L'editoriale — 21 agosto 2010

Il problema delle moschee, luogo di culto per i fedeli che professano l’Islam, è diffuso in tutto il mondo. In Italia la Lega s’oppone all’apertura, anche se solo di facciata per mantenere l’integrità del proprio integralismo con i propri elettori. E’ strano, si noti, vedere come un integralismo (quello della Lega) condanni un’altra forma di integralismo (a suo vedere) e che i fedeli del Senatur condannino il professare la fede degli islamici. Ma tutte le persone con un briciolo di raziocinio, hanno capito che tale movimento politico vive attraverso populismo, slogan e predicando l’inverosimile.

In America Obama ha diviso Congresso e popolo americano. Se Obama ha puntato i piedi sui diritti fondamentali su cui poggia la democrazia americana, ricordando l’assoluto diritto alla libertà  di culto, dall’altro si è avvertita fortissima la distanza tra un concetto che resta pura teoria ma che fatica a concretizzarsi. Obama dicono i giornali con questa mossa, ha colpito nel cuore della sofferenza e il popolo americano si è alienato ancor più dal proprio Presidente nero. Secondo un sondaggio lanciato dalla CNN solo il 29% è d’accordo con le parole di Barack Obama e con la costruzione di “Ground Zero Mosque”. Ma questa Mosche farebbe parte di un progetto ben più ampio che conterebbe una vastità di servizi e passerebbe quasi inosservata. All’interno di quest’area vasta commerciale si sarebbe inserito un luogo di preghiera. Sensibile o meno, le parole di Obama ribadiscono un diritto condiviso da che sostiene la democrazia americana. Di fatto chi non è d’accordo non condivide un tratto della Costituzione Americana e non di chi ha il coraggio di rispettarla. Inutile nascondere e segregare questa religione. Meglio integrare i fedeli, come strumento basilare per eliminare tutte quelle giustificazioni che ancor oggi affiancano estremismo religioso a terrorismo. Entrambe queste definizioni sono solo una completa espressione di deviazione mentale.

In ogni caso l’Islam mette sovente in difficoltà. Ora anche Cuba. Cuba ha un certo numero di fedeli stimati in 1500 unità. Devono riunirsi e pregare in case, non essendo presente alcuna Moschea.  Le pareti di casa sono tappezzate per intero di tappeti, come quelle che per un giovane ragazzo straripano dei poster dei divi del cinema e della musica.

Lì ci si ritrova in questo mese di Ramadan per pregare insieme, in assenza di un luogo consono atto a soddisfare le esigenze dei fedeli. A Cuba i musulmani sono generalmente gli studenti stranieri provenienti dal Pakistan o dall’Indonesia. Ma vi è anche qualche cubano convertito. Anche a Cuba i Musulmani trovano qualche resistenza o sfottò giocoso. E’ previdibile, inq uanto le tradizioni impattano sullo standard tradizionale quotidiano in modo ben maggiore rispetto ad altri gruppi che professano in modo meno evidente o rigoroso. Diventa infatti un problema evitare la carne di maiale (“è attraente come tutte le cose che rappresentano peccato” – dice un musulmano in un’intervista alla CNN), diventa un problema non salutarsi con  un bacio come è consuetudine a Cuba, è un problema indossare foulard, è un problema evitare le bevande alcoliche. Queste sono piccole ripercussioni. A Cuba però, si tiene a precisare, la gente ha un grande rispetto per le credenze altrui.

Infatti le 56 Nazioni facenti parte dell’Organizzazione della conferenza Islamica mondiale, hanno evidenziato una continua crescita dell’Islamofobia in Occidente e a supporto di tali dichiarazioni si sono schierate nazioni quali Russia, Cina e Cuba.

Cuba è un paese prevalentemente cattolico, sebben un gran numero di fedeli non sia praticante. Vi sono ancora grandi attaccamenti ai rituali d’origine africana appartenenti alla santeria e che per il turista occidentale rappresentano ancora esclusivamente un fenomeno folkloristico tradizionale di grande interesse.

In ogni caso, fondi in arrivo dai paesi islamici, dovrebbero permettere, entro breve tempo, la costruzione della prima Moschea in terra Cubana.

APPROFONDIMENTI: http://edition.cnn.com/CNNI/Programs/middle.east/
Fonte principale: http://edition.cnn.com/2010/WORLD/americas/08/18/cuba.havana.muslim/index.html#fbid=f1dZ9QcxLS9&wom=false
Elaborazione: www.thissscuba.net

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Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

(3) Readers Comments

  1. Pingback: L'ISLAM a CUBA- This is Cuba : Vacanze a Cuba

  2. Vorrei sapere di più sulla comunità musulmana a cuba ….come poter contattare immediatamente un imam dove poter fare il sashada …voglio sapere di più sul musulmani che hanno residenza a cuba

  3. Ci mancavano anche le moschee. Cuba è un Paese prevalentemente cattolico, ma in maggioranza non peaticante. Sta a vedere che adesso per 1500 presenze musulmane si debba rendere necessaria una o due moschee. Ma i musulmani,alla lotta contro i loro ricchi governanti che li opprimono costringendoli ad immigrare, preferiscono le preghiere. E poi vorrei vedere se ai cattolici sarebbe possibile edificare una chiesa nei loro Paesi. Spero proprio che Cuba non venga contaggiata dall’Islam e successivamente dalle sue leggi teocratiche.

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