Messico: catturato il Re dei narcos El Chapo. L’annuncio del Presidente Enrique Peña Nieto

Il Re dei Narcos del cartello di Sinaloa El Chapo, che la fanno da padrona in Messico nel territorio a loro “di appartenenza” è stato arrestato. Diffondono il terrore, battendosi con Los Zetas facendo leva sulla debolezza e moda occidentale dello sniffo della polvere bianca. Il capo, l’Escobar dei tempi moderni, sebbene non accerchiato da quella dote di Robin Hood che ha mitizzato sino ai nostri giorni il creatore di “plata o plomo” (soldi o piombo), era diventato uno dei più influenti capi. Era riuscito a tessere una rete di potere che partiva dal narcotraffico e si sviluppava poi in attività di riciclaggio per poi gestire indirettamente business multimilionari dei più disparati settori commerciali, tessendo legami indissolubili quanto intimidatori con il mondo politico, giornalistico e poliziesco. Corruzione e terrore. 

El Chapo, Joaquin Guzman Loera, lo scorso luglio era riuscito ad evadere, per la seconda volta, da un carcere messicano. A detenerlo questa volta era il carcere di massima sicurezza Almoloya. Una piccola cella, controllata da un sistema di videosorveglianza, ma queste misure non sono bastate a negare la fuga. Un progetto spesso usato per bypassare i posti di blocco e la sorveglianza al confine tra USA e Messico. Un tunnel lungo un chilometro e mezzo, dotato di impianto di aerazione, che conduceva da un edificio in costruzione direttamente alla doccia, nell’angolo non inquadrato dalle telecamere. Questo dimostra quanto i poteri del narcotraffico siano così forti da far vacillare l’organizzazione dello Stato, beffato di fronte al mondo. 

E’ finita però dopo sei mesi la fuga. In questo arco di tempo erano corse voci che il Chapo era stato visto in Venezuela, in Repubblica Dominicana, in Venezuela. In realtà non aveva mai lasciato il Messico, dove era riuscito a fuggire ferito ad un primo tentativo di fuga. Ma oggi a Los Mochis, stato di Sinaloa, si è arrivata alla cattura. Un trionfo per i Messicani, proclamato direttamente dal Presidente Enrique Peña Nieto dal suo account twitter: “Misión cumplida: lo tenemos. Quiero informar a los mexicanos que Joaquín Guzmán Loera ha sido detenido”

Missione compiuta. Abbiamo catturato Joaquín Guzmán Loera.

Si è difeso sino all’ultimo prima della cattura. Cinque individui della scorta del boss hanno perso la vita sebbene potessero usufruire di mezzi blindati, armi quali pistole, fucili calibro 50 e lanciarazzi. 

El Chapo aveva anche un ordine d’estradizione che pendeva a proprio carico da parte degli USA e anche per questo la DEA si è detta pienamente soddisfatta ed orgogliosa del coraggio dimostrato durante le operazioni di cattura.

A parte il potere mediatico ciò non è che la punta di un iceberg. All’interno di una organizzazione criminale così prolifica l’arresto di una pedina, per quanto importante resta sempre e soltanto una pedina. E chi più dei narcos è cosi freddo da non riuscire a voltare pagina senza l’ombra di sentimentalismi perseguendo come unico fine il potere?

 

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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