Nicolàs Maduro, Venezuela  “No soy Chavez, pero soy su hijo”

Nicolàs Maduro, nato nel 1962 in una famiglia umile, un uomo del popolo, operaio, autista della metropolitana di Caracas, inizia la sua vita pubblica nella politica come sindacalista.

 Conosce Hugo Chavez al momento del fallito “Golpe” del 1992. Da quel momento rimane sempre a fianco dell’indiscusso Leader  della Rivoluzione Bolivariana, iniziando  come Deputato e occupando in seguito la carica di Ministro degli Esteri del Venezuela dal 2006 al 2012.

Maduro è vincitore delle elezioni presidenziali dello scorso 14  aprile con una “differenza” di 235.000 voti, con un consenso inferiore rispetto alle previsioni; un’occasione irrinunciabile di destabilizzare per chi ha fame di “Golpe” e urla all’ irregolarità del voto,  ignorando la rispettabilità e la credibilità  degli osservatori internazionali.

Da meditare che, gli Stati Uniti sono l’unico Stato di tutta l’America che non ha riconosciuto la vittoria del Presidente Maduro e si prepara,  a intercedere nella politica interna del Venezuela come ha fatto in passato avvalendosi del famigerato “Plan Còndor”…

Purtroppo  le Forze Armate del Venezuela hanno già arrestato militari di mezzo rango per cospirazione, e all’ indomani della morte di Chavez sono stati espulsi dal paese due diplomatici americani che pare avessero contatti segreti con membri dell’esercito.

Già nella fase pre-elettorale è stato scoperto e neutralizzato un gruppo para -militare di destra che proveniva dalla Colombia, con la finalità di destabilizzare il momento elettorale;  scoperto un altro gruppo entrato  dal Salvador con un identico scopo. Per questo sono stati catturati ed è poi stato comprovato che furono assoldati dalla CIA.

Sarà un arduo lavoro quello che dovrà affrontare il Presidente Maduro, nemici esterni che si sommano quelli interni, rappresentati in particolar modo da una astiosa media e grande borghesia che ha cercato nel proprio consenso all’oppositore Capriles un voto di cambio e  dalla corruzione che ha radice profonde e consolidate. Sono tutti elementi con i quali il nuovo Presidente dovrà portare avanti il programma di Chavez.

L’Imperialismo,  fedele figlio del Capitalismo disumano è forte, ha i soldi e i mezzi per corrompere, ammazzare idee, e la sua visione de giustizia e uguaglianza è “di permettere al povero come al ricco di dormire liberamente sotto lo stesso ponte in mancanza di una casa”…(Anatole France ). 

Per fortuna e per saggezza, Venezuela non è sola a combattere l’eterno nemico del Continente Sud.

Il Presidente peruviano Ollanta Humala, ha chiesto a UNASUR, (Union Naciones Sudamericanas), di conferire al Perù la presidenza “pro-tempore” per una “agenda abierta”, (assemblea permanente) per seguire gli sviluppi del dopo elezioni in Venezuela.

Humala riferisce che, “ci sembra importante per  analizzare come già abbiamo fatto in passato, avere una “agenda abierta” per discutere in modo condiviso quello che potrebbe accadere in Venezuela”

C’è anche un importante movimento internazionale, di incredibile adesione politica, chiamato “Manos afuera de Venzuela”.

Chavez è morto e sicuramente tanti dei suoi sogni in favore del suo popolo non sono stati esauriti,  la tappa successiva spetta a Maduro, che porterà avanti con l’appoggio leale della maggioranza del Continente e  il resto del mondo civile cosciente che in Venezuela è presente una Democrazia.

Una Democrazia che ha vinto le elezioni.

Inès Kainer.

 

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Articolo scritto da:

Scrittrice nata in Argentina, ma di origini Italiane, vive da molti anni in Italia e tra le sue fatiche letterarie si annovera “Benita Bottazzi senza Patria” , dove racconta con estrema lucidità un pezzo di storia che ci appartiene; l’emigrazione italiana in Argentina. Collabora con ThisIsCuba.net per editoriali e notizie dal latino america

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