Breaking News L'editoriale — 25 dicembre 2010
RAZON DE CUBA: il nuovo sito per Wiki(Cuba)leaks

ESP: Razón de Cuba es la nueva sección del sitio gobiernativo cubano Cubadebate, que filtra los cables de Wikileaks sobre Cuba.  Emergen una estrecha y colaboración entre  la Oficina de los Intereses de EE.UU. en Cuba y los disidentes anticastristas

Prima Wikileaks ed ora il Governo Cubano stanno utilizzando internet come mezzo di comunicazione per far sapere al mondo quanto la diplomazia americana abbia ben poco di democratico sotto la facciata ufficiale, fatta d’intenti buoni e di progetti costruttivi.

Il sito Cubadebate, che fa parte della rete informativa governativa, ha creato una nuova sezione, “Razon de Cuba”, nella quale mette a disposizione, tradotti  letteralmente in spagnolo, i cable di WIkileaks  con filtro Cuba.

Las razones de Cuba - la nuova sezione del portale governativo cubano "Cubadebate". Nell'immagine si vede anche il terrorista Posada Carriles al quale si attribuisce la frase "...no me arrepiento de nada"

Razon de Cuba trova il proprio completamento nelle armi moderne di diffusione, quali i social network più famosi, Twitter e quello dell’uomo dell’anno 2010 per il Times, Facebook.

L’intento è mettere a nudo, attraverso i documenti inviati dall’Ufficio degli Interessi Statunitensi a Cuba (SINA) al Dipartimento di Stato Americano, l’attività politicamente scorretta tenuta dagli stessi membri del SINA, che detiene (e non è più il caso di usare il condizionale) stretti rapporti con la dissidenza cubana interna.

I cables diffusi da Wikileaks riguardanti Cuba sono 2080, 507 dei quali emessi dal SINA. In molti di questi si legge dell’appoggio che viene fornito ai blogger controrivoluzionari e a tutti quei giovani cubani che desiderano opporsi al “regime cubano”.

Questi ultimi “alternativi” ora si macchiano di semplici mercenari, che laddove vige una liquidità pressoché nulla, vanno in cerca di fondi in quella rete che li recluta, partendo dal vicino Ufficio Statunitense attualmente capitanato da Jonathan D. Farrar, passando per Miami e toccando il “core” del Dipartimento di Stato. I fondi stanziati fanno gola a molti, e la sovversione politica è più una rincorsa personale all’oro che una coscienza politica che matura ed esige cambiamenti a Cuba.

La sezione del sito è dunque interessantissima, nella fedele riproposizione di contenuti scottanti, per la cui diffusione ora Assange rischia pene severissime qualora dovesse essere estradiato negli USA.

uno degli oltre 2000 cable di Wikileaks su Cuba

Il Governo Cubano ora ha nelle mani uno strumento per avvalorare quanto ribadito da tempo, come nel 2008, quando l’allora Ministro degli esteri cubano Felipe Perez Roque, attaccò pubblicamente il SINA, accusando l’ente diplomatico d’aver protetto ed aiutato il terrorista  Alvarez Fernandez-Magriñat oltre che d’aver finanziato numerose attività sovversive sull’Isla col solo fine di destabilizzare l’operato del governo Cubano.

Se il nemico sono gli USA, state ora tranquilli che con cotanto materiale a disposizione Razon de Cuba sarà uno dei siti più letti ed interessanti, capace di sconvolgere ed irridere la morale statunitense. Risulterà ancor più palese la considerazione negativa sull’embargo statunitense. Le punizioni morali, portate avanti da mezzo secolo dall’impero a stelle e strisce, sono solo un modo per opprimere lo scomodo governo cubano, che di tutto può essere accusato meno che scendere a compromessi con il potente vicino.

Dopo Ecured, la Wikipedia made in Cuba, dopo l’inizio dei lavori per ampliare la banda e renderla disponibile a tutti i cubani, ecco quindi Razon de Cuba, un’ulteriore iniziativa che alimenta la scelta in termini di contenuti offerti dal Governo Cubano.

Certo non è una voce fuori dal coro e l’idea resta pur sempre quella di perseguire, quasi rafforzare il dualismo USA-Cuba, attraverso l’introduzione di nuove prove. E’ un peccato, per come la vedo io, che non si tenti di denunciare gli eventi con una mano tesa alla riappacificazione più che ad una perpetua condanna.

Ma il mio fine è forse differente, almeno nelle modalità. E’ più mediatore e proiettato alla ricerca, “senza se e senza ma” della fine dell’embargo. Sono tutte cose che dico qui e che proporrei in uno dei tanti CDR, senza tanti fronzoli e giri di parole. Ma io non sono cubano e la mia è pur sempre e solo informazione.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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