Breaking News Italia ed Europa — 24 ottobre 2010

Citiamo Roberto Saviano durante le polemiche che precedono la messa in onda della trasmissione Vieni via con me.

L’autore di Gomorra, l’ospite televisivo annunciato come l’eroe antimafia nostrano, irrompe ad Annozero, la trasmissione di Michele Santoro, l’unico censurato italiano che appare sempre e comunque e che con il proprio programma fa record su record e incassa l’ennesima vittoria d’audiance sulla concorrenza delle reti rivali.

Saviano fa parte della squadra antiberlusconiana che mira alla liberta d’informazione. La censura infatti appare sempre più pericolosamente e a fronte d’una multinformazione portata avanti con internet, attraverso la nascita di numerosi siti e blog, dall’altro è sempre più forte il monopolio delle maggiori testate, che raccolgono la quasi totalità del grande pubblico e quindi dei consensi.

Ma Saviano ancora una volta interviene e cita Cuba. Ci tiene a precisare infatti introducendo l’argomento “la censura oggi? L’Italia resta un paese democratico, non è la Cuba di Castro, il Venezuela di Chavez, non ci arrestano, ma abbassano i decibel del volume, non pagano gli ospiti, ci diffamano, pensando che per il semplice fatto che facciamo il nostro lavoro non dobbiamo essere pagati

Perché Saviano è così spinoso contro il governo Cubano? Non si tratta, lo ripetiamo, d’una dittatura sanguinaria o così aspra da essere presa così di mira dagli organi di stampa. Nel mondo i disequilibri e gli Stati in cui non vige la minima sicurezza sui propri cittadini sono moltissimi. Eppure Saviano si sente in diritto di citare Cuba ad esempio. O il Venezuela, che di antidemocratico non ha proprio nulla, se non un Parlamento che ha appena indetto le ennesime libere elezioni, che segue a puntino la propria Costituzione (a differenza dell’Italia), e il cui unico demerito è forse aver permesso ad oltre il 66% dei propri cittadini di votare per il Presidente Chavez?

Ci si consenta, Saviano non sarà di certo contrario se espriminamo il nostro dubbio. Sempre di libera informazione si tratta. Come accade in quella democrazia cui lo scrittore antimafia aspira.

Troviamo Saviano, insieme alla Capacchione come esempi di giornalisti che rischiano la vita per la propria attività informativa, nel rapporto di Reporters Sans Frontières, organizzazione che si batte per la libertà di stampa e nella cui classifica la Finlandia appare la reginetta e Cuba in fondo alla graduatoria, alla 166esima posizione su 178. In caduta pure il Venezuela, al 134esimo posto.

Racconteremo con un approfondimento apposito la storia di Reproters Sans Frontieres che purtroppo richiama ad una ben più famosa, Medécins Sans Frontières (medici senza Frontiere), che è invece una organizzazione che opera secondo una legittimità ed un’etica ben precisa.

Precisiamo anche che Robert Menard, fondatore e segretario generale della stessa organizzazione è conosciuto per aver collaborato con gruppi anticastristi di Miami e per aver ricevuto fondi da USAID, l’ente dal Dipartimento di Stato Americano finanziatore delle attività per una libera informazione a Cuba. Paradossale, sostenere una campagna informativa in cambio di ingenti fondi governativi, quando il CPJ – Comitato per la protezione dei giornalisti precisa che non vanno accettati fondi fai governi. Impossibile pertanto ritenere RSF una fonte attendibile.

Proprio RSF, che appoggia e sostiene in Italia la causa di Saviano, specificando come lo scrittore-giornalista sia costretto a vivere sotto scorta dall’Ottobre 2006 per aver attaccato duramente la mafia nel proprio lavoro.

Saviano dovrebbe sapere da chi è sostenuto e di come il suo attacco a Cuba sia assolutamente fuori luogo. Lo scrittore parla di un’Italia che non è come Cuba.Siamo d’accordo. A Cuba non esiste una mafia così radicata sul territorio e di certo una persona che esprime la propria idea, non sarebbe costretta ad una protezione così stretta.

Il buon Roberto, giornalista sui generis, ha cercato consensi nell’opposizione ed un ruolo in quel mercatino democristiano che ha come nucleo del proprio sterile programma di slogan, l’opposizione al Presidente del Consiglio. E così ha preferito utilizzare il proprio intervento per evidenziare come il suo credo politico non sia intriso d’ indole comunista ed attaccare Cuba piuttosto che Honduras o Israele. Dopo aver attaccato la camorra, il tentativo è di trovare un proprio collocamento politico in un ambiente vicino al Pd, continuare ad incassare i proventi dei libri pubblicati da Mondadori e commentare la profonda ingiustizia sociale che si tende la propria mano ombrosa verso le superstar televisive, ahimé maltrattati da contratti non adeguati alle loro fini capacità intelettuali. Un ruolo in cui reinventarsi come personaggio in definitiva, che gli consenta di tornare alla normalità, su d’una linea moderata che lo tenga lontano da dichiarazioni pericolose. Certo, è capibile. Probabilmente quel coraggio di denunciare e raccontare in Gomorra una gran bella fetta d’Italia, costa troppa e se molti sono pronti a comperare il libro, quasi tutti preferiscono prendere le distanze dall’autore quando i contenuti possono mettere in pericolo la vita dell’individuo. Nulla da dire a Saviano su questo, che ha tutta la nostra stima e comprensione. Ma questo è l’esempio che lo stato impuro sia quello Italiano e non quello cubano, che siamo certe avrebbe dato sicurezza a non finire per lo stesso giornalista.  L’assoluzione viene pertanto meno quando a doverne fare le spese sono Cuba ed il Venezuela e quando subentra una ipocrisia profonda quanto cristallina.

Ancora una volta inutile andare a braccetto con i protagonisti del drammatico teatrino della politica italiana. In questa commedia, ogni ruolo sottende ad un unico fine, al continuo furto.

Si ha la sensazione che le diverse posizioni in questa democrazia delle banane, siano congiunte ad uno stesso ambiente d’elite, perbenista e viziato a cui non accedono i normali cittadini, i quali si fanno carico di tutte le spese dei furbetti, mentre quotidianamente si dannano l’anima per trovare un proprio credo politico ed ingannarsi ed aggredirsi a vicenda in nome di differenze che esistono poi, di fatto, solo in sterili definizioni.

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Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

(8) Readers Comments

  1. Voi scrivete che “il Venezuela, che di antidemocratico non ha proprio nulla, se non un Parlamento che ha appena indetto le ennesime libere elezioni, che segue a puntino la propria Costituzione (a differenza dell’Italia)…”. Certe affermazioni andrebbero documentate. In Venezuela, da quando c’è Chavez al potere, le radio e le televisioni vengono chiuse… una miriade d’imprese vengono espropriate per futili motivi, non ultima una partecipata di Enel. Fate un giro in Venezuela e cambierete totalmente idea.

    Saluti

    Antonio Sibaud

  2. Stando al suo “consiglio” (“certe posizioni andrebbero documentate”…) posso concludere che anche la sua posizione non è sostenuta da alcuna prova. Non è presente infatti, a supporto di quanto riferito alcun documento ufficiale che comprova la chiusura in atto di televisioni e radio (cosa che conferma il titolo del post tra l’altro) o l’esproprio di aziende per futili motivi, dove l’aggettivo “futile” è quantomai soggettivo. Non essendo presenti non posso che non citarli, non le pare?

    Possiamo invece far riferimento all’USAID’s Office of Transition Initiatives (OTI). DI questo è certa la presenza in Venezuela, così come dichiarato nei documenti della stessa Organizzazione del Ministero della Difesa Statunitense.

    Il tema dell’articolo però è focalizzato su una uscita di Saviano. L’esempio del Venezuela e Cuba pare colpire un tipo di ideologia più che dei Paesi presi a caso. Su questo credo siamo tutti d’accordo. Non stiamo a dibattere su posizioni politiche nelle quali l’articolo non desidera entrare.

  3. Rimango smpre stupito dalla leggerezza con cui giornalisti, e non si sprimono come giusto che sia in democrazia di realta cmpletamente sconuscite a voi, Il Venezuela è un paese che purtroppo non ostante le sue grande richezze e grandi risorse e stato vittima di gradi poteri economici capitalisti come accade nel mondo di oggi, purtroppo in questo caso a discapito dei cittadini e dell’evoluzione di questi.

    al riguardo sg.ri miei poco informati none assolutamente vero che si stanno spropiando in Venezuela tutte le aziende che pare e piaciono allo Stato, ma solo quelle chevengono considerate strategiche per la crescita ed sviluppo della nazione e dei suoi cittadini, contrario a quello che si dici il Venezuela ha uno stato di diritto ed una costittuzione che regola le sorti del paese e dei suoi citadini, di sicuro non si spropiano in Venezuela le aziende di profilo economico diverso a quello che produce o viceversa blocca lo sviluppo del paese.

    un essempio il settore alimentare lo sapete che essendo stato per decenni in mani al capitalismo selvaggio iu prezzi radoppiati e la manipulazione del settore portava i prezzi di questi 6 e 7 volte sopra il prezzo reale del mercato e la gente senza scelte perche purtroppo non c’era uno stato che controlasse i diritti dei suoi cittadini ora questo non accade piu perche c’e lo stato che regola.
    ecco lo so a molti non interessa, preferiscono che regni l’economia di libero mercato a discapito dei piu deboli.

    meno male che ora c’e che guarda gli interessi del paese, pensateci prima di parlare fatte una riflessione perche none cosi come dite voi fatte un viaggio ma vivetece per un po la e sopratutto andata a fare la spessa con i pochi bolivares con i prezzi che hanno imposto le trasnazionali.
    dopo ne parliamo
    saluti a che avra l’inteligenza di confrontarsi e di capire.
    H.A

  4. Saviano dovrebbe informarsi prima di parlare di un governo soverano e TOTALMENTE DEMOCRATICO com’è lo è la REPUBBLICA BOLIVARIANA DEL VENEZUELA.
    L’ignoranza quando si parla di certi argomenti non è ammissibile.
    Saviano informati prima di parlare….

  5. sono completamente d’accordo, e incredibile e come quello che dici ho sentito dire, chi a detto che il sentire da qualcuno e la conferma dei fatti.

    pensa io consideravo saviano, una sorte di eroe moderno dei nostri giorni sinceramente mi e caduto

  6. sempre pronti a scagliarci su cuba,ma accomodanti con la belva gheddafi ed a culo a ponte,(con tanto di lanterne rosse accese),davanti al presidente cinese.i dittatori ,quando ci fanno comodo, li chiamiamo presidenti.siamo solo degli ipocriti falso-perbenisti.

  7. Completamente d’accordo con Marcello:
    i dittatori sono presidenti e viceversa, a seconda del momento storico-politico del momento.
    E’ per questa motivazione che dobbiamo perseguire la strada della cooperazione e non quella del realismo politico.
    Più aperture, questa è la strada futura per Cuba e per chi ne parla al momento giusto per compiacersi il padroncino di turno.
    Tutto il sud-america diventerà la fucina economico-politica del futuro ed anche Cuba un giorno ne farà parte a pieno titolo.
    Quel giorno Saviano dirà che anche lì la mafia sta facendo i primi affari!! Compreremo il libro….

  8. Ciao a tutti e complimenti per questo magnifico post.

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