L’Italia brucia. Culturalmente.

L’Italia brucia, tanto realisticamente, con roghi che divampano, causa sovente di dolo, quanto culturalmente, laddove i problemi che sta affrontando non trovano soluzione. Dal malcontento rinascono fantasmi passati. Razzismo, xenofobia, desiderio d’un conduttore che riporti l’ordine. Il tema nasce dalla paura, dal sentirsi violentati.

E purtroppo tra quelle stesse reali paure e le mancate soluzioni siamo proprio noi a metterci in mezzo. Mascherati italiani che per il potere ed i soldi stanno svendendo il proprio paese. 

La volontà mafiosa è diffusissima, sempre più forte e sempre più spietata.  Tanto da definire ormai la capitale Roma, come narcoRoma, così definita dall’indagine di Saviano. L’Italia sta affrontando un momento difficilissimo, ed è altrettanto difficile rendere consapevoli i più o meno giovani.

 Servono generazioni per creare una cultura ed una identità, ma solo una per distruggere tutto l’operato di centinaia di anni. La politica vera, pragmatica e al tempo stesso ragionata, l’intento di migliorare il Paese e di dedicarsi allo sviluppo secondo storia e coscienza è venuto meno. 

Mai come ora il politico ed il popolo sono lontani. Nascono “personaggi” ma non “politici”. Il flop di Mario Monti, quello di Berlusconi, quello di Renzi, quello dei 5 Stelle, la dialettica qualunquista e monotematica di Salvini, che avrebbe fatto inorridire ogni libero pensatore e l’italiano medio fino a 20 anni fà.

Poi il vuoto. 

In Italia la mafia colpisce lo Stato, lo ingloba, lo accerchia e lo divora. Un flusso migratorio enorme colpisce la piccola Italia. L’Europa prova a difendersi, si fà ancora più piccola dietro ad una facciata di aiuti. 

Gli incendi, come i migranti sono incontenibili. Quelli ultimi sotto il Vesuvio, dove si rinvengono  quel che resta delle carcasse dei gatti. Si avete capito bene, gatti,che verrebbero presi come “povere vittime da sacrificare, cosparsi di benzina e dati alle fiamme, nelle loro disperata e inutile fuga hanno raggiunto la boscaglia più fitta dov’è impossibile intervenire con rapidità”. Questo riporta un politico, di cui non faccio il nome per non fare propaganda diretta o indiretta In questo momento nessuno nel Parlamento italiano è in grado di rispettare il popolo italiano, gli usi, le tradizioni, la storia e la cultura. 

L’Italia vorrebbe reagire ma non sà come farlo. Non sà da dove iniziare. Questo è il risultato d’aver perso identità ed unità, valori, bandiera e senso d’appartenenza. Ospitare certo. Ragionare, accogliere, ma anche saper essere onesti. Pare impossibile. E le ideologie non aiutano. Quel che servirebbe è unità e logica. Onestà intellettuale d’analizzare un grosso problema in scala mondiale. Il “flusso” non è che un movimento in risposta a delle necessità. Umano. Come ogni reazione ed azione della nostra vita.

Questa è l’Italia di oggi. Una generazione che sta come bombe radendo al suolo secoli di raffinato ed inestimabile cultura. 

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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