L’invecchiamento della popolazione colpisce anche Cuba, prima vittima del continente latinoamericano

ENG: Cuba’s aging population is a central problem for a nation whose population is the oldest in Latin America, and getting older. The universal health care system has increased life expectancy from 69 years during the 1960s to 78 today, comparable with the United States. That’s why Cuba has the priority to take severe measures and test economic reform

Giorni fa feci una riflessione particolarmente incentrata sui giovani cubani, nuove generazioni lontane anni luce dagli ideali cubani rivoluzionari. Pronti a salire sul primo aereo, destinazione Miami, col lo zainetto in mano, ed in barba a Fidel Castro ed al suo “Vamos Bien“. 

E i dati registrati dell’ultimo biennio parlano chiaro. Cuba sta invecchiando e se da un lato è la rappresentazioni di conquiste sociali, legati ad un ottima capacità di fornire servizi, dall’altra rappresenta un problema non da poco. Ne sa qualcosa l’Occidente industrializzato, che deve attingere dai paesi del terzo mondo per sviluppare una forza lavoro sufficiente e nello stesso tempo deve fare i conti con il peso delle pensioni. Le casse previdenziali rischiano di restare a secco.

Cuba è la prima Nazione dell’America latina ad affrontare in modo severo il problema dell’invecchiamento della popolazione, un processo irreversibile, che non trova nell’immediato alcuna soluzione risolutiva.

Attualmente la vita media è passata ai 78 anni, l’aborto legale fa si che almeno la metà delle gravidanze in atto sia interrotto, l’elevata istruzione coincide, come in tutto il mondo, con una minore natalità, che porta le donne cubane ad avere meno di 1,5 figli di media.

Ma un altro fenomeno va considerato. L’emigrazione dei giovani, soprattutto verso gli Stati Uniti. E molti anziani devono fare i conti con questo fenomeno e anche i servizi come il sistema economico rischia di collassare su sé stesso. Sè la fetta più produttiva, colta ed ambiziosa della popolazione, una volta formata se ne và dal paese rappresenta una perdita ingente, in termini di costi, rendendo difficile la situazione per chi resta.

A Cuba le persone al di sopra dei 60 anni rappresentano il 17% del totale, quasi il doppio in confronto al 9% del resto dell’area latina.

Si stima che per il 2035 a Cuba questa percentuale supererà il 33%.

L’invecchiamento a Cuba procede rapido, ben della tendenza in atto anche in Cina, motivo per il quale il governo ha tolto il veto alle copie d’avere più di un bambino.

Esponenti del Centro di Ricerca sociologica e psicologica hanno esposto tutta la complessità del problema, soprattutto per un paese piccolo che sta combattendo ed evolvendo verso nuove forme economiche in cerca d’una maggiore produttività, il nocciolo di tutte le discussioni, il vero tallone d’Achille per quanto riguarda tutte le forme di governo di vecchio stampo socialista, con elementi completamente inadatti per il contesto economico attuale.

I demografi hanno individuato nel 2021, l’anno fatidico in cui la gente che andrà in pensione sarà superiore a coloro che si affacceranno per la prima volta al mercato del lavoro.

Il problema, continuano i demografi, è molto rilevante e misure per stimolare la fertilità delle donne, trattenere i giovani sono alla base se non della soluzione, dell’attenuazione del problema. A Cuba infatti è stata da poco rivista l’età pensionabile, innalzata a 65 anni per gli uomini e 60 per le donne, con esortazione ai nuovi pensionati di restare membri attivi della società e stimolarne lo sviluppo. Inoltre, gli stessi pensionati hanno la possibilità di tornare al lavoro senza perdere il diritto alle pensioni. Sono in fase di definizione anche delle leggi che dovrebbero portare ad una maggiore flessibilità riguardo le attività private, ancora oggi troppo regolamentate e private di ciò che le renderebbe realmente interessanti.

La cessazione dell’embargo potrebbe creare quegli stimoli economici e quella plusvalenza di risorsa che permetterebbe di attrarre anche gli abitanti di quelle aree del centro america che versano in situazioni economiche peggiori.

Se Cuba in tal senso sviluppasse delle alternative interne economiche realmente interessanti e meno “parassitarie”, potrebbe realmente sbocciare come attività economica, cercando di sviare alle catene dettate dell’embargo statunitense del Presidente Obama, con rapporti sempre più fitti con le realtà economiche emergenti, quali lo stesso Brasile.

 

fonti:

Associated Press per link1 e link2

link 1

link2 

documento 1

documento 2

fonte foto: proprietà Thisiscuba.net

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