Processo Alan Gross: l’accusa chiede 20 anni di carcere

IT: E’ terminato il processo ad Alan Gross, cittadino statunitense agli arresti da 14 mesi, contractor per la USAID. E’ ritenuto dal governo cubano una spia. Alan Gross avrebbe introdotto apparecchiature satellitari per facilitare le comunicazioni ad un gruppo di ebrei residenti a Cuba. Si attende la sentenza. Se giudicato colpevole Alan Gross dovrà scontare sino a 20 anni di carcere.

ESP: Terminò el proceso a Alan Gross, ciudadano estadounidense contractor por el USAID y detenido en Cuba desde 14 meses . Por el gobierno cubano es una espía. Alan Gross habría introducido instrumentaciones del satélite para facilitar las comunicaciones a un grupo de hebreos domiciliados a Cuba. Se espera la sentencia. Si es declarado culpable Alan Gross, tendrá que abonar hasta a 20 años de cárcel.

ENG: It is finished Saturday the trial of Alan Gross, a US citizen, subcontractor of USAID. If found guilty he would face up 20 years in prison. He is accused, by cuban government to have imported illegal satellite equipment to improve Jewish community communications.

E’ terminato nella tarda serata di Sabato, il processo all’americano Alan Gross, arrestato a Cuba con l’accusa che pende a suo carico, grave, d’essere una spia ed aver pertanto cercato di destabilizzare il governo cubano.

Si dice che il caso sia alla base dell’aspro clima che si respira con Washington…nulla di tutto ciò. In questo senso è solo un pretesto come tanti altri l’intera storia. Se non vi fosse a disposizione quella di Alan Gross si fomenterebbe il clima d’odio con qualche altro argomento dell’ultima ora. Inutile dire che la questione del contractor statunitense stia ledendo al riavvicinamento tra Cuba e USA.

Secondo il Governo Cubano, Alan Gross sarebbe al servizio dell’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID). I fondi dell’agenzia destinati a Cuba sono stati utilizzati in passato dalla CIA e le operazioni organizzate erano volte più alla destabilizzazione che ad un aiuto a scopo di sviluppo umanitario internazionale.

Nel processo in corso, le prove sono schiaccianti e se ritenuto colpevole Gross rischia 20 anni di carcere. Gross avrebbe introdotto illegalmente sull’isola del materiale satellitare per permettere ad un gruppo di ebrei di utilizzare delle connessioni internet.

In aula era presente la moglie di Alan Gross, Judy, e tre ufficiali giudiziari statunitensi a cui è stato permesso di assistere al processo in ruolo di osservatori.

Assurdo il comportamento del Governo statunitense che attacca Cuba senza alcun motivo plausibile a sostegno e facendo leva su una doppia morale snervante.

Secondo Robert Gibbs,  portavoce del Governo USA, Cuba dovrebbe rilasciare immediatamente il cittadino americano anziché chiedere 20 anni di reclusione.

Mentre il Governo americano si protrae nel portare avanti una sterile propaganda negando l’innegabile, i legali di Alan Gross hanno lavorato nell’impresa di organizzare al meglio la difesa e raccogliere quante più prove per dimostrare l’assoluta estraneità ai fatti del cittadino. Se così non sarà, Alan Gross sarà ritenuto, a tutti gli effetti, una spia del governo americano e dovrà pertanto scontare la pena detentiva, così come stanno facendo i cinque cubani a cui a differenza di Alan Gross, continuano ad essere trattati in modo ignobile e per i quali non è praticamente mai stata raccolta una sola prova di colpevolezza.

Ma sul fatto che Alan Gross abbia compiuto diversi viaggi al servizio dell’USAID non vi sono più dubbi. La stessa July non ha puntato nelle proprie dichiarazioni sull’estraneità ai fatti del marito. Ha invece preferito supplicare il Governo Cubano di rilasciare, come concessione umanitaria verso una persona, il marito, le cui azioni non sarebbero state determinate da alcun intento violento.

Visibilmente distrutta la donna ha scongiurato il rilascio del marito “definendolo un uomo pieno d’amore e atteso dal figlio e dalla famiglia”.

Mesi fa lo stesso Presidente cubano, Raul Castro, ha etichettato il fermo di Alan Gross come la prova lampante che i tentativi d’aggressione verso la Rivoluzione per mano statunitense non sono mai cessati. Anzi, il “nemico” non ha mai smesso di perseguire l’obiettivo di distruggere la rivoluzione.

Alan Gross con la moglie rischia una pena detentiva di 20 anni foto: CNN

Alan Gross, secondo alcune dichiarazioni di un ufficiale cubano, in un video diffuso in internet, avrebbe permesso collegamenti wifi attraverso l’utililizzo di telefoni satellitari ed altra tecnologia sofistica annessa. Egli sarebbe a tutti gli effetti un mercenario, così come Le Damas en Blanco, accusate recentemente dal giornalista indipendente Carlos Serpa d’inscenare azioni di ribellione contro il Governo Castro, dietro corpose retribuzioni: “none of these people are motivated by their love for Cubathey simply sell their soul to the devil“.

La vicenda è sempre la stessa e il fine pure: tirare per quanto possibile il credo dell’opinione pubblica dalla propria parte, per poi perseguire chissà quali scopi. Di certo questi non si riconducono alla sola nobile cantilena della democrazia, ma agli innumerevoli vantaggi commerciali, che sono attualmente negati agli imprenditori statunitensi, che potrebbero disegnare una nuova Cuba.

Secondo il Segretario di Stato Americano, Hillary Clinton (che impersoni fica sempre più la figura di George Bush nell’Amministrazione Obama) Alan Gross è stato “detenuto per troppo tempo ingiustamente lontano da casa”. Alan “deve essere rilasciato subito perché la sua vicenda è causa di un grandissimo dolore familiare”.

A volte i politici nella loro arte oratoria, così sconnessa a livello di contenuti, così ipocrita, ci lasciano esterefatti, soprattutto alla luce di quei cubani che stanno scontando pene durissime nelle carceri statunitensi o verso quei detenuti “violentati” nella loro dignità nel carcere statunitense, di Guantanamo.

Secondo alcune voci di diplomatici esteri, Cuba al termine del processo riterrà colpevole Alan Gross, ma sulla base di motivi umanitari, lo rilascerà, dando prova di democrazia.

Approfondimento relativo al caso Alan Gross: clicca qui, Il Mistero di Alan Gorss (thisiscuba.net)

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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