dell’era Castro, con condanne esemplari per i membri dell’equipe medica coinvolti.

[ENG] Hospital staff of psychiatric Cuban Hospital “Mazorra” , get long jail terms for 26 patient deaths

[ESP] Salud Cuba:condenados los responsables del equipo médico del hospital psiquiátrico de la Habana, “Mazorra”, después de la muerte de 26 pacientes en el Enero 2010. 15 anos a el Director del hospital, Castillo Donate.

Tredici membri dello staff di un ospedale psichiatrico cubano, compreso il Direttore della stessa Struttura Sanitaria, il Dottor Dr. Wilfredo Castillo Donate, sono stati condannati a dure pene detentive, in quanto responsabili della morte di 26 pazienti durante la brusca ondata di freddo registrato nel Gennaio 2010.

In quell’occasione, come si è poi appurato nel corso delle indagini, i pazienti erano privi di coperte ed abiti adeguati. I corpi presentavano evidenti segni di malnutrizione.

Questi i fatti che hanno portato ad una condanna di 15 anni il Direttore dell’ospedale e di altri capi reparto, co-responsabili dell’accaduto che sottolinea una situazione di degrado che ha destato molto clamore tra i cubani, indignati da questo atto d’inciviltà, in un Paese, dove il sistema sanitario, insieme a quello scolastico rappresenta il fiore all’occhiello del sistema Castrista.

Di seguito i colpevoli e le pene inflitte in primo grado:


ecco l'ospedale psichiatrico in cui 26 pazienti hanno perso la vita per gravi inadempienze del personale sanitario. Fonte foto: http://www.joventudrebelde.co.cu

Condannati per grave negligenza verso invalidi e per appropriazioni indebita:

1) Wilfredo Castillo Donate – Direttore dell’ ospedale – 15 anni di prigione;

2) Roberto Maza Izquierdo, assistente amministrativo della direzione – 14 anni;

3) Osefina Diaz Arango, nutrizionista  – 12 anni;

Condannati per grave negligenza verso invalidi:

4) Arianna Ramos Sainz de la Peña, assistant director of the clinical/surgical department – 10 anni

5) Ivo Noa Gonzalez, assistant director of nursing – 10 anni di dentezione

6) Susana Angela Borges Gonzalez, assistant director for psychiatric services – 7 anni di dentenzione

Condannati per appropriazione indebita:


7) Miguel Villalobo Lopez, responsabile del deposito centrale, 10 anni;

8 ) Alvaro Fidel Castañeda Rodriíguez, capo della refrigerazione, 9 anni;

9) Darwy Marquez Matamoros, responsabile e coordinator personale cucina, 6 anni;

10) Nestor Dias García, capo responsabile della cucina e sala da pranzo, 6 anni;

11) Gerardo Miguez Callejas, responsabile designato ai rifornimenti, 5 anni;

12) Dionisio Alfaro Feijoo, assistente capo cucina e sala da pranzo – 6 anni;

13) Jorge Mateo Lay Gonzalez, cuoco – 6 anni


14) Yanet Perez Rodriguez, per non aver amministrato gli assets delle istituzioni economiche. E’ così tenuta a versare 6.000 pesos.


Oltre alle condanne da scontare, il Dr. Castillo Donate e Noa Gonzalez sono stati radiati dall’albo professionale per l’intera durata delle loro pene. Tutti i condannati perdono inoltre il diritto al voto.

I tredici membri accusati hanno dieci giorni per presentare ricorso in appello presso la Corte Suprema Popolare di Cuba.

Psicohabana 2011 è uno dei tanti meeting scientifici a cui avrebbe dovuto partecipare il Dr. Wilfredo Castillo Donate. fonte foto: http://www.medicc.org/

Il Direttore della struttura psichiatrica dell’Havana, conosciuta come “Mazorra”, è stato, in passato, al centro di grandi lodi e meriti che ora si macchiano irreversibilmente di connotati tragici. Nel 2009 si svolse, in occasione del 50esimo anniversario dalla creazione dell’ospedale,  un simposio scientifico in cui  si affrontarono numerose tematiche  tra cui gli aspetti biologici della schizofrenia, i vari approcci teorici alla psichiatria, la terapia professionale, temi di criminologia, ed i vari programmi di riabilitazione.

In quell’occasione lo stesso Direttore, Dr. Castillo Donate,  aveva dichiarato che l’anno seguente sarebbe stato importantissimo per la struttura che ospita all’interno 2500 pazienti. Si parlava di impegno sempre più profuso nell’intento di ridurre il personale sanitario grazie ad un contributo ed una responsabilizzazione degli stessi pazienti, ad una missione volta a reintegrare all’interno della società un gran numero di assistiti. In questo modo sarebbe potuta aumentare l’efficienza dei servizi e si sarebbero ottimizzate le terapie, a fronte di un minor numero di assistiti.

Condanne esemplari quindi, un processo sulla scia di un cambiamento che appare sempre meno carta straccia e tanta voglia di liberarsi da mille pesi che hanno storpiato il significato puro di Rivoluzione. I tempi sono andati avanti, si sono armati di nuovi strumenti e i vecchi se ne sono rimasti là in disparte ad ascoltare l’eco di onde ormai infrante. La colpa è nel marcio che si è andato generando. Dalla stampa cubana, Granma e poco altro, che a mio modo di vedere è esente da censura solo sintantoché è totalmente d’accordo col Governo Cubano, emergono meticolose e puntigliose le pene e le qualifiche dei colpevoli. Poco nulla sulle proporzioni della tragedia e su un’eccellenza che va forse poco più di una sufficienza. Neppure l’ombra d’un dubbio quando si passano in rassegna le foto macabre di corpi poco più che scheletri che sembrano segnati da mesi da disarmanti carenze alimentari e sanitarie.  Niente di niente. Dove stanno i controlli e le analisi mediche fatte di recenti su quei corpi in condizioni d’evidente abbandono? Cosa fa la stampa libera alla luce di questi fatti? Una minima richiesta di spiegazioni al Ministro della Salute José Ramón Balaguer?

A porsi semplici quesiti ci si macchia d’anticastrismo. Nel lodare alcune iniziative e risultati c si macchia di castrismo. Capite, voi lettori, dove siamo arrivati?

Va tutto bene, anzi benissimo. Sarà.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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