Breaking News Italia ed Europa — 09 dicembre 2012
Politica italiana: per l’On. Santanché Guantanamo (Cuba) ed il Guatemala sono intercambiabili

Forse l’Italia non ha ancora ben capito la fase di decadenza cui sta andando incontro. Ieri ascoltavo le tesi di alcuni stranieri, residenti nel nostro paese. Alcuni di essi stanno facendo il percorso opposto. E cioè stanno preparando le valigie per far ritorno nel proprio paese. 

Altri continuano ad arrivare dietro proclami e false promesse, ma ora la crisi sembra stia attenuando quel malessere legato alla presenza di stranieri che tanto ha contraddistinto l’Italia. Gli stranieri continuano a lamentare chiusura del popolo italiano, scarsa accoglienza, trattamenti al limite del razzista dichiarato, intolleranza. E preannunciano la caduta libera dell’Italia. “tanto il vostro paese non ha più nulla da dire…da noi invece…”

Vero o non vero che sia, con una situazione politica al limite del paradossale e con una corruzione e sprechi dello Stato al limite dell’incontenibile, si è negativizzato il concetto di sociale accomunandolo di fatto a parassitismo. Gli aiuti in definitiva servono a tutti tranne coloro che realmente ne avrebbero necessità piena. 

In questo momento delicato, laddove i fattori che costituiscono una grave situazione economica sono numerosi ed intrecciati a rendere il nodo di difficile risoluzione, la piaga si estende a tutti e il contesto inizia a farsi sentire anche a livello di integrità dei valori societari stessi.

Sentire che l’Italia è così maltrattata, lasciata quasi andare alla deriva dai tanti malgoverni che hanno rappresentato alla perfezione l’italiano medio, il furbetto di turno, mi ha svegliato sentimenti che non credevo d’avere.

Derisa, quali umiliata dagli stessi cittadini stranieri che hanno deciso anni fà di cercare l’avventura o migliorare la propria situazione nel nostro Paese. Mi si è risvegliato un senso di orgoglio nazionale che pensavo non mi appartenesse. Mi sono reso conto che siamo andati proprio alla deriva, che siamo un popolo individualista, freddo, polemico, arretrato culturalmente. Proprio l’Italia, il cuore di culture millenarie, ribadisce il proprio provincialismo limitandosi ad odiare, a non cogliere le opportunità del diverso e non pare avere il coraggio di chiudere una parentesi orrida e rimettersi in moto .

Non c’è alcun cambio all’orizzonte. Anzi, la crisi pare limitarsi ad una raffinazione delle tecniche dei furbetti, che lottano contro lo Stato per mettere al riparo dai nuovi provvedimenti i propri capitali. E’ una lotta individuale, che indebolisce lo stato sociale e permette l’infiltrazione di tutti i mali che rischiano di farlo cadere.

Alla luce di tutto questo dalle primarie della sinistra esce ancora Bersani, tra il provocatore di turno e l’alternativo che di rivoluzionario a livello propositivo ha ben poco. Poi c’è Grillo che rappresenta il volto che si è appropriato il disagio delle masse, e infine rieccolo Mr. Berlusconi, colui che di fatto ha fallito meramente e la cui credibilità a livello mondiale è sotto lo zero.

Altro personaggio di spicco del centro-destra? L’Onorevole Santanché. Ieri sera ho desistito in quell’impeto di nazionalismo che mi aveva pervaso l’animo dopo l’ennesimo ritratto negativo sul nostro paese. Avevo pensato: possibile che dobbiamo fare le valigie ed andarcene vantandoci d’esserci ambientati in una società migliore, anziché farci il mazzo insieme per crearla qui la società che vogliamo, se realmente tutti vogliamo qualcosa di migliore?

Ma vedere i politici, le trasmissioni del sabato sera, il livello esasperante di burocrazia, parassitismo, ingiustizie e, in definitiva la mentalità, mi ha subito obbligato a ricredermi dei nobili intenti.

Non mi è rimasto che fissare attonito lo schermo dove la Santanché interloquendo con Boncompagni, ha confuso  Guantanamo, il centro di detenzione statunitense in territorio cubano, con il Guatemala.

Forse dobbiamo ringraziare Silvio per aver evitato le primarie.
-”Se dipendesse da me, la manderei a Guantanamo, vestita d’arancione…”
Santanchè: ”Mi manderebbe con Ingroia, sa che invece io vedrei benissimo lei con Ingroia, io non mi vedo benissimo là con Ingroia”.
-”Guantanamo, non Guatemala“.
Santanché:”No, ma come Paese volevo dire, mi sembra più giusto per Ingroia”. (ndr: ????)

Un lapsus, una gaffe? No preferirei prenderlo d’esempio come raffigurazione della preparazione dei nostri politici. Come pretendiamo poi che l’Italia possa rialzare la testa, se non sradichiamo questa pochezza d’insieme?

 

fonte foto: internet

 

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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