Breaking News — 09 settembre 2010

Sono sei gli agenti morti vicino al municipio de Samaniego, nella regione montuosa del Marino, alla frontiera con l’ECUADOR. L’attacco, eseguito con missili di produzione artigianale, si aggiunge all’apice della violenza che sta segnando la Colombia, come altri Stati del Centro America quali Messico e Honduras. Solo negli ultimi 7 giorni sono 45 le vittime accertate, tra polizia e guerriglieri,  nel corso degli scontri che si fanno sempre più aspri.

Anche in questo caso, come per altri articoli che pubblichiamo, si parla d’una esclation di violenza. L’area entro la quale si manifestano le nefandezze, si sta allargando tanto più il mercato della criminalità vede crescere la liquidità su cui investere. Le conseguenti  tensioni politiche, portano a gruppi e forme di protesta che assumono le sembianze incivile del terrorismo e delle forme armate.

Il motivo di questa intensificazione degli attacchi è dovuto ad una coercizzazione dei gruppi terroristici delle FARC e dell’ELN, al fine di ribadire la loro forza e destabilizzare il governo.

IL Ministro della difesa Colombiano, Rodrigo Rivera, ha fatto sapere che il Presidente Juan Manuel Santos, in carica da meno di un mese e successore del tanto discusso Uribe, dialogherà con le FARC e l’ELN sono se libereranno gli ostaggi e annunceranno pubblicamente l’intenzione di terminare le ostilità e di deporre le armi.

Tali gruppi terroristici in taluni casi, come nei giorni odierni, mostrano un potere organizzativo in grado di mettere a dura prova l’esercito militare colombiano e di poter tendere un colpo di Stato.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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