Breaking News L'editoriale — 07 luglio 2018
L’economia della Repubblica Dominicana nel 2018, la crescita ed i problemi

La Repubblica Dominicana mantiene da svariati anni tassi di crescita del prodotto interno lordo (PIL) tra i più alti dell’area geografica, una certa stabilità politica in un contesto di golpe e colpi di stato altrettanto tipica dei governi latini. Anche la moneta, il peso dominicano (DOP), riesce a mantenere una certa stabilità.

Gli investitori portano un certo benessere nel paese che ha il pregio di essersi modernizzato con investimenti mirati, soprattutto in chiave turistica, dove il governo di Danilo Medina, presidente attuale del PLD, ha posto il maggior impegno al fine di aumentare nei prossimi anni i visitatori con l’ambizione di raddoppiarli passando di fatto dai 5 milioni ai 10 milioni.

Il governo è filoamericano, ma nello stesso tempo sta chiudendo diversi affari con la Cina e negli ultimi vi è una invasione di prodotti coreani, in primis le macchine.

Tutto bene quindi? No

No, perché la crescita presenta tutti i sintomi di essere alla ricerca di una propria identità, senza una struttura stabile in grado di sorreggere gli interventi e dare loro un filo logico ordinato in grado di far fare il salto di qualità al Paese. Infatti la mentalità della maggior parte della gente, i servizi basilari quali istruzione e salute riflettono la precarietà e pare che a trarre giovamento della crescita economica siano in realtà una certa aristocrazia e i tanti investitori esteri, lasciando alla classe media, un potere d’acquisto pressoché nullo.

Si continuano a notare i soliti problemi quali microcriminalità diffusa e corruzione dilagante. La polizia non riesce un organo dello Stato su cui la gente può fare affidamento. In più la vendita libera delle armi non facilita la pace sociale. Ma è in primis una cultura tipica dei paesi tropicali a farla da padrone. Alcol, droga, mancato rispetto delle regole porta il paese a non poter godere della stessa crescita.

La corruzione dilaga e in questo intreccio di potere, conoscenze, favoritismi, galleggia lo sporco e soffoca il lavoratore e la gente onesta. Il paese si prodiga a cercare di nascondere i problemi interni in modo da continuare ad aumentare il numero dei turisti. Aumentano gli investimenti e le strutture ricettive, ma talvolta a scapito della qualità ambientale e macchiando per sempre l’ecosistema. 

L’opposizione non presenta sufficiente credibilità ed il programma del PRD, primo partito d’opposizione di centro-destra resta arenato su temi d’indubbia importanza, quale il rafforzamento dell’agricoltura, aiuti importanti al fine di sostenere la produzione interna dominicana che invece tende a far leva quasi esclusivamente su prodotti esteri. Ma il programma, secondo molti economisti, non è sostenibile per la forza produttiva esigua dell’Isola, troppo dipendente dal mercato statunitense. 

Alcuni spunti buoni vi sarebbero, anche il potenziamento di alcune infrastrutture e alcune proposte per modernizzare il Paese, ma è inutile scrivere nuove regole e doveri, quando non si crea la giusta mentalità per rispettarle. Il carattere e la cultura dominicana sono storicamente nazionaliste, vanno fieri delle proprie tradizioni e dei propri costumi, sanno sopportare condizioni sociale molto difficili e anzi, hanno fatto di necessità virtù, con una dedizione all’immobilismo invidiabile.

Arrivare alla fine del mese è sovente la preoccupazione dei ceti sociali più poveri, che non sanno scovare ed individuare corruzione e intravedere soluzioni per mancanza di organizzazione e per uno spirito critico che ancora non è maturo, sebbene il movimento della Marcha verde tenti di smuovere le coscienze, anche quando scema in un becero populismo all’italiana odierna, dove l’illusione ed il desiderio del cambiamento portano ad immedesimarsi in personaggi di bassa leva.

Sembra uno scenario desolante. Non lo è sebbene come tutti i paesi del terzo mondo stentino a crescere in modo trasparente ed organizzato.

Lo stipendio medio di un dipendente non specializzato è di circa 15.000 pesos che al cambio attuale sono meno di 300 euro. Si vive con 300 euro? E’ una domanda in cui nei forum si trovano gli scontri più selvaggi perché ognuno vive e pensa in un certo modo. Posso dire che si vive per forza, nel senso che se una persona guadagna 300 euro vedrà forzatamente di farseli bastare. Affittando una stanza in una casa in un barrio, mangiando in modo poco salubre e sperando di non ammalarsi ce la si può fare. Per i canoni occidentali trattasi di sopravvivenza, cioé si cerca di soddisfare le necessità primarie senza porsi neppure troppe domande, che restano pura ed inutile filosofia per la praticità richiesta necessaria a tirare avanti.

Ma se si vuole vivere all’occidentale in capitale, Santo Domingo, le spese sono superiori a quelle italiane, per affitti più alti e prezzi più alti nei negozi e supermercati per ovvi motivi legati ai trasporti e ai dazi.

Eppure come dicevo tutto cambia quando una persona con un certo fondo economico vuole realizzare con idee chiare e capacità un progetto. A quel punto tutto diventa possibile e il successo economico può essere importante e rapido. Questo rende il paese appetibile per investimenti, compravendite, importazioni. 

E’ difficile capire se la crescita immobiliare continuerà a crescere e se gli investimenti per modernizzare porteranno a risultati che auspico siano i migliori possibili in termini di qualità della vita delle persone. Dominicani che devono fronteggiare anche il peso dei clandestini, haitiani e venezuelani su tutti, che rubano il lavoro svendendosi e rovinando la manodopera locale. Film già visto dalle nostre parti non vi pare?

Tornando ai numeri ad una crescita del PIL piuttosto importante fà fronte una impietosa crescita del debito pubblico, che cresce al ritmo doppio del PIL. Se il primo é cresciuto del 7,8% nel primo trimestre 2018, il secondo è aumentato di un 14%.

Cifre della Banca Centrale, confermato dal Fondo Monetario Internazionale, a cui alcuni illustri accademici avvertono che tale crescita non è sostenibile nel medio termine per la struttura fiscale del Paese anche considerando l’aumento dei tassi d’interessi internazionali, i buoni del tesori ormai al 3%. In altre parole la crescita del paese in termini di prodotto interno lordo è insano in quanto legato ad un aumento del debito insostenibile. La politica dovrà intervenire riducendo il debito anche se questo comporterà un blocco del paese, che al momento continua ad indebitarsi per pagare i debiti pregressi. E questo è ancor più grave negli anni in cui il petrolio non sta aumentando.

E’ urgente dare maggiore potere d’acquisto delle persone anche attraverso una ridistribuzione delle ricchezze in ambito pubblico, un rafforzamento dell’economia nazionale ad oggi completamente dipendente dagli umori dei partner commerciali esteri.

 

 

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Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

(2) Readers Comments

  1. Pingback: Migