L'editoriale — 20 luglio 2010
MESSICO: UN ELENCO ORRIDO. UN PAESE NEL TERRORE

HIGHLIGHTS:

ENG: A crime wave are hitting Mexico. Violence linked to drug cartels has left 7,000 people dead so far this year in Mexico, compared with 9,000 killed in all of 2009.

ITA: Terribile ondata di violenza in Messico, che apparentemente è determinata dal solo business del narcotraffico, ma che in realtà trova motivazioni più profonde. Il narcotraffico infatti diventa una opportunità allettante agli occhi di un sempre maggior numero di persone, in quanto in Messico si registra anche uno dei più alti livelli di disparità sociale, con indici economici buoni ma che non coinvolgono la qausi totalità della popolazione. Popolazione che nella povertà cerca nell’illecito una fonte di sopravvivenza. Questo è quanto avviene laddove il progresso diverge dal concetto di sviluppo. Calderòn e gli USA combattono il fenomeno incentrandosi sull’aumento delle forze militari armate, ma questa soluzione è un tappo che non impedirà, da solo, l’apertura di nuove e più pericolose falle. Il Messico deve ristrutturare completamente un tessuto sociale quasi inesistente.

ESP: Terrible momento de violencia en México, determinado aparentemente por el solo business del narcotráfico, pero que en realidad encuentra motivaciones más profundas. El narcotráfico en efecto siempre se convierte en una oportunidad cautivante a los ojos de un creciente  número de personas, en cuánto en México también se registra  uno de los más altos niveles de disparidad social, con índices económicos bueno pero que no implican la  cuasi totalidad de la población. Población que en la pobreza busca en el ilícito un modo de supervivencia. Éste es cuanto ocurre donde el progreso se desvía da el concepto de desarrollo. Calderòn y los EE.UU. combaten el fenómeno basándose sobre el aumento de las fuerzas militares armadas, pero esta solución es un tapón que no impedirá, solo, la abertura de nuevas y más peligrosas brechas. México tiene que reestructurar completamente un tejido social casi inexistente.

fonte foto internet.

Cari lettori. Anche io mi appresto a scrivere quanto segue con stupore, per i macabri contenuti che devo riportare. Per una brutalità che attanaglia la mia, e credo di chiunque, sensibilità.

Ad ogni angolo di mondo troviamo una situazione d’instabilità, o di precaria, talora fittizia, stabilità.

In ogni dove i giornalisti ci rendono partecipi, col loro lavoro di quel che accade. Ogni mano, quando si tratta di opinioni, evidenzia aspetti differenti per una stessa tematica. Ma i fatti sono lì davanti a noi, in  evidenza, ed i fili che li determinano e che sono intrecciati secondo logiche e pensieri a corrente alterna passano in secondo piano. L’evidenza è il fatto in sé. E non facciamo in tempo a riflettere. Non si riesce a metabolizzare o capire che altri si susseguono poco più distante o dall’altra parte del globo.

In questa globalizzazione di cui non sentiamo più parlare in quanto altro fatto digerito e metabolizzato, succede che il tempo si dilata ed allo stesso tempo scorre così veloce da non essere più percepito dalla mente umana. Infatti noi, percepiamo il tempo, come una variabile accostata ad un moto perpetuo a sua volta accostata a fatti sempre in evoluzione. Ad una dinamica.

Ma i fatti sono talmente tanti che viene meno la consapevolezza legata ad una logicità, quale collante che li tiene assieme. Il tempo a sua volta si dilata ed un sol minuto diventa se esaminato un pezzo di storia cui poter spendere una vita nel volerne prendere parte.

Mi chiedo ad esempio cosa stia succedendo in Messico, quando come lampi appaiono quasi sempre quelle poche parole che si ripetono e che associano il Messico ad omicidi, sequestri, (narco)traffico, droga, violenza e morte.

E allora li elenchiamo. Un elenco orrido e macabro. Un elenco interminabile. Oltre 25 mila le morti violente da quando il Presidente Calderon è stato eletto1,12.

