Raul Castro in visita a Roma incontra Matteo Renzi, Papa Francesco e re-incontra la fede gesuita

E’ strano vedere un rappresentante del governo cubano, una realtà in un certo senso estranea al nostro mondo, al’Italia, al mondo di percepire, leggere ed impostare la vita. L’ultima visita di un esponente di rilievo del governo cuano risale al novembre del quando il lider maximo, Fidel Castro incontrò in vaticano Papa Giovanni Paolo II, in occasione dell’Incontro mondiale sull’alimentazione.

Oggi 10 Maggio 2015, quasi 19 anni dopo, Raul Castro è arrivato a Palazzo Chigi. La conferenza stampa tratta alcuni dei punti che tutti noi conosciamo.Ma altri sono pensieri sinceri e con chiara presa di visione dell’attualità, del presente e delle pagine da scrivere. Seppur con mille difficoltà legata ad un passato ancora troppo recente, Castro ha fatto intendere d’aver scritto una pagina di storia unica, con il grande Presidente Americano.Obama è un uomo elogiato a Cuba,un uomo che insieme al 77% dei cittadini americani, non era ancora nato quando un’altra ideologia che propagandava la libertà e al tempo stesso imponeva la filosofia imperialista, costrinse i due popoli di fatto a scindere il percorso di vita comune sancendo il blocco economico.

Castro ha ribadito l’intento di continuare li percorso intrapreso di normalizzazione dei rapporti anche con l’Italia, che erano stati compromessi con riferimento al Presidente statunitense George Bush.

Probabilmente il 28 Maggio, data in cui il congresso americano risponderà al Presidente Barack Obama dopo i 45 giorni necessari come d’iter costituzionale, il Senato degli Stati Uniti toglierà Cuba dalla lista degli stati terroristi, lista in cui, sempre secondo il Presidente Raul, Cuba non avrebbe mai dovuto far parte. Com’è possibile, ha domandato Castro nel corso della Cumbre di Panama di fronte a tutti gli stati di governo, che noi cubani siamo definiti “terroristi”, dal lontano governo di Reagan, se noi stessi siamo le vittime di tanti attentati e ingiustizie?

Raul Castro ha ben parlato di Barack Obama, del suo operato, anche se ha espresso preoccupazione per il fatto che in entrambe le camere Obama è in minoranza.

Riferimento poi all’incontro con papa Francesco, ricordando le origini gesuite che li accomunano, grazie agli influssi del teologo intellettuale brasiliano Frei Betto. Un incontro che ha talmente colpito Raul che ha confermato la grandezza del Santo Padre, che sta nell’umiltà di questo personaggio. “Se il Papa continua a parlare così prima o poi ricomincerò  a pregare, e ritornerò alla Chiesa cattolica, e non lo dico per scherzo”. Qui inizia anche il passo più importante del discorso. Castro ammette il proprio essere comunista e ammette anche l’errore del Partito comunista cubano che non ammetteva ruoli nella chiesa cattolica per gli iscritti del partito. Ciò sta cambiando, si sta evolvendo. Ma questo processo è difficile, più di quanto si pensi, perché si parla di modifiche ad un sistema collaudato e non si vogliono politiche che danneggino il popolo cubano. Certo, Castro ammette d’esser a conoscenza delle accuse perpetrate spesso al Governo Cubano di non rispettare i diritti umani ma allo stesso tempo si chiede chi rispetta i diritti umani e farsi artefice d’essere portavoce nel mondo di questi diritti. La salute è un diritto umano o un business? L’istruzione è un diritto umano o un interesse commerciale? I diritti umani non devono essere oggetto di strumentalizzazione e soltanto con finalità politiche, perché chi si avvale di questa demagogia crea una politica distruttiva.

Castro prende atto dei tanti errori ma si chiede chi poteva immaginare che un popolo, in mano alla famiglia di dittatori Castro, potesse resistere oltre mezzo secolo alle difficoltà e restrizioni che stanno in questo processo storico di pace, venendo meno?

Queste parole del fratello del più celebre Fidel Castro. Mentre Fidel, in occasione del 70 anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, ricorda  il diritto, che è costato la vita a 27 milioni di sovietici, di essere marxisti-leninisti, la figlia di Raul, Mariela, ha manifestato oggi per le strade dell’Havana, con gli omosessuali, benedicendo simbolicamente i matrimoni tra decine di coppie partecipi. Un’isola che evolve e cambia, che lentamente si sta risvegliando da prese di posizione talora così statiche da renderla immune ad ogni cambio globale ed estraniarsi quasi dal tempo. Questo forse è il segreto che affascina molti turisti, nostalgici, che fondono in un mix di emozioni e ed irrazionalità la scelta di vita di sposare Cuba e coniare termini appositi, quali “Cubanite”

 

fonte foto: ansa

 

 

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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