Nessun colpevole dietro il disastro ambientale in Brasile?

La strage ambientale avvenuta in Brasile più di un mese fà continua a scorrere via, come i detriti riversatisi nelle acque dell’Oceano, senza incontrare colpe e colpevoli.

Una strage che ha colpevoli determinati e certi. Eppure ci si è dimenticato di tutto ciò che è stato trascinato via dalle acque ingrossate del Rio Doce. Il fiume  ha caricato il proprio corso ingrossandosi di un metro e mezzo e scaricando alla fine della propria corsa prodotti di scarto dall’estrazione delle miniere di ferro. Metalli pesanti e elementi chimici tossici si sono riversati nell’Oceano Atlantico. 

I villaggi di pescatori sono stati travolti. Case, automobili, gli stessi abitanti. 15 morti, una decina di dispersi. 

E il quadro colpisce a ciò che sta definitivamente sparendo da questo splendido habitat naturale. Fauna e flora devastati.

La dinamica dell’incidente non è chiara ha riferito l’azienda responsabile. Immaginabile. Il Governo brasiliano si è riempito la bocca (come quasi tutti i governi del mondo) di punizioni esemplari ma non ha fatto praticamente nulla. Abbastanza prevedibile. Capire gli step che hanno portato al dramma ecologico? 

L’impresa totalmente responsabile del dramma è la Samarco Mineracao SA, che si occupa d’estrazione mineraria e che è una controllata delle BHP Billiton e Vale, rispettivamente anglo-australiana e brasiliana. Fondata nel 1977, conta circa 2000 dipendenti e ciò che colpisce è come fosse totalmente mancante un piano d’emergenza volto a far fronte a situazioni critiche come quella che è avvenuta. Il cedimento di una delle due dighe, quella Fundão, che in seguito alla spinta propulsiva ha bypassato la seconda, sarebbe avvenuta per dei piccoli sismi di magnitudo 2.5 della scala Ritcher.

Secondo le norme di sicurezza, la diga dovrebbe essere costruita in modo da resistere a sollecitazioni provocate da sismi di almeno il doppio dell’intensità della stessa scala.

IL disastro ambientale è avvenuto nella splendida cornice dello stato di Belo Horizonte. Il mare di detriti ha colpito il comune di Mariana e il paesino di Bento Rodrigues è stato raso al suolo. I rifiuti, di cui la composizione non è ufficialmente stata resa note sono giunti al Doce River, il bacino idrografico che porta acqua potabile a 230 comuni. 

Ciò ha reso l’acqua non potabile e ad oggi centinaia di migliaia di persone si trovano in uno stato d’emergenza legata alla difficoltà di accedere all’acqua potabile. Lo scorso 8 Dicembre 2015, a Ginevra, il rappresentante dei Diritti Umani,  Léo Heller, ha criticato il governo brasiliano e lo ha accusato di non adempiere sufficientemente a tutti quegli sforzi finalizzati a garantire la sufficiente fornitura di acqua potabile. 

Per quantificare il danno basti pensare che il riversamento è pari al contenuto di 22 mila piscine olimpioniche, cioè circa 62 milioni di metri cubi. Se è vero che la maggior parte di questi sono fanghi è altrettanto vero che dispersi in questa fanghiglia vi sono componenti nocivi identificati, quali cromo, cobalto ed altri che si suppone vengano taciuti dall’azienda. Un disastro che si ripercuoterà sullo stato di salute dell’ecosistema per i prossimi cento anni.

Ma ci troviamo dinnanzi ad una strage, un omicidio ambientale, taciuto dal governo o rispolverato dopo alcune settimane, su pressioni delle organizzazioni ambientaliste giunte sul posto che hanno poi sensibilizzato esperti e studiosi e commissioni. L’esperto professor Klemens Laschesfki, del dipartimento di geoscienze  dell’Università di Minas Gerais ha definito semplicistiche ed inaccettabili le dichiarazioni dei portavoci dell’azienza, secondo i quali  il fango non è un rischio per la salute e che non ci sarebbero elementi tossici, cosa smentita da subito dalle conseguenze evidenti sugli animali e sulla flora.

Come spesso accade è la movimentazione popolare che smuove il mondo politico. E così il Governo brasiliano farà causa all’azienda col fine di disporre di un fondo di 5 miliardi di dollari. Secondo per finanziare il programma di recupero ambientale dell’area nonchè il risarcimento delle vittime del disastro. Il fondo permetterà di disporre opere di bonifiche ambientali, recupero e ricostruzione e indennizzo ai familiari colpiti dal lutto.

Il ministro dell’Ambiente brasiliano, Izabella Teixeira, che ha di recente approvato con Venezuela e India la bozza di accordo sul clima, ha commentato la vicenda di Mariana, ribadendo che il governo si farà carico di ogni azione volta a riportare la zona alla totale normalità. A noi non resta che restare addolorati vedendo come speculazione, mancato rispetto delle norme perpetrino terribili ingiustizie ai danni della popolazione e della nostra amata Terra. E mentre la Ministra veleggiava in splendide frasi fatte, ha appoggiato l’approvazione di concessione di licenze finalizzato alla creazioni di grandi infrastrutture senza badare alle ripercussioni che avranno sull’ambiente, ma limitandosi a valutare i vantaggi economici delle stesse.

 

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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