Repubblica Dominicana: Dopo l’elezione inizia ill Governo di Danilo Medina. Hipolito Mejía all’opposizione

ESP: Danilo Medina comienza hoy, jueves 16 de agosto, a gobernar la República Dominicana  – El nuevo presidente constitucional juramentó el gabinete que trabajará con él en los próximos cuatro años. Al pronunciar su discurso de toma de mando, se comprometió ante el país a ponerle fin a la impunidad, creará un código de ética que regirá a los funcionarios públicos, anunció que será para el año 2016 cuando el problema energético del país se habrá terminado, se comprometió a iniciar el programa Banca Solidaria que iniciará con un capital de mil millones de pesos (RD$1,000,000,000), y en su primer año de operación se proyecta beneficiar a 75 mil personas. 

Y donde està Llegò Papà  con su cnacion papataduroa la oposición

Da oggi la Repubblica Dominicana ha un nuovo Presidente, Danilo Medina. Leader del Partito de la Liberacion Dominicana (PLD), ha ricevuto il passaggio di consegne da Leonel Antonio Fernández Reyna. Un passaggio di testimone dopo otto anni di governo con luci e ombre, ma alla fine il popolo, con una (dubbia) maggioranza risicata, ha deciso di dare continuità al partito che ha risollevato l’economia dal disastroso governo di Hipolito Mejía, che si nascose dietro qualche timida riforma sociale, bonus all’agricoltura ed alla microeconomia e qualche tentativo di stabilizzare il cambio attraverso un nuovo codice finanziario. Ma  Mejía rappresentò anche il mandato in cui il Paese attraversò la più grave crisi finanziaria di tutti i tempi, con la bancarotta delle tre principali istituti di credito del Paese per corruzione. Il primo a cadere fu  il banco Baninter con conseguente ovvio effetto domino. La svalutazione repentino portò il cambio del peso dominicano a svalutarsi in modo drammatico. Il cambio col dollaro passò da 1:18 a 1:50 e l’inflazione attanagliò la popolazione.Il governo riuscì ad evitare il completo crollo economico con un mega piano di stanziamenti, ma altri scandali quali favoritismi legati al tradizionali nepotismo ed presunti episodi di corruzione allontanarono definitivamente il Presidente dal potere.

Su Leonel Fernandez abbiamo già fatto un articolo che riassume alcuni aspetti dei suoi otto anni di governo: ripeto luci e ombre perché il contesto dominicano ha gravissimi e profondi problemi. Qualche aspetto positivo c’è sicuramente, il problema resta sempre la distribuzione delle ricchezze, il narcotraffico e la delinquenza, le paghe basse che limitano il potere d’acquisto delle masse, la corruzione diffusa e che tesse le proprie radici anche nelle alte cariche governative e si espande alla giustizia. 

http://thisiscuba.net/leonel-fernandez-prepara-la-repubblica-dominicana-al-voto/

 L’avversario anche alle Elezioni Presidenziali dello scorso Maggio era Hipolito Mejía, nome d’arte Papà, da cui lo slogan LLegò Papà. Ancora lui, sempre a capo dell’opposizione. Colui, ricordiamolo, che non aveva esitato ad inviare circa 1200 militari in Iraq a sostegno delle truppe statunitensi, ritirate da Leonel appena subentrato nella presidenza.

C’è da dire che Hipolito Mejía godeva di un grande sostegno popolare. Perlomeno ho potuto verificare che per le strade, ed ovunque, sino a tarda notte filavano folle di sostenitori. Non mi sò spiegare il motivo, anche se c’è da riconoscere che il furbo politico aveva impostato la campagna elettorale cercando di far leva su un certo populismo di bassa leva. Cercava forme di comunicazione semplicissime, incentrate su slogan elettorali sfuorvianti. Ho notato che sovente erano la parte di dominicani meno istruiti ad essere rapiti dalle promesse  del Partito Rivoluzionario Dominicano. E forse il fatto che a sfilare per le strade fossero soprattutto i sostenitori del 61enne ex Presidente va visto anche per il fatto che fosse la parte disoccupata a girare per le strade, quella per definizione asseconda l’opposizione per dare un taglio col presente. Inoltre per manifestare mi hanno riferito direttamente che venivano pagati qualche decina di pesos, o potevano usufruire di cibo e soprattutto tanta birra gratuitamente. 

I camioncini e le autovetture all’interno dei quali erano presenti i sostenitori erano dei veri e propri pericoli pubblici, pieno di alcol fino al collo, incuranti di uno o più tamponamenti ad ogni rotonda. 

Non a caso le Presidenziali della Repubblica Dominicana sono state le elezioni, oltre che farlocche, più care dell’intera area latinoamericana.

Fortunatamente non è arrivato il famoso Papà llegò, una vera e propria moda fatta di canzoni hit del momento, adesivi, merchandising e nessuna, proprio nessuna proposta concreta fatta nei dettagli.

questo un esempio: link

O la famosa hit brasiliana dello scorso anno, danza kuduro, fu sostituita dalla paradia Papà Tà duro

Papà tà duro

Il buon Medina, si è impegnato a cogliere quanto di positivo fatto dal successore e ha subito promesso di creare un nuovo codice etico per porre rimedio all’ impunità che da sempre protegge i funzionari pubblici. Una direzione apposita sarà preposta di creare questo codice e si potrà iniziare ad investigare su presente violazioni del codice con molta più facilità, anche attraverso semplici segnalazioni. Modifiche pronte anche per il Ministero dell’Industria e del Commercio, l’istituzione di un fondo di microcredito di oltre 300 milioni di pesos, per supportare investimenti con una media per ciascuna realizzazione di 15000 pesos (l’equivalente di circa 300 euro), l’impegno ad agevolare gli studenti universitari sulla base del merito e una serie di investimenti volti a risolvere il problema energetico entro il 2016, problema severissimo in tutta l’Isola dove la popolazione ogni giorno deve restare delle ore senza energia elettrica.

Ci sarà anche un ingente fondo di mille milioni di pesos per instituire la Banca Solidale, al fine di aiutare 75000 famiglie in difficoltà.

 

 

 

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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