Pace fatta tra USA e Cuba? Un delitto alla coscienza storica

L’apertura di Obama a Cuba o l’apertura di Cuba ad Obama? E l’apertura ad Obama coincide con l’apertura agli USA e viceversa? Il processo di pace, o meglio, di normalizzazione dei rapporti diplomatici, politici ed economici, in atto subirà un brusco stop con l’avvento dei prossimi candidati alla Casa Bianca?

Non si riesce a determinare la realtà dei fatti dietro a questa normalizzazione dei rapporti. Raul Castro non possiede l’arte oratoria di Fidel Castro, non possiede la logica del fratello e sfigura spesso dinnanzi alle telecamere appena il discorso si discosta dal copione. Continua a ripetere le frase d’indottrinamento imparate dai lunghi sermoni del fratello, di cui lo stesso avrà capito poco o niente.

Mi chiedo se davvero il Signor Raul Castro, che ribadisce l’intenzione di non voler governare il Paese dopo il 2018 e di cedere il passo al cambio generazionale, creda che Cuba e la Rivoluzione non si svenderanno mai agli USA e se davvero pensa che questo processo di riappacificazione non sia soggetta a dazio alcuno.

FILE - In this Feb. 10, 2012 file photo released by the state media website Cubadebate, Cuba's leader Fidel Castro speaks during a meeting with  intellectuals and writers at the International Book Fair in Havana, Cuba. The rumor mill surrounding Castro's health continued to churn Friday, Oct. 19, 2012, despite a letter from the aging Cuban revolutionary published by state-media and denials by relatives that he is on death's door. The latest spark to set the Internet aflame are claims by a Venezuelan doctor that Castro, 86, had suffered a massive stroke, was in a vegetative state, and had only weeks to live.  (AP Photo/Cubadebate, Roberto Chile, File)

 

A rompere l’incantesimo ancora una volta Fidel Castro. Su internet è virale una frase mai pronunciata da Castro riconduce la fine del blocco economico statunitense all’elezione del primo Presidente Nero (Obama) e al primo Papa latinoamericano. Fidel Castro invece, che è riapparso pubblicamente anche ieri in un buon stato di forma, ha ribadito che Cuba non ha alcun bisogno di regali statunitensi, e che Obama sarebbe meglio eviti di segnare la direzione ad una Rivoluzione che segue imperterrita da numerosi decenni. Le parole di Obama, conclude Castro, non potranno nè restituire e tantomeno far dimenticare le centinaia di vittime cubane, morti nel corso dei tanti attentati che la CIA ha appoggiato al fine di far cadere il governo cubano.

Pertanto le parole del Presidente Obama, con le parole “dimenticare il passato e guardare il futuro” non possono rappresentare un punto di partenza. La coscienza storica ed un percorso tracciato non possono cancellarsi in una stretta di mano. Per questo non ho mai compreso questo processo che pare zittire la complicata realtà e zittirla, a telecamere accese, perché questo è il futuro. Semplicemente non ci credo. E soprattutto non credo ad una mano di pace tesa dal governo statunitense, senza aver chiesto garanzie in cambio.

Forse il percorso di pace tentato si interromperà con l’arrivo dei prossimi Presidenti, forse Cuba si avvicinerà alle fondamenta dell’economia Usa, voltando pagina lentamente in modo indolore. Forse i ricordi ed il dolore dei torti subiti si attenueranno nel corso del tempo e con esse gli anni metteranno la parola fine al grido d’ingiustizia delle tante coscienze ferite ed abusate.

Mai però crederemo ad una stretta di mano e alle semplici parole di Raul Castro che peccano di onestà intellettuale. Ed allora a far quadrare i conti, è stato come sempre l’artefice e protagonista della stessa Rivoluzione Cubana a definire il quadro della situazione, quello che Raul cerca di sbiadire in modo confuso ed insensato. 

Forse non è ancora il momento di ricondurre il termine oblio al concetto di Rivoluzione cubana. E sono tanti a crederlo, anche tra quei nemici che si sono ricreduti una volta aver letto la propaganda anticastrista dell’impero negli stessi occhi dei mercenari di Miami, coloro i quali hanno fatto della questione un business ben remunerato.

 

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Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

(1) Reader Comment

  1. La penso esattamente come te, Raul si sta svendendo agli Usa e mente chiaramente quando parla di socialismo prospero e sostenibile.

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