Razzismo a Verona? No è semplicemente Balotelli vs Verona

Pur non rappresentando un tema solitamente toccato in questo spazio, è impossibile non fermarsi a  riflettere sull “ennesimo” presunto, caso Balotelli. O meglio sul caso della “Verona razzista”.

I FATTI

Oggi, Domenica 3 Novembre 2019, si gioca la sfida di Serie A, Hellas Verona – Brescia. Sono circa 20 mila gli spettatori. 

Sotto di una rete a zero, Balotelli al nono minuto del secondo tempo, a ridosso della bandierina del calcio d’angolo, ai piedi della curva dell’Hellas Verona, pare percepisca dei cori a sfondo razzista, degli ululati. La reazione è veemente. Interrompe il gioco prendendo il pallone con entrambe le mani e lo calcia in curva con un atteggiamento violento e di sfida e con veementi labiali.

L’arbitro interrompe il gioco, lo speaker dello stadio come da regolamento comunica che la partita sarà definitivamente sospesa se si dovessero ripetere tali cori.

Da lì un incitamento veemente, continuo, il pubblico incita il “buon” Mario Balotelli, che segna poco dopo il gol che segnerà la sconfitta su misura della propria squadra.

LA STAMPA:

Purtroppo è la pagina più triste, quel che oramai avviene continuamente. Nell’informazione di oggi, ciò che conta è il tempismo nell’annunciare la notizia, la breccia che la notizia farà sull’opinione pubblica (ecco i paroloni utilizzati nei titoli), ed il copia / incolla. La rapidità a discapito delle verifiche dell’accaduto. E quando la notizia diventa virale non si può più cancellare nella memoria dei lettori. Purtroppo contano i click e la maggior parte delle visualizzazioni si ferma ai titoli o alla sintesi di poche righe.

Se presentiamo la notizia come “Cori razzisti contro Balotelli a Verona” o tgcom “RAZZISMO A VERONA” o ancora “ENNESIMO EPISODIO DI RAZZISMO” e via così cosa rimarrà nella mente dei lettori? Una notizia fuorviante rispetto alla verità dei fatti, dove forse una ventina di persone (probabilmente solo qualche unità) su ventimila hanno goliardicamente ululato. Goliardia, razzismo, ignoranza? Probabilmente tutti e tre gli aspetti. Certo che vanno condannati, ci mancherebbe, c’è bisogno di dirlo? Ma c’è bisogno di mentire per rendere notizia ciò che notizia non è? Perché tutto questo buonismo e sdegno di fronte al nulla? Ma in sin dei conti non sappiamo già che tre pseudo fascisti ogni diecimila persone sarebbe già aver ottenuto un bel risultato?

Perché invece non indaghiamo sul perché non venga condannata l’eccessiva veemenza di Balotelli con lo stesso metro di misura, l’atto violento che di certo non risulta educativo ai bambini che lo guardavano allo stadio e che di certo non hanno sentito alcun coro.

Perché da Veronese non ho il diritto d’essere tutelato nei confronti di chi da anni, attacca la mia città, definendola razzista? Il buon Mario quindi, generalizza e generalizzando mi definisce razzista. Ed io me ne risento esattamente come lo è lui da anni. Sono la vittima esattamente come lo è Lui. Ma non cado in banalità o in reazione comportamentali scorrette. Senza pensare a quella mancanza di rispetto che sempre Balotelli ha avuto verso un fotografo a cui ha distrutto la propria attrezzatura fotografica. 

Dividiamo quindi la vicenda in tre aspetti. Il fatto (gran poca cosa), la stampa (il metodo del copia incolla ormai porta al lettore tutti titoloni poco veritieri ed approfonditi), la pseudo-morale che gioca sul razzismo laddove di razzismo ce n’è ben poco e risulta invece indifferente a continui episodi allarmanti d’insofferenza verso i migranti da parte di quei lider politici che raccolgono un voto su tre degli italiani solo per l’abilità di promettere di non far entrare nel nostro Paese persone bisognose.

Ecco quindi, la media dei razzisti al Bentegodi è di sicuro ben inferiore rispetti a quelli Presenti nel nostro governo. Quindi Verona e lo stadio Bentegodi sono il luogo meno razzista d’Italia caro Signor Balotelli.

Ma all’italiano piacciono i salotti televisivi dove per ore si parla del nulla. Mentre i problemi veri, tra informazione manovrata ed ignoranza continuano a diffondersi.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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