L’emergenza delle madri adolescenti in America Latina e Caraibi

Il problema delle gravidanze in età adolescenziale sta diventando un vero e proprio allarme in America Latina, anche perché spesso la causa delle gravidanze è dovuta agli abusi perpetrati verso le donne. I governi stanno cercando di sensibilizzare con campagne di prevenzione, ma la mentalità continua a segnare record negativi in tal senso. Tra i peggiori Ecuador e Venezuela.  Cuba tra i migliori grazie alla sua  prevenzione.

ESP: El problema de los embarazos en edad juvenil está convirtiéndose en una real alarma en América latina, también porque a menudo la causa del embarazo es debida a los abusos perpetrados hacia las mujeres. Los gobiernos están tratando de sensibilizar con campañas de prevención, pero la mentalidad sigue señalando récordes negativos en tal sentido. Entre los peores Ecuador y Venezuela. Cuba esta entre los mejores gracias a su prevencion.

Madri premature, madri immature…madri adolescenti.

Una emergenza in latina america dove gli usi, i costumi, le abitudini e le tradizioni la fanno da padrone sulla programmazione, sulla razionalità di un evento splendido, troppe volte distrutto alla base dall’involontarietà dell’atto, che implica responsabilità e stabilità.

Il dramma è quando le madri che portano in grembo il prezioso dono devono prendere misure drastiche e decidono d’interrompere la gravidanza.  A volte in modo legale, il più delle volte illegale, mettendo a rischio anche la propria vita. E laddove i governi non prevedono delle misure atte alla legalizzazione dell’aborto, sguazza felice l’illecito. E’ sempre la stessa storia. Che sia droga, prostituzione o altro le sacche di miseria più drammatica si identificano proprio laddove esiste il proibizionismo.

L’America latina è un continente ancora in via di sviluppo, con molte ingiustizie sociali, contraddizioni ed elementi destabilizzanti. L’alta incidenza delle gravidanze tra adolescenti è uno di questi. Il trend è addirittura in aumento, e il continente per interessamento del fenomeno allarmante è secondo solo all’Africa. Ma l’Africa è un caso a parte, schiavizzata e da sempre sfruttata, con indici di povertà e miseria, in diminuzione ma ancora elevatissimi, dove, anche nei Paesi più “democratici” come l’Algeria, l’Egitto o il Senegal,  l’oggetto quotidiano più diffuso è il pagnes, a testimonianza di quanto le “adolescenti con i pantaloni” siano soggette a ripetute gravidanze, nonostante i dati sulle morti di donne per correlazione diretta alla stessa gravidanza e alla mortalità infantile (0-4 anni) sia vertiginosa. In questi luoghi, si ha a che fare con l’ipocrisia dell’uomo ancora prima di razionalizzare il senso della propria esistenza.

Dati della Commissione economica per l’America Latina e Caraibi (CEPAL) alla mano, le ragazze già madri tra i 15 ed i 19 anni oscillano tra i vari paesi dell’area, tra le 25 e le 108 ogni 1000. Il fenomeno si accentua nell’area del centroamerica e precisamente in Venezuela, Ecuador e Repubblica Dominicana.

La fascia d’età tra i 15 ed i 19 anni è significativo osservare che è l’unica fascia d’età dove sono in continuo aumento i figli, che spiega bene come nei focolai dove regna povertà e precarietà, dove il futuro è meno programmato e certo, vi siano le ragazzine più interessate al fenomeno. Anche perché sovente le gravidanze in questa fascia d’età non sono solo indesiderate per imprudenza durante il rapporto, ma nascondono anche un altro aspetto in crescita. La violenza sessuale contro le donne.

Allarmanti i dati forniti dai Ministeri della Salute in Nicaragua e in Honduras. Nel primo, il più grande Paese del centroamerica il 27% delle adolescenti tra i 15 ed i 19 anni sono già madri. Nel secondo il 30% delle ragazze con meno di 18 anni hanno già un figlio.

Una giovane madre guatemalteca a simbolo dell’alto tasso di gravidanze in America latina nella fascia d’eta compresa tra i 15 ed i 19 anni

Sarebbero il 50% le bambine dell’Honduras ad essere state vittime di violenze e molestie sessuali. Nella maggior parte dei casi gli abusi arriverebbero da componenti della stessa famiglia.