Ma prima di fornire l’elenco indichiamo il punto del mondo di cui parliamo. Quel Messico, associato ad un luogo dove poter staccare dalla vita frenetica del vicino Nordamericano. Un lembo di terra che conta oltre 110 milioni di persone, che producono un prodotto interno lordo che il Fondo Monetaria inserisce all’undicesimo posto di questa graduatoria. Un popolo che gode di un reddito pro-capite, d’un poter d’acquisto tra i più alti del latino america. Una economia che si basa fondamentalmente sull’utilizzo dell’energia nera come bene da cui generare profitto, anche se non mancano altri settori industriali importanti. Il Messico compare infatti nella lista, per ricchezza del territorio e del sottosuolo, delle economie che tra qualche decennio saranno le più importanti del mondo, tra cui India, Brasile e Cina.

Tutto bene quindi? A volte i numeri sono un inganno, quando letti sterilmente al di fuori di alcune valutazioni fatte (e confermate poi da altri numeri). Il problema è il divario economico tra zone del paese, una distribuzione della ricchezza completamente disarmante che lascia nella povertà la stragrande maggioranza della popolazione e che dall’altra parte crea una classe con ingenti ricchezze, tant’è che l’uomo più ricco del mondo è attualmente il magnate delle telecomunicazioni Carlos Slim Helú con un patrimonio di circa 68 miliardi di dollari. Una cifra di difficile comprensione. 68mila milioni di dollari, una cifra che quantifica praticamente il prodotto interno lordo dell’intera Cuba.  Purtroppo il PIL è subdolo in quanto è un sistema che registra il totale della produttività di un paese. Per questo Il Pil pro-capite, è stato sostituito nel corso degli anni da un indicatore composito, sviluppato dalle Nazioni Unite nel 1990 che tiene conto oltre al considerato reddito prodotto anche  la qualità della vita, attraverso la considerazione di alcuni fondamentali aspetti. Tale ben più soddisfacente indicatore dello sviluppo socio-economico è l’HDI (Human Development Index) o Indice di Sviluppo Umano2. E se guardiamo questo la situazione cambia enormemente  tant’è che il “ricco” Messico in graduatoria è superato da Cuba. Che vuol dire? Che la popolazione Messicana produce ricchezza e servizi, ma che non riesce a fruire di questi beni e che i precedenti valori sono fittizi laddove la media distorce un quadro alterato proprio dai disequilibri.

E se tanto mi dà tanto nelle prime posizioni di questo HDI vi sono non Stati Uniti o Unione Europea ma i Paesi Nordici (Norvegia su tutti, Canada, Svezia…). Paesi dove infatti decrescono gli episodi sanguinari e d’instabilità.

E il Messico è quindi un Paese di facciata, in cui la politica sancisce accordi per la libertà di commercio, ma la libertà di commercio diventa una grana da pelare in quanto genera ricchezza, ma all’interno di un sistema come questo, non permette di eliminare la povertà delle masse. Incredibile.

E’ orribile affiancare morte per privazione e stenti a coloro che ingrassano in cifre al di fuori di ogni logica. Concettualmente è devastante l’immagine. Purtroppo la regolamentazione all’interno d’un sistema capitalistico la si può trovare dove la crescita economica va di pari passi con lo sviluppo di tutti gli indicatori socio-economico di cui andavo parlando. Ed il Messico è privo evidentemente d’una storia di progressi che fa avanzare  una parte, danneggiando più che seminando.

E dove l’indice delle guerre è inversamente proporzionale non tanto al PIL quanto all’HDI.

In questa estate in cui abbiamo seguito distratti i mondiali calcistici, trovo le seguenti notizie che riporto in sequenza come un bollettino di guerra. Poi rileggete poco sopra…il più ricco al mondo è Messicano, il PIL come dice Jovanotti, ricchezza misurata in consumo( pur non essendo concettualmente esatta come definizione in quanto PIL è in sin dei conti = [consumi (finali – parziali) + investimenti + esportazioni] molto elevato, HDI che riporta il Messico sulla terra, popolazione povera e talora misera, progresso che diverge profondamente dal concetto di sviluppo, alto tasso di morte e sofferenza. Instabilità.

18 Luglio 2010 (ultim’ora al momento della pubblicazione): Nuevo Laredo, nord-ovest del Messico – 12 morti e 21 feriti. Questo il triste bilancio di una vera e propria guerra tra militari e narcotrafficanti che si è protratta per ore con tanto di Kalashnikov, bazooka e granate. Tra i 12 morti, 9 sono i narcotrafficanti, 1 soldato, 2 passanti. Tra i feriti, anche tre piccoli bambini, che stanno lottando tra la vita e la morte. 3

17 Luglio 2010: oltre 7000 nel 2010 le morti violente legate al narcotraffico. Erano state 9000 nel 2009. Il trend in aumento nonostante investimenti maggiori e 50000 militari impegnati a combattere le violenze (secondo noi è il tessuto sociale ciò che va coltivato per estirpare alla base ogni forma di violenza)1

16 Luglio 2010: Ciudad Juarez: auto bomba contro 2 veicoli della polizia: 4 morti tra cui due agenti (presunta vendetta dei narcotrafficanti per un arresto risalente a pochi giorni prima)4,12

15 Luglio 2010: Altro sequestro in Messico. I rapitori hanno chiesto 30 milioni di dollari per la liberazione Diego Fernandez de Cevallos, ex presidente del Senato e facoltoso imprenditore. Si era fatto impiantare sottocute la cimice antisequestro (la società Xega,che l’ha commercializzata – 5 mila euro più 2mila di canone annuo –  ha fatto fortune11), ma non è bastato come deterrente.5

14 Luglio 2010 – regione Tamaulipas, città Matamoros – Lungo l’autostrada che lega Matamoros a Valle Hermoso, sicari hanno torturato e giustiziato 12 persone tra i 20 ed i 30 anni ed hanno poi lasciato i corpi per strada. 6,7,8

10 Luglio 2010Ciudad Juárez (la città più violenta al mondo) un gruppo armato di sicari del narcotraffico ha ucciso altre 5 persone.

4 Luglio 2010 Elezioni: clima di terrore con sparatorie, morti e rapimenti molti dei quali non vengono neppure segnalati. Molte le persone trovate impiccate, dopo le morti di Gennaio dove addirittura sei persone erano state riverse sugli ciglio della strada decapitate.7

28 Giugno 2010 Ciudad Victoria, Tamaulipas: a sei giorni dalle elezioni viene trovato ucciso il candidato governatore Rodolfo Cantù.7

Potrei continuare ovviamente e sfortunatamente colmando decine di pagine con macchie d’orrore, ma quel che si denota è un Paese allo sbando, soprattutto in quella linea di confine con gli Stati Uniti che sancisce il massimo grado di spietatezza nella guerra tra bande, per il controllo del capitale che la droga assicura. Suonano veritiere le parole di Hillary Clinton (Marzo 2010) in seguito ad una visita nel paese vicino per collaborare con l’esercito nella lotta alla criminalità. “Sappiamo che è la domanda di droghe ad alimentare il traffico illecito – ha detto Clinton -, che le armi acquistate negli Usa, di cui vediamo qualche esempio qui fuori (ndr: vi era una sala che raccoglieva armi a testimonianza dell’ingente quantitativo sequestrato), sono usate per atti di violenza in Messico. Gli Stati Uniti debbono, e stanno facendo la loro parte per aiutarvi e aiutarci a vincere questa sfida”9. A questa politica si è allineato d’urgenza anche il governatore della California, che ha stanziato in linea con quanto desiderato dall’amministrazione Obama, 1200 soldati, 224 truppe per intervenire in questo stato d’emergenza. Tale schieramento di forze durerà sino al 30 Giugno 201110.

1 http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/07/16/visualizza_new.html_1853170448.html

2 http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_sviluppo_umano

3 http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/07/18/visualizza_new.html_1873279463.html

4 http://www.cdt.ch/mondo/cronaca/27804/autobomba-dei-narcos-in-messico.html

5 http://www.corriere.it/esteri/10_luglio_15/messico-rapimento-chip_e9fc476a-9032-11df-b54a-00144f02aabe.shtml

6 http://notiziefresche.info/messico-12-persone-giustiziate-dai-narcos-e-abbandonate-sulla-strada_post-24558/

7 http://www.ilgiornale.it/esteri/messico_nuova_carneficina_confine_usa/cronaca-attualit-messico-matamoros-narcos-cadaveri-dodici/13-07-2010/articolo-id=460598-page=0-comments=1

8 http://www.nuovasocieta.it/esteri/6777-cosa-sta-accadendo-in-messico-.html

9 http://it.euronews.net/2010/03/24/narcotraffico-missione-usa-in-messico/

10 http://www.examiner.com/x-9270-LA-Border-and-Immigration-Examiner~y2010m7d16-Schwarzenegger-sends-troops-to-the-CalifBaja-border

11 http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=10818&Itemid=54

12 http://www.latimes.com/news/nationworld/world/la-fg-mexico-car-bomb-20100717,0,1029104.story

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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