Messico: dall’inferno di Ciudad Juarez storica rivolta dei lavoratori della statunitense Lexmark

Un aumento di 35 centesimi di dollaro al giorno. Qualche manciata di dollari al mese.

E’ bastata questa richiesta da parte dei lavoratori del gigante statunitense Lexmark, produttrice di stampanti ed accessori, a portare al licenziamento di coloro che avevano richiesto un sensibile adattamento del salario.

L’azienda che vanta circa 13 mila dipendenti ed un fatturato di 4 miliardi di dollari ha deciso di punire con fermezza le richieste con conseguenti scioperi dei dipendenti della sede della tristemente famosa città di Ciudad Juarez. Qui, dove la quotidianità oscilla tra la il mero senso di sopravvivenza e la percezione tangibile della morte legata alla guerriglia dei narcos e con una impunità dei crimini che sfiora il 100%.

 

In uno scenario apocalittico dove ritrovare corpi mutilati è nella prassi, dove i criminali scorrazzano liberi e le fosse comuni s’estendono come una luce sinistra nel teatrale scenario desertico, una mobilitazione operaia sta forzando le leggi non scritte di sottostare al gigante cattivo. Ed il Natale e il periodo festivo scorrono fuori dall’azienda, trovando nell’opinione pubblico e nella ribellione due “nuovi” sistemi di ribellione finalizzata a far valere la giustizia sociale. 

(Della situazione incredibile che regna da un decennio in questa città ai confini con gli Stati Uniti verrà pubblicato a breve un approfondimento, toccando tematiche che sovente sono ignorante dalla stampa e di conseguenza dall’opinione pubblica. Ogni consumatore di cocaina potrà dirsi direttamente responsabili delle morti, per meglio dire delle esecuzioni che avvengono quotidianamente.)

La multinazionale ha visto nascere un’unione indipendente, una bozza primordiale di organizzazione sindacale, in grado di organizzare tavole di discussione dei lavoratori, che spaziano dal miglioramento delle condizioni operative agli aumenti salariali. Queste richieste hanno spaventato sul nascere la casa più per ciò che rappresentavano come coscienza in tema di diritti ed ha così deciso di punire un centinaio di dipendenti coinvolti negli scioperi con il licenziamento e negando addirittura L’Aguinaldo, il tradizionale beneficio di fine anno, che corrisponde alla tredicesima italiana.

E mentre Ciudad Juarez e soprattutto l’intero Stato di Chihuahua soccombono dinnanzi al diffondersi delle scorribande di questa criminalità organizzata, le aziende statunitensi snobbano il pericolo e arrivano come bestie fameliche all’insegna degli affari garantiti dal North American Free Trade Agreement. L’accordo consente benefici fiscali, pagamento di imposte favorevoli, basso costo della manodopera e costi di trasporto bassissimi legati alla posizione di confine della stessa città. In poche parole una vera e propria manna per le aziende statunitensi.

Lexmark ha mantenuto una linea ferrea verso ogni forma di protesta, sfruttando forse il contesto sociale in cui i lavoratori lavorano. Se le condizioni in azienda non sono delle più salutari e gli standard di sicurezza nel maneggiamento dei toner si dice non rispetti le conformità già di per sè basse in termini di sicurezza del lavoro (questo è l’ultimo dei problemi in una città con questo tasso di delinquenza), ancora più deprimenti sono le condizioni in cui i cittadini di Juarez si sono abituati a vivere. Sarà forse questo il punto su cui faranno leva i vertici dell’azienda. Sarà il fatto che ammorbidirsi di fronte a tali posizioni vorrebbe dire rischiare di compromettere la marginalità sui ricavi e tutti quei parametri economici tanto cari agli azionisti. Un calo del valore dell’azienda significherebbe comunque dover ridurre il costo del lavoro e tagliare il numero di dipendenti, per cui tanto vale iniziare da dove i diritti sembrerebbero essere più allentati.

In ogni caso le 78 persone che avevano richiesto formalmente al Board of Conciliation and Arbitration governativo il riconoscimento dell’unione, sono state licenziate. Maria Duran e Susan Prieto Terrazas, sono due tra le persone che hanno perso il lavoro e stanno lottando per far valere i propri diritti. Spiegano che i supervisori non transigono in alcun modo su malattie, nessuna assenza o ritardo è ammesso. Si lavora tra inquinanti tossici, senza maschere e la mancanza di guanti protettivi con conseguenti incidenti alle mani.

Il salario attuale dei dipendenti Lexmark licenziati è di 70 pesos messicani corrispondenti a 4 dollari al giorno. 700 lavoratori fermano la produzione. Lexmark inizia a licenziare. Ma la protesta si protrae nei giorni e contattata Maria Duran conferma che tuttora si manifesta e si cerca giustizia. Quello che il clima dell’intimidazione l’ha sempre fatta da padrone ora viene meno. La gente trova l’ardore in questa battaglia ed il comunicato stampa di Lexmark riecheggia come in un luogo infinitamente piano, disperdendo i pochi luoghi comuni nel nulla. il comunicato parla di valori del lavoro, serietà, disponibilità all’ascolto e buona remunerazione. Insomma le stesse risorse umane che hanno licenziato Maria Duran su due piedi dopo 30 anni di lavoro, per aver violato il codice di condotta dello stabilimento.

Gruppi di colleghi e associazioni statunitensi hanno appoggiato la causa dei dipendenti, i loro diritti in uno stabilimento che da oltre 50 anni non é mai stato oggetto di riqualifiche strutturali. IL segretario del lavoro del governo di Stato Fidel Perez Romero ha glissato l’argomento dicendo che Ciudad Juarez vanta un discreto numero di posti di lavoro, che vive una pace lavorativa e che la questione dei lavoratori di Lexmark si risolverà nei prossimi giorni. Mai risposta fu più falsa ed evasiva. Tra tutto l’orrore di questa vicenda, legata agli interessi economici che disintegrano la dignità umana, vi è la nota positiva della ribellione che nasce dall’ingiustizia e del desiderio di smuovere le coscienze a prendere atto dell’ingiustizia sociale cercando attraverso strumenti etici di risolvere la questione. Questo è lo sviluppo umano, ciò che fà la differenza. Per questo siamo lieti di dare spazio a questa importante vicenda.

 

 

 

 

 

 Abbonati Gratuitamente

Articoli Recenti

Condividi

Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *