Maria Eva Duarte de Peròn

Per il suo popolo, che la amò e la glorificò fino l’esasperazione, si chiamava semplicemente “Evita”… descritta  da una nota enciclopedia inglese come “la donna più eccezionale della storia dopo Cleopatra”.

ESP: Maria Eva Duarte de Peròn: Por su pueblo, que la quiso y la glorificó hasta la exasperación, se llamava sencillamente “Evita” …descrita  por una nota enciclopedia inglesa como “la mujer más excepcional de la historia después de Cleopatra.”

Scitto da Inès Cainer

Nata in uno sperduto paesino della provincia di Buenos Aires il 7 maggio del 1919, Maria Eva Duarte de Peròn, era  di famiglia umile, segnata in quei tempi da un “handicap sociale”, poiché  il padre un borghese colonnello dell’esercito,  la concepì “all’ombra” di una relazione extra coniugale. Una storia d’amore che nonostante tutto  durò per molti anni, infatti, la copia “occulta”  procreò cinque figli; alla morte del padre di Evita, la famiglia “legale” impedì a sua madre e a tutti i suoi  cinque figli di assistere al funerale.

Eva, che al momento era una bambina sensibile e molto intelligente,  resterà segnata per sempre da  quest’atto sprezzante  e profondamente umiliante.

Giovanissima e molto arguta, si sente a disagio nell’ambiente stretto che la circonda, lascia il paese che la vide nascere e si trasferisce da sola nella cosmopolita Buenos Aires.

Dei primi anni della sua vita non ci sono molte informazioni nella sua biografia ma arrivata a Buenos Aires senza soldi, senza una professione e priva di amici, svolse i lavori più umili e contemporaneamente cercò di inserirsi nel mondo dello spettacolo.

Maria Eva, dopo un lungo “vagabondare” tra un teatro e l’altro, inizierà la sua carriera di attrice con piccole parti secondarie, arrivando a rappresentare ruoli di rilievo in teatro e nel cinema. Ma sicuramente quello che l’ha fece notare al popolo argentino furono  i suoi lunghi monologhi, le letture alla radio sulla vita delle grandi donne della storia. Un’ora nella quale la maggioranza degli argentini si fermava per ascoltarla.

Evita peron. Fonte foto Wikipedia.

 

All’apice della sua carriera, conobbe in una festa mondana l’allora colonnello Juan Domingo Peròn; nacque tra loro una storia sentimentale ed Evita abbracciò la causa peronista, abbandonando   per sempre la sua carriera di attrice.

Peròn, ambizioso militare che aveva vissuto un periodo della sua carriera in Italia, con lo scopo di studiare a fondo l’ideologia fascista, si avvicinò alla classe operaia oppressa, usandola come trampolino di lancio per la sua  ascesa al   potere. Eva lo accompagnò, e insieme iniziarono un movimento che ottenne grande consenso. Peròn sarà poi arrestato e lei prontamente si fece carico di  organizzare  delle manifestazioni le quali riunirono una gran massa di persone che a gran voce ne chiesero la scarcerazione.

Nacque in questo modo uno dei movimenti più organizzati e numerosi  della storia di Latino America. In seguito a questo evento Eva si sposerà con Juan Domingo Peròn, che presentandosi alle elezioni presidenziali  vinse con un  margine stravolgente.

Evita non coprirà nessuna carica governativa, pero alla luce delle  tante richieste di aiuto che il popolo le rivolgeva, astuti politici e sindacalisti la accompagneranno nell’organizzazione di una fondazione per scopi umanitari che fu intitolata con il suo nome: “Obra de Ayuda Social Eva Peròn” .

La Fondazione Eva Peròn, diventerà il  migliore biglietto da visita  e di appoggio al governo,  il suo carisma unito alla sua capacità di organizzazione fecero in modo  che Evita si trasformi nel “alma mater” del movimento Peronista, e anche se formalmente non possedeva  nessuna carica istituzionale,  possedeva di fatto potere decisionale  nel governo e soprattutto nelle lotte sindacali.

La sua Fondazione che se occupava esclusivamente di aiuto materiale alle famiglie disagiate, diviene un’istituzione forte e assolutamente   importante.  Le donazioni erano concesse senza controlli, bastava semplicemente  chiedere per avere.

Le donazioni anche se generose non danneggiarono le arche dello Stato, poiché  Evita “sempre” presenziava  nelle fabbriche  dove  venivano prelevate  tutte le cose materiali destinate alla donazione  attraverso la sua Fondazione.

Togliere ai ricchi per donare ai poveri…ma, lei non era “preparata” per capire che quello non era il sistema e che la Rivoluzione è tutt’altra cosa. O forse non poteva fare altrimenti chi lo sa. 

Come si racconta nel film “Evita” lei sognando di essere nel letto di morte e di ballare con la sua ombra,  diventata eufemisticamente  il profilo di Guevara il quale rivolgendosi a lei gli dice:  “Eva, potevi fare molto di più, allora si che il tuo popolo ti consacrerebbe e ti farebbe   Santa”. Lei saggiamente risponde, “cosa credi, anche se io restassi  in vita ancora per cento anni, non mi lascerebbero fare niente di più di quello che ho fatto”.

Evita raccolse l’odio meschino di tutta la borghesia Argentina, la quale non sopportava ovviamente che il potere fosse in mano ad  un governo che stava dalla parte dei poveri e rischiando a loro volta  di essere meno ricchi.

Sebbene  il governo peronista abbia commesso grandi errori , è innegabile che diede  al popolo quel benessere  e quelle leggi che favorirono la  dignità dei cittadini.

La dignità per le donne fu priorità delle lotte sostenute da Evita; nel 1947 riuscì a fare promulgare la legge per il voto femminile;  in favore delle donne un altro successo fu ottenere che gli uomini sposati potessero riconoscere legalmente i figli fuori del matrimonio, cosa impossibile in quel tempo in Argentina,   considerando altresì che non esisteva la legge del divorzio.

Lei annunziò questo cambiamento in uno dei suoi focosi discorso nella Plaza de Mayo con queste parole: “Compagne, da qui in avanti non ci saranno più bambini illegittimi, caso mai ci  saranno piuttosto  i  padri ad essere illegittimi”.

Alla seconda legislatura nella quale si   candida Juan Domingo Peròn,  per richiesta dei sindacati e della maggioranza del popolo, Evita si postula come vice Presidente della Repubblica. Inizia cosi una grande battaglia all’interno del partito peronista,  contraria ovviamente la borghesia che  continuava ad essere potente e la grande casta delle alte  cariche dell’esercito.

Nello stesso periodo si vedono in lei anche i primi segnali  della malattia  che la porterà alla morte:  Peròn  avrà in questo modo  la migliore giustificazione  per obbligarla a fare un  passo indietro.

Evita davanti a una piazza infuocata, dove si contavano milioni di persone, rinuncia dal  candidarsi.

La malattia prosegue il suo feroce corso, Evita muore il 26 di Luglio del 1952, milioni di persone si riversano per le strade piangendo come se si trattasse  di un famigliare.

La storia ci racconta per l’appunto  che i due funerali dove si è registrata la maggior quantità di partecipanti sono stati quello di Lenin e di Eva Peròn.

Una donna che fu più che criticata possiamo dire “sbranata”, dagli uomini politici ma   anche da certi giornalisti,  in particolare da un’ italiano che scrisse una sua biografia.  Odiernamente questo signore è direttore di una nota rivista dove la descrive tutt’ora  come “una donna di facile costumi”.

Non ci sono mai stati fatti o notizie per le quali si possa tacciare Evita  con tale epiteto, ma  evidentemente essere donna, bella e intelligente ha svegliato in certi uomini quel senso di superiorità e di machismo intrinseco in certe culture..

Purtroppo questa prima èra peronista fini molto male, nel settembre del 1955 Peròn che aveva sciolto il Parlamento incarcerando i  suoi oppositori politici, sarà destituito per un ennesimo  “Golpe” militare. Un golpe militare che non vacillò ed usò le armi contro il popolo che acclamava suo lìder nella mitica Plaza de Mayo, bombardata senza pietà  dove si conteranno  più di duemila morti.

Per questo terribile evento Che Guevara scrisse a sua madre (che plaudiva la fine del peronismo),  una lettera nella quale  le diceva “No mamma, non essere contenta  e ricorda che questa tragedia porterà tanto sangue nella nostra Patria”.

Il tempo ha dimostrato che le  parole del guerrigliero eroico non erano sbagliate. L’ Argentina ha visto una delle tragedie più dolorose dell’umanità, conosciuta come  dei “Desaparecidos”. Oggi L’Argentina è governata da una donna, Cristina Fernadez che fonda le sue radici politiche all’interno  del movimento peronista Montoneros, il quale  non ha mai preso parte del braccio armato.

Forse questa cosa fa capire la popolare frase che dice: “Si Evita viviera, serìa Montonera”.

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Articolo scritto da:

Scrittrice nata in Argentina, ma di origini Italiane, vive da molti anni in Italia e tra le sue fatiche letterarie si annovera “Benita Bottazzi senza Patria” , dove racconta con estrema lucidità un pezzo di storia che ci appartiene; l’emigrazione italiana in Argentina. Collabora con ThisIsCuba.net per editoriali e notizie dal latino america

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