Stessa cosa per El Salvador. Il sistema di monitoraggio delle Nazioni Unite integrato al sistema della Salute ha evidenziato che l’84% delle violenze sessuali si concentra in adolescenti con meno di 20 anni e il 16% del totale minori di 10 anni. La gravidanza e il suicidio sono strettamente correlati, laddove i tassi di suicidio sono in ripida crescita e lo stesso gesto rappresenta la prima causa di morte sotto i 20 anni.

In Guatemela identica situazione. Sono 114 le madri ogni mille adolescenti comprese tra i 10 ed i 20 anni.

Per Costa Rica il trend è stabile mentre per Panama è in controtendenza all’area e quindi in diminuzione.

Come detto Venezuela, Ecuador e Repubblica Dominicana incorporano il nucleo del problema.

Il Venezuela,  dove si stima che entro il 2019 supererà i 30 milioni di abitanti rappresenta il punto focale del fenomeno. Chavez recentemente ha espresso la propria preoccupazione per le gravidanze inattese, indesiderate, per le conseguenze sulle madri, sulle famiglie, sui figli stessi, che vanno a nutrirsi di povertà e miseria.

Il Governo ha lanciato una campagna pubblicitaria di prevenzione massiccia nel dicembre scorso. I dati parlano da soli: su 591.000 parti del 2010, 138.000 erano relativi a minori di 19 anni e quasi 8.000 a madri con meno di 15 anni.

Correa, Presidente ecuadoregno, ha coraggiosamente investito moltissimo nella prevenzione, nella cultura. Il governo dell’Ecuador, seguendo l’esempio d’eccellenza cubano, ha investito 29 milioni di dollari nel 2012 e ne investirà altrettanti nel 2013 per la campagna rivolta agli adolescenti. La campagna “Habla Serio. Sexualidad sin misterios” il 25% di gravidanze tra i 15 ed i 19 anni.

Nella Repubblica Dominicana il 20% delle gravidanze sono rappresentate da minorenni. Il governo ha predisposto un piano di prevenzione nazionale per la gravidanza nell’adolescenza. Ad onor del vero l’attuazione del programma tra mille difficoltà è previsto per il 2016, ma il governo è totalmente inaffidabile e da qua alla data pronunciata potrebbero non essere più disponibili i fondi previsti.

Ma l’aspetto più tragico è l’alta mortalità nelle adolescenti in gravidanza. La terza causa di morte nella nazione caraibica dove il PDL, partito della liberazione, ha reso incostituzionale l’aborto, spingendo praticamente a escogitare stratagemmi per effettuarlo. Le più “fortunate” vanno in una delle tante cliniche corrotte, altre da un medico di fiducia, altre comperano in farmacia il misoprostolo, altre cercano di risolvere il problema da sole. In tutti i casi è trascurata l’accuratezza sanitaria, la sicurezza. E questo è un danno alla donna oltre che al futuro nascituro. In Repubblica Dominicana puoi comperare tutto ciò che ti serve, illegale o meno che sia. L’incostituzionalità dell’atto a prescindere dal contesto e dalla situazione ha solo accentuato morti e tragedie.

In Colombia preoccupa l’alta mortalità delle donne in gravidanza. Sebbene il fenomeno sia più controllato, ogni giorno 20 bambine sotto i 15 anni diventano madri.

Scendono un pò i tassi nei paesi più sviluppati, Argentina, Peru’, Cile e Uruguay. I quartieri più poveri rappresentano il picco delle nascite, ma anche qui sono in atto campagne preventive d’informazione.

In Bolivia il problema è gravissimo. Numerosissimi gli abusi. Basti pensare che nel 2011 erano il 25% le adolescenti tra i 12 ed i 18 anni in gravidanza.

Il tasso più basso di gravidanze nell’area caraibica e dell’intera america latina la tiene Cuba, che per tradizione, cultura  e per via dell’accessibilità all’aborto, presenta la minor percentuale di donne tra i 15 e 24 anni in dolce attesa e al tempo stesso l’aspettativa di vita più lunga e  la mortalità infantile e quella legata al parto tra le più basse al mondo.

In una parola la prevenzione è legata al rispetto e all’importanza della figura della donna nella società.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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