Mollo tutto e scappo: dalla moda dell’espatrio all’italiana alla voglia di lottare e ricominciare

Le differenze tra la moda dell’espatrio facile all’italiana (mollo tutto e scappo con i soldi che mamma Italia mi ha dato), l’arte imprenditrice italiana, la forza lavoro, il desiderio di rinascere e la forza di ricominciare. Affrontiamo le mille psicologie dietro una scelta tanto ardua quanto emozionante.

L’Italiano è talmente abituato ai servizi che il welfare offre gratuitamente ai propri cittadini (e non solo) da non farci caso. Anzi, continua a criticare deliberatamente, a denigrare una Nazione dalla storia e cultura millenaria e svendere la propria arte, creatività e dedizione al lavoro, decidendo di approdare in lidi nuovi geografici, che vengono, in nome della speranza del ricominciare, beatificati e santificati. Perdendo così di vista logica ed oggettività.

In un mondo globalizzato,le distanze si riducono e le società volgono ad essere multietniche, vivendo spesso di criticità e paradossi. 

Il latino america è il concetto e l’area geografica entro cui il sito desidera fare informazione, raccontare ed illustrare.

Vedere ed osservare sono fenomeni dinamici che vengono poi sintetizzati e messi per iscritto. Gli articoli saranno pertanto un inevitabile mix di oggettività tentata o sperata, elementi colti (soggettività), ed esperienza maturata. Tutto ciò viene catalogato sotto il nome di conoscenza. Ed è tanto vero quanto lampante, che è nel momento in cui ti interfacci ad un mondo che ignoravi, che ti accorgi che la parte che emerge a te nuova è solo la punta di un iceberg. Da qui il detto di Socrate “sò di non sapere“.

Per esperienza personale posso parlare di alcuni paesi del latino america, in cui letture, amori, esperienza ed occhi disincantati, si tramutano da luoghi a cui erano associate sterili immagini paradisiache, quanto prospettive irresponsabili e di pura banalità individuale a realtà articolate e complesse, che ancora devono affrontare molte delle sfide che già abbiamo conosciuto e vissuto. Quante persone in modo superficiale dicono, esasperate dagli obblighi che una società complessa come la nostra richiede, di voler mollare tutto e andare su un’isoletta dei caraibi?  Ma è un istinto che tiene conto solo di aspetti personali e sottrarsi a degli obblighi comporta in un certo senso un menefreghismo fine a sé stesso, sterile per l’appunto. Il concetto vale ovviamente nell’ambito di coloro che si trovano nell’età produttiva, di chi detto chiaramente, la propria fare la deve ancora fare e portare avanti, non certo per chi la propria parte l’ha fatto o per coloro che esportano idee e lavoro.

Ed eccoci pertanto nonostante questo nell’epoca dei paradossi che rispolvera solo vecchi sentimenti. Gente del così definito “terzo mondo” che chiede un ritorno alla semplicità e al richiamo della propria terra, deluso dall’esperienza italiana (e non solo) così asfissiante. E’ il prezzo da pagare del progresso, dell’andare avanti, di cercare cose nuove. D’accordo o meno, sbagliato o meno, non si può andare contro al divenire del tempo, alla direzione che la società ha deciso di intraprendere. E’ la società stessa ad auto-correggersi e il singolo non può che accettare la direzione o sottrarsi alle proprie responsabilità.  E’ il paradosso di chi chiede il ritorno al passato, di chi torna ad amare e valutare in due pesi due misure aspetti non più presenti nella nostra quotidianità.

Questa gente non riconosce con i dovuti termini le differenze societarie. Il latino america non è meglio dell’Italia. E’ semplicemente differente. Cose che non tolleriamo qui diventano accettate in altre latitudini e longitudini, oggetto di foto originali, di folklore ed ironia. la spazzatura in strada ed i disservizi sono catalogati come costumbre, qui come disservizio ed irresponsabilità.

 

strada Havana

 

Quando qualcuno se ne và dall’Italia con destinazione caraibica, sia essa la Repubblica Dominicana, o Cuba, Giamaica, Puerto Rico o per paesi dell’america latina quali Messico, Colombia, Venezuela o Costa Rica, e ha l’opzione di iniziare nuovamente, con la mera illusione che tutto sarà più semplice ed emozionante. Ma l’indolore e l’anestesia portano alla luce i limiti di chi solo lo ha pensato. 

Quando si viaggia si apprezza il diverso, i sensi si risvegliano e la mente diventa un turbinio di emozioni. L’impossibile si avvicina ed appare come in un miraggio fronte a sé, le speranze e le opportunità rinascono e la quotidianità che puzza d’asfissia viene spazzata via dal nuovo. Ma questo punto d’inizio il viaggiatore lo conosce bene, ed è inganno palese a ciò che di logico ed inevitabile è intrinseco nella definizione di vacanza. 

Il bello del viaggiare e scoprire è governare gli eventi ed i sentimenti e di disporre di strumenti utili per capire ciò che inevitabilmente la società ci ha messo di fronte, per l’appunto la multi-etnicità e la globalizzazione. 

Integrarsi a volte necessita di tutto questo bagaglio d’esperienza e buon senso. E a qualcuno questa dote innata non appartiene. Pertanto è quasi un bene che, con quel tocco d’ipocrisia in quel sorriso modaiolo appena accennato, ,valigia alla mano e con i soldi che il proprio “non amato” Paese gli ha concesso, parta alla ricerca della propria felicità, sperando presto o tardi quantifichi il Paese con quanto realmente quel paese gli ha concesso e quanto invece gli ha sottratto. E conti alla mano vedremo il resoconto. Giriamo la clessidra ed attendiamo. E intanto il nostro Paese complicato ha fatto la propria selezione e, ancora una volta, il meglio per chi rimane.

 

 

 

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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