Breaking News L'editoriale — 04 Febbraio 2020
L’informazione di oggi e la prossima chiusura del sito

Sono gli ultimi giorni di vita di questo ormai storico sito/blog. 

Nato dall’entusiasmo e da idee definite e pure come un diamante.

Due persone che inizialmente hanno creato qualcosa di grande. Quando il sito ancora era un lusso, quando le idee impaginate erano una novità, quando linee guida ed un editoriale o una breaking news volevano e dovevano informare.

Siamo diventati editori google, abbiamo esultato per questo. Volevamo raccontare la nostra passione. Cuba. Non i cubani, ma l’alternativa nel bene e nel male che Cuba rappresentava. Non importava se era amata o odiata, importava che quell’Isola dei Caraibi offriva, a chi sapeva coglierne l’unicità, la possibilità di riflettere e meditare. 

Da Cuba sono passate pagine importantissime della storia mondiale dell’ultimo mezzo secolo. Da qui la passione. Non tanto per i cubani, che la maggior parte delle volte si scostano dai miei personalissimi gusti e con cui non condivido nulla, ma la terra e la politica come fonte di poesia ed alternativa sociale. Le contraddizioni poi. Qui, guardate, come Cuba nessuno può vantarne tante.

A malincuore, però, tutto cambia.

Le idee, come le persone, il più delle volte vengono scalfite. Perdono quel luccichio, quella verginità immacolata.

Questo sito con l’applicazione e nessun fondo, nessun sostegno, ha fatto miracoli. Ha toccato migliaia di visualizzazioni al giorno nell’epoca di un nostro articolo sul tema tanto amato/odiato Escozul o vidatox o come vogliate chiamare questo argomento su un presunto trattamento antinfiammatorio con benefici, sempre presunti, sui tumori.

Siamo finiti sul Tg1, Le Iene, addirittura una indagine arrivata sino in parlamento, nella quale si legge che si proponeva l’oscuramento del sito in quanto pensavano fossimo in combutta con chissà quali sinistri personaggi per lucrare su questo prodotto pseudo-farmaceutico, quando invece eravamo due ragazzi, poco più, acerbi e totalmente privi di qualsiasi malizia, che volevano informare. E’ stato forse il primo momento in cui ho visto che internet non fosse uno strumento poi così libero e al tempo stesso ho visto la malignità di chi si getta a capofitto in cerca di profitti.

Un bell’inizio, un progetto culturale importante. Poi come ogni cosa, un finale. Prima uno dei due rivoluzionari, come quasi sempre accade ai rivoluzionari, si stanca e preferisce dedicarsi alle nobili gemme luccicanti dell’apparire, nascondendosi di fatto dietro aforismi di presunta saggezza, in un mare di popolarità social.

Il sottoscritto tiene duro, sostenuto sempre da quella forza d’incazzarsi davanti alle ingiustizie.

A parte qualche complimento di chi mi legge da sempre e che apprezza i miei articoli, arrivavano insulti e anche minacce di morte, anche da un filosofo di basso profilo che fà leva sulla propria cultura per esaltare una profonda stupidità. Quanti di noi sono colti ed indifferenti, quanti di noi sono colti e sordi all’umanità che ci contraddistingue, quanti di noi studiando…dimenticano e perdono il contatto.

Avrei voluto dar seguito in modo differente a questo progetto con dedizione e metodo, basandomi su logica, onestà intellettuale e passione. Di fronte all’ingiustizia l’unica cosa che si può fare è condividerla, portarla a conoscenza, diffonderla, denunciarla.

Ma negli ultimi tempi mi sono perso, anche demoralizzato dal poco seguito. Grandi compagni a sventolare le solite bandierine, ma quanto ipocrisia. Ho iniziato ad analizzare i fatti, in questi anni ho avuto modo di vedere che dietro il buonismo vi è un sadismo pronto a condannare un errore come in un tribunale nazista e nascondere dietro un velo d’ipocrisia le proprie colpe. Si chiude la porta e si riparte come nulla fosse. L’ipocrisia, come dice l’amico Guccini “di chi sta sempre con la ragione e mai col torto”

Ora, qui, dall’altra parte del mondo, lontano dall’Italia in cui sono cresciuto, un pò di barba sul viso m’è cresciuta ed ho capito.

Ho capito che è arrivato il momento di scomparire con dignità in questo nazismo informativo, fatto di potere, click, parole chiave. Non è la notizia il fine ultimo, ma è l’audience ed i soldi a tenerti in vita. 

Queste righe sono fondamentalmente per me, per chiudere un cerchio e riaprirne uno più definito.

Un nuovo progetto che più si adatta alla splendida vita che mi abbraccia e che ho la fortuna e l’onore di vivere proprio grazie a tutte le volte che sono inciampato.

E Cuba? Cuba resta fuori oramai, ma quel luccichio rivoluzionario che per ora s’è perso, non potrà mai spegnersi, e tornerà, forse con sembianze, schemi e forme diverse, ma certamente più forte che mai, perché, la Cuba che ho vissuto io è quel pendolo che determina l’indignazione ai soprusi nella coscienza delle persone.

 

 

 

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Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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