Paraguay… Un paese tra i più “Desaparecidos” del Continente latinoamericano

Paraguay…

Un paese tra i più “Desaparecidos” del Continente, dal quale si scrive poco e si conosce meno.

nota ThisIsCuba.net: proprio mentre stavamo pubblicando il bel pezzo sul Paraguay, è stato destituito il Presidente sul quale venivano riposte tante speranze per un nuovo percorso del Paese, Fernando Lugo, e al suo posto il vice Federico Franco. Il Paraguay ora rischia nuovi scontri e l’alba di un nuovo, ennesimo periodo destabilizzante

di Inès Cainer  per ThisIsCuba.net

Paraguay. Uno dei paesi più piccoli, poveri  e meno popolato dell’America del Sud, limitrofo all’ Argentina, Bolivia e Brasile, con meno di sei milioni di abitanti, tra i quali si contano appena centomila indigeni autoctoni.

Il Paraguay, bagnato da estesi corsi d’acqua è terra florida e ricca, sostentamento per  cittadini poveri. Possiede l’opera idroelettrica più importante del Pianeta, “Itaipù”, condivisa col Brasile, progettata e realizzata sul Paranà, fiume che supera i 2.500 km. ,attraversa si estende sul territorio Argentino per poi sboccare nell’Atlantico.

Il fiume Paranà, visto dal satellite.

 

Tanta energia e abbondanza d’acqua, benefici preziosi  dei quali si può avvalere  purtroppo solo una piccola parte della popolazione indigena.

Anno 1865. Il Paraguay è vittima di una guerra disastrosa , programmata dall’impero Britannico, che da un lato fornisce armi e dall’altro istiga l’Argentina , Brasile e Uruguay all’ aggressione, procurandogli anche le arme.

Chiamata la guerra della “Triple Alianza”, lasciò  il Paraguay  in estrema miseria con la perdita del 70 % della popolazione, in maggior numero segnata dagli uomini morti durante i  combattimenti. Il Paraguay, dopo il conflitto più sanguinario della storia dell’america latina, fu costretto anche a pagare “i danni procurati” ai paesi vincitori.

Il Paraguay rimase vittima di quella devastante guerra anche negli anni a venire e di fatto non riuscì più a recuperare il  proprio “status” di buona economia e dignità della sua popolazione.

Come il resto dei Paesi sudamericani, la sua storia è lacerata da domini militaristi e “Golpes”, tra i quali il più noto fu quello capeggiato da Alfredo Stroessner, che governò il Paese dal 1954 fino al 1989.

Una Dittatura sanguinaria, totalmente alle dipendenze degli Stati Uniti d’America, al punto di offrire ospitalità e appoggio ai personaggi (tra i quali Henry Kisingher premio Nobel per la Pace) che eseguirono il famigerato  “Plan Còndor” nella città di Asunciòn.

L’immagine odierna del Paraguay  è di una nazione che lotta per risorgere dalle proprie ceneri, è governato da Fernando Lugo un ex vescovo, che ha vinto l’elezione nel 2008 malgrado tutte le contestazioni e controversie messe in atto da parte della Chiesa. Soprattutto il movimento arci conosciuto come “Comunione e Liberazione” che si aveva proprio accanito contro la persona dell’ex prelato.

Il Presidente Lugo, non si è lasciato condizionare ed ha scelto amicizie che apportano aiuto economico al paese, anche se sono considerate agli occhi delle democrazie di stampo occidentale,  “poco raccomandabili” come quella che lo unisce strettamente al  Presidente Venezuelano Hugo Chavez.

La novità politica oggi in Paraguay, che appuntala all’ex vescovo Presidente , è PMAS. “Partido del Movimiento al Socialismo”, emulo del “MAS” già presente nella Bolivia di Evo Morales.

Il PMAS non è un movimento, col tempo ha assunto tutte le sembianze di un partito politico di rilevante consenso popolare, dichiaratamente anti-capitalista e fondato su principi che ispirano alla costruzione di uno stato Socialista, nella ricerca costante della creazione de “l’uomo nuovo”.

Si legge nei loro manifesti politici:

Puntiamo su uomini e donne nuovi sulla base della ricerca di pratiche più collettive, più solidali, più umane, che saranno possibili soltanto in una nuova società

Cambiando la società partendo dalle radici, che significa mettere l’essere umano sull’ asse principale”.

Noi, del PMAS dichiarammo apertamente d’ispirarci al processo di trasformazione  Rivoluzionaria  ottenuto dal popolo cubano”  

Il Movimento si è identificato nelle parole di Ernesto “Che” Guevara:

Abbiamo collocato l’uomo al centro, nel quale si parla dell’individuo, della persona e dell’importanza che questa ha, come fattore essenziale per la Rivoluzione”.

Duro lavoro per il Presidente Lugo, dover confrontarsi con parabole lontane dalle prediche della Chiesa;  più difficile ancora per gli organizzatori del PMAS, che hanno osato sfidare quel che sino a poco tempo fa è stato il pensiero politico dominante in questa parte del Continente Latinoamericano.

Un percorso difficile e pericoloso, ma ci auguriamo che il sofferto popolo paraguayano possa utilizzare come stampelle a sostegno del processo di miglioramento, gli aiuti dagli altri Paesi latinoamericani ormai liberi del “mostro”, come lo aveva definito Josè Marti.

Il Socialismo in Paraguay sta facendo i suoi primi passi, molti medici e altri operatori volontari cubani lavorano nel territorio nei posti più disagiati delle comunità indigeni, e, il Presidente Lugo ha rinunciato al proprio stipendio come tale, accontentandosi di percepire la stessa paga che in Italia percepisce un cameriere…

Penso che i paraguayani possano attendere fiduciosi l’alba che verrà.

Inès Cainer  per ThisIsCuba.net

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Articolo scritto da:

Scrittrice nata in Argentina, ma di origini Italiane, vive da molti anni in Italia e tra le sue fatiche letterarie si annovera “Benita Bottazzi senza Patria” , dove racconta con estrema lucidità un pezzo di storia che ci appartiene; l’emigrazione italiana in Argentina. Collabora con ThisIsCuba.net per editoriali e notizie dal latino america

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