Realtà latinoamericane: gli eccellenti rapporti tra Cuba e Brasile

Il rapporto costruttivo istauratosi tra Brasile e Cuba sono un esempio dell’integrazione sociale del continente latinoamericano. Mille contraddizioni in un continente che cerca di dare una risposta alternativa al modello economico che ha portato alla recessione globale, alla scissione lenta e progressiva dell’area euro, ai problemi della potenza statunitense all’instabilità mediorientale.

Una risposta sociale al massiccio imperialismo, capitalismo e alla globalizzazione i cui tentacoli si sono affinati nel tempo sino a radicarsi nel profondo dei tessuti sociali più deboli.

La Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi, dallo spagnolo CELAC, l’ALBA, sono tutti tentativi in essere di integrazione. Integrazione che non può esistere, come dimostra la storia, senza un reale tessuto sociale stabile, costruita sulla base d’una economia meno speculativa.

Le prime parole di Dilma in terra cubana sono state: “Que lance la primera piedra quien no tenga tejado de vidrio. Nosotros tenemos en Brasil. Así que estoy de acuerdo en hablar de derechos humanos desde un a perspectiva multilateral

Il Brasile con il suo prodotto interno lordo che sfiora i 2 trilioni di dollari è la sesta economia mondiale, un territorio sterminato che continua a crescere. Il Presidente Lula prima e ora Dilma Rousseff hanno sempre inquadrato la crescita interna in un contesto che va oltre i confini.

Il presidente del Brasile Dilma Rousseff e l’omologo cubano Raul Castro. Fonte foto: http://www.myhero.com/

I rapporti tra le Cuba e Brasile nazioni sono stati definiti dai Ministri degli Esteri “eccellenti. Lula ha dato fede alla volontà di essere il primo partner per importanza economica con Cuba, mettendo a segno una crescita del 58% tra l’Aprile 2007 e l’Aprile 2008.

Dilma agisce cercando di tenere unita la cultura, di rafforzare i rapporti d’interesse reciproci creando sinergia, ben sapendo che le disparità sono alla base di una crescita insana.

Ha dimostrato la voglia di affermazione e dei diritti dei governi latinoamericani ritirando e condannando il golpe in Paraguay, lo ha fatto qualche mese fa proprio a Cuba, quando ha ribadito che i diritti umani non devono scadere in una mera lotta politica ed ideologica. Devono guardare al popolo. Così come lo ha fatto sempre José Martì, poeta eroe ed apostolo di Cuba, cui ha reso omaggio ai piedi della statua all’Havana. Dilma si è espressa sugli USA, direttamente o meno, condannando i soprusi all’interno del carcere di Guantanamo  e chiudendo la questione del visto per la visita in Brasile di Yoani Sanchez dicendo che è compito di Cuba prendere tali decisioni in base alla propria sovranità.

Gli accordi commerciali tra Brasile e Cuba nel 2011 sono saliti di oltre il 30% e tale trend continuerà visto che molti altri ne sono stati firmati recentemente. Tra questi l’ammodernamento e l’ampliamento, da parte della compagnia brasiliana Odebrecht, del porto Mariel, che impone un investimento totale di quasi un miliardo di dollari per quel che sarà il porto più importante dei caraibi per gli scambi commerciali.

Ma la cooperazione e l’impegno alla crescita non si registra solo in termini di accordi e partnership commerciali; la crescita è determinata anche dagli aiuti che sono stati offerti a Cuba nel sostentamento alla produzione agro-alimentare. Ed è anche il sostegno offerto alla Scuola Latinoamericana di Medicina che permette di istruire giovani che non hanno accesso alla libera istruzione. Nel campo sanitario proprio nello scorso Novembre i due Ministri della Salute, Roberto Morales Ojeda (Cuba) e Alexandre Santos Padilha (brasile) hanno firmato un trattato per rafforzare la collaborazione volto allo studio di malattie croniche non trasmissibili quali cancro, ipertensione e diabete dando seguito così alla collaborazione in ambito biotecnologico e di monitoraggio e vigilanza sanitaria, del 1996.

Inoltre lo scorso Giugno, alla conferenza di Rio+20, Raul Castro, a Rio de Janeiro ha rafforzato l’intento e le idee per una collaborazione ancora più stretta, ma volta a salvaguardare il futuro e non solo finalizzato al mero opportunismo economico nel presente. Castro ha detto che Di fronte a cambiamenti climatici importanti dobbiamo servire il pianeta e le sue necessità attraverso il rispetto di un ordine equo internazionale e al servizio della scienza e tecnologia. Ha poi concluso dicendo che Cuba spera che il buon senso e l’intelligenza umana prevalga sull’irrazionalità e sulle barbarie.

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