Breaking News L'editoriale — 14 settembre 2011
Psicologia: Il potere politico dei media

IT:Thisiscuba.net propone un articolo dove si analizza il modo in cui i mezzi di comunicazione influenzano la nostra opinione politica, le nostre simpatie per i protagonisti della scena politica nazionale ed internazionale.

ESP:Thisiscuba.net propone un artículo dónde se analiza el modo en que los medios de comunicación influencian nuestra opinion   política, nuestras simpatías para los protagonistas de la escena política nacional e internacional.


Autrice: Dott.ssa Marika Cassan (Psicologa)

Prefazione: ThisIsCuba.net

Di seguito un approfondimento che analizza il modo in cui i media influenzano il nostro credo politico, le nostre simpatie per i protagonisti della scena politica nazionale ed internazionale. In Thisiscuba.net abbiamo spesso parlato di come la stampa possa avere il potere d’orientare il lettore, o il consenso verso una direzione ben precisa, indipendentemente dal fatto che quella direzione rappresentasse una effettiva scelta di valore o meno. Al di là dei contenuti, dei fatti, prevale infatti l’immagine e le reazioni psicologiche indotte sono così forti da prevalere sui fatti. Un politico deve avere ben presente pertanto l’arte della comunicazione e sfruttarla rappresenta uno strumento indispensabile per il raggiungimento del consenso e quindi della realizzazione.



Che il potere politico si serva dei media è cosa nota ma non è altrettanto noto l’effetto che i media possono avere sullo spettatore. Questo può spiegare perché i politici appaiono così spesso in tv e sui media in generale. La nostra analisi razionale, il nostro cervello, e di conseguenza il nostro pensiero, vengono influenzati e soggiogati da alcuni effetti, per lo più inconsci di cui si servono i media e la politica.

Qui di seguito vengono illustrati alcuni effetti con cui i media riescono ad influenzare le nostre idee ed opinioni:

Come il potere dei media condiziona la decisione degli elettori

-Un primo effetto deriva dal semplice fatto di comparire sullo schermo: infatti più un personaggio appare sui media più viene investito di sentimenti positivi per il semplice fatto che se viene messo al centro dell’attenzione questo significa che il politico debba in qualche modo “valere”. Questo effetto è stato dimostrato nel 1968 dallo psicologo Robert Zajonc. Dall’esperimento deriva l’idea che tutti noi tendiamo ad abituarci agli oggetti che vediamo più spesso e dagli oggetti a noi familiari oppure agli oggetti che seppur nuovi , esposizione dopo esposizione, ci diventano familiari.

– un altro effetto è quello dell’influenza sociale: significa la tendenza ad apprezzare qualcosa o qualcuno solamente perché qualcun altro l’ammirano. Quest’effetto non è nuovo, già Aristotele dichiarava che gli uomini tendono a farsi un’opinione solo perché “universalmente accettata” e per il motivo che l’essere in minoranza crea disagio nelle persone.

– il transfert simbolico: questo non è altro che un fenomeno inconscio dove il cervello crea un’associazione tra simbolo e la persona. Questo si verifica quando per esempio un politico si fa fotografare vicino ad uno sportivo famoso, ad un cantante, quando indossa una t-shirt sportiva o quando partecipa a feste popolari e di paese, con una canzone, uno slogan, un colore… Quale strumento migliore della televisione dove le immagini vengono proiettate senza che lo spettatore faccia in tempo a domandarsi il motivo di questa associazione? Ricordiamoci che le immagini sono portatrici di significato anche se non usano le parole.

– l’effetto dell’incertezza e dell’anticipazione del piacere: esistono dei meccanismi cerebrali che in presenza di suspence e di attesa liberano dopamina, l’ormone del piacere. Quante volte pochi giorni prima di un elezione i media trasmettono questa idea di incertezza? vincerà l’uno o l’altro? Da qui possiamo capire come i media giochino su questi aspetti, trasmettendo emozioni interessanti per il nostro cervello, più che concentrarsi sui contenuti reali e corretti di candidato o dell’altro.

– effetto negatività: nel 2005 gli psicologi George Bizer e Richard Petty hanno effettuato degli esperimenti che hanno evidenziato l’effetto che ha la critica e le accuse di un candidato verso un altro. L’esperimento ha dimostrato come persone che in un primo tempo avevano votato per un personaggio x (fittizio) ascoltando lodi sulle sue qualità umane , in un secondo tempo dopo aver ascoltato le critiche di Y su X cambiarono idea e scelsero Y. Mentre chi aveva scelto X sulla base di argomenti anti Y restarono fedeli a X. La spiegazione è che quando ci si forma un’opinione basata  su un approccio negativo questo genera un’attitudine resistente alla persuasione e quindi siamo disposti a mantenere la nostra idea iniziale anche se il “nostro candidato” viene attaccato. Ecco perché nei dibattiti televisivi viene dato ampio spazio  alle critiche e agli attacchi di un candidato su un altro. Peccato che poi basando i dibattiti su questo aspetto ci si dimentichi troppo spesso di illustrare correttamente e ampiamente il  vero programma elettorale.

– oltre a questi effetti è stato anche dimostrato come un elettore scelga un politico in base all’appartenenza alla stessa categoria sociale o demografica oppure persino in base alla somiglianza fisica o alla somiglianza delle date di nascita.

Quindi come fare per non essere “ingannati”? (oltre ovviamente all’evitare di votare il Presidente del Consiglio Berlusconi)

Purtroppo gran parte di questi fenomeni sono inconsci quindi è difficile fronteggiarli con razionalità. Comunque già essere consapevoli e conoscere questi effetti può aiutarci nel processo alla ricerca dell’obbiettività, processo che può cominciare smantellando i nostri riflessi condizionati e conoscendo il ruolo che il nostro inconscio esercita sulle scelte che effettuiamo e le strategie con le quali i media , che oggigiorno hanno raggiunto livelli elevati di sofistificazione, spostano la nostra attenzione da fattori rilevanti a fattori di contorno.

Riferimenti: “psicologia contemporanea” n. 224 e 219

foto: internet

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