Breaking News L'editoriale — 03 aprile 2012
Passato e futuro di Cuba: un percorso unico nella storia dell’umanità

La Cuba come si conosceva fino a pochi anni fa sta piano piano cambiando, o per meglio dire, attualizzandosi per il bene del paese, sotto l’influsso delle riforme introdotte recentemente dal governo di  Raul Castro.   

Chi grida ancora ciecamente  “abajo el comunismo” o chi manifesta quell’odio viscerale  e si scaglia contro l’attuale  politica  cubana, con l’accidia  che si potrebbe rivolgere a quelle forme  totalitarie che hanno fatto della repressione sanguinaria  e della violenza in genere, l’unica forma possibile per dominare il popolo, fa “sorridere” e al contempo si dimostrano  portatori sani di un comportamento anacronistico intriso di luoghi comuni e in taluni casi ben stipendiato.

Non mi si venga a dire che si può collocare l’isola cubana nello stesso segmento dove risiedono  le dittature sanguinarie ed integraliste, che hanno riempito le colonne dei giornali  negl’ultimi anni.  Aldilà dei singoli racconti drammatici che un cittadino cubano può esporre, sicuramente dolorosi, degni di comprensione e di  sincera solidarietà, la Cuba vista da un prospetto generale è ben altro da come spesso i media la dipingono,  e chi la conosce bene può solamente essere d’accordo con tale concetto.

Cuba non è uno stato “allineato”, con le caratteristiche generali alle quali noi europei siamo abituati a vivere e convivere, non ha probabilmente un passato scevro da errori, non è quell’angolo di paradiso come molti credono,  ma oggigiorno ha acquisito dei meriti che pochi stati hanno saputo  ottenere.

Non mi riferisco alla recentissima notizia appena battuta dagli organi di stampa internazionali, della nuova festività introdotta nell’isola, il  venerdì santo,  che si festeggerà  il prossimo 6 di Aprile, come omaggio alla recente visita di Benedetto XVI. Questo fatto, con tutto il rispetto, per quanto riguarda il futuro dell’isola probabilmente inciderà ben poco .

Già di per se comunque questa  notizia potrebbe far “sobbalzare dalla sedia” gli atei convinti che popolano ancora l’isola ribelle, e che guardano con distacco la religione in generale e nella fattispecie la  chiesa cattolica/romana, ma  probabilmente l’omaggio fatto  a Papa Benedetto XVI è  anch’esso nella giusta misura,  figlio dei tempi che cambiano,  dimostrando  la volontà del governo cubano  di posizionarsi in una dimensione forse “meno ribelle”, ma sicuramente meno chiusa che in passato.

Le aperture volute dal governo cubano,  decise durante il VI Congreso del Partito Comunista svoltosi l’aprile scorso,  oramai sono cosa nota. Aperture e cambiamenti  necessari per la continuità di un sistema rallentato da molteplici cause,  che si svilupperanno ad una velocità direttamente proporzionale, alla capacità del’intero popolo cubano di assimilare tali cambiamenti.

Lavorare ad esempio per conto proprio a Cuba oramai non è più tabù o cosa impossibile da farsi. Dopo l’attualizzazione del sistema economico avvenuto nell’isola, i lavoratori privati secondo quando  riferito dal Viceministro del MTSS (Ministero del Lavoro e Sicurezza), José Barreiro, sono arrivati in quest’ultimo Febbraio ad essere come una media  cittadina italiana: 371.200. Entro fine anno si prevede che tale cifra aumenterà, arrivando ad essere le persone che si staccheranno dal grosso ed oramai vuoto seno statale, oltre 600.000.

Cifre che delineano un percorso in netta contrapposizione con il recente passato,  anche se,  come  spesso ribadito dallo stesso presidente Raul Castro,  non muterà la “radice socialista” propria dell’isola. Radice che ha garantito nonostante tutto un percorso   in termini sociali, educativi,  sanitari,  degno di nota, nonostante vi sia stato chi abbia cercato inutilmente di rinsecchire con svariati stratagemmi,  la crescita del paese.

Ma purtroppo non sono solamente le cose positive ed i bei traguardi a coronare la storia di Cuba. L’immenso apparato burocratico che scoraggerebbe i più temerari, la forte esuberanza in termini di assunzioni negli apparati statali, spesso occupati da lavoratori “fantasma”, hanno rallentato e ahimè danneggiato l’economia dell’isola, messa a dura prova oltretutto da un embargo asfissiante e duro da estirpare, nonostante le promesse fatte  in campagna elettorale dal presidente U.S.A. Obama.

Ed è forse  stata una delle cause,  quella dell’esuberanza dei lavoratori statali e gli enormi costi relazionati,  uno dei detonatori  che ha innescato tutto ciò e che ha portato il sistema cubano ad intraprendere un percorso dove oramai non si può più tornare indietro.

Ciò che si evince di certo a mio avviso, è la volontà di Cuba di  proseguire un cammino sicuramente impervio e controverso,  unico nella storia dell’umanità e  dove l’odio,  l’amore, il bene,  il male, i sogni, la cruda realtà, la povertà, la cultura,la resistenza   si intrecciano tra loro creando delle fortissime correnti ascensionali, che riescono sempre a sgomberare il   cielo  da quelle  nubi nere che sovente offuscano l’orizzonte di un popolo,  stanco, sofferente,  ma ancora ben presente e reattivo.

 

 

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Articolo scritto da:

È da “sempre” in contatto con l’isola cubana che ama quanto il suo paese. Sposato da più di due lustri con una cittadina cubana , affonda per passione, parte del suo quotidiano nella ricerca e nello spassionato approfondimento della realtà dell’isola caraibica. Francesco, ama particolarmente di Cuba l’aspetto poetico, romantico, che perdura nel tempo nonostante tutto, e che sa cogliere ogni qual volta si reca nell’isola. Cosciente, ed informato della realtà cubana, vuole attraverso questo sito, apportare il suo contributo informativo , contrapponendo la sua visione “romantica” ,con la difficile realtà del quotidiano cubano.

(1) Reader Comment

  1. Il senso della vita.

    Pochi fortunati esseri umani possono dare un senso alla vita. La stragrande maggioranza, invece, non ha la possibilità o la voglia di pensarci perché colpita da innumerevoli sofferenze, causate dalla natura o dagli uomini stessi. Molto frequentemente la sofferenza colpisce anche quei pochi che un senso alla vita l’ avevano già dato.

    La SOFFERENZA imperversa su tutto!

    Spontanea questa considerazione:

    La divina commedia.
    Immaginare, ipotizzare, pensare, credere, che possa esistere un essere tanto malefico, malvagio, tragico, che, oltre a tutte le altre malefatte ( infinite sofferenze per gli esseri viventi, umani ed animali ) abbia creato anche la tortura eterna, è una idiozia colossale.
    Dante che l’ ha scritta e Benigni che la decanta, sono due inconsapevoli terroristi idioti. ( iddioti e credini, detto alla maniera di Odifreddi )
    Purtroppo anche alcune persone geniali, essendo inculcati di religione sin dall’infanzia, non si rendono conto delle stupidaggini che gli hanno propinato.
    La scuola deve essere assolutamente liberata da insegnamenti religiosi. Ai nostri figli si deve insegnare l’ uso della ragione, e tanto, tantissimo allenamento al tale uso. Oltre, ovviamente, all’ apprendimento della storia delle religioni e dell’ ateismo. Amen.

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