Primo Maggio 2013 e la strage di Portella della Ginestra

PRIMO MAGGIO  a  PORTELLA DELLA GINESTRA, SICILIA     1947-2013

A 66 anni di distanza da una tragedia che non si dimentica e non si perdona, la storia si dibatte ancora oggi in confuse ed imprecise spiegazioni assegnate alle stragi provocate per mano del criminale Salvatore Giuliano, assassino feroce, mano del nascente Imperialismo americano, con il chiaro compito di tagliare l’avanzo del comunismo in Italia. 

Ripercorriamo gli eventi.

E’ il Primo maggio 1947, una giornata che doveva essere di festa, di rivendicazioni di sfondo sociale: ridistribuzione della terra; uomini, donne, giovani e vecchi, tanti bambini, con allegria nel cuore che pretendevano soltanto di festeggiare il sacro giorno dei Lavoratori, colpiti da una sparatoria che partiva  dell’alto della montagna.

Lo aveva preannunciato chiaramente Giuliano, con la sua famosa frase riferendosi a quelli che lottavano per il diritto alla terra “Questi hanno alzato troppo la cresta, bisogna farvela abbassare”…

Nella prima visita che realizzai a Portella, ho avuto la possibilità di un incontro con uno dei sopravvissuti, che mi raccontò in ogni dettaglio lo svolgersi di quella fatidica giornata:

Ascoltai il rumore delle pallottole che arrivavano dall’alto, vidi dei corpi sanguinanti in terra senza distinzioni tra adulti e bambini; mio padre che era al mio fianco, e invece di cercare riparo, si alzò con veemenza e sventolò in mano la bandiera con la Falce e il Martello”.   

Papà!…-urlai- nascondila… ti ammazzeranno”!…

Lui mi rispose, malgrado il terrore, “Che mi ammazzino pure, ho rischiato già la vita tenendola nascosta per più di vent’anni”…

Il destino o la fortuna hanno fatto questi due uomini si salvassero e che portassero la testimonianza ed il ricordo della tragedia  noi.

Un ricordo che ancora oggi indigna, fà meditare, un fatto che non sarà mai destinato all’oblio, lo testimonia la Portella di oggi. Si, perché Portella della Ginestra 2013 è ricordata oggi come non mai, Bandiera rossa e Bella Ciao cantate a squarcia gola, la festa di un popolo che si risveglia e si mette in discussione di fronte all’ingiustizia, a quello Stato che si scansa dalle proprie responsabilità e riveste allarmanti di fascismo e mafia.

Per i comunisti “non pentiti” come me, che non abbiamo mai creduto nella malvagità del Comunismo, ma piuttosto degli uomini che lo hanno messo in pratica talvolta come rivestendoli di significati personali aberranti e macchiando la pura essenza della dottrina, il Primo Maggio a Portella della Ginestra ci fa pensare nel risorgere dalle nostre cenere.

Inès Kainer

FONTE FOTO: INTERNET

 Abbonati Gratuitamente

Articoli Recenti

Condividi

Articolo scritto da:

Scrittrice nata in Argentina, ma di origini Italiane, vive da molti anni in Italia e tra le sue fatiche letterarie si annovera “Benita Bottazzi senza Patria” , dove racconta con estrema lucidità un pezzo di storia che ci appartiene; l’emigrazione italiana in Argentina. Collabora con ThisIsCuba.net per editoriali e notizie dal latino america

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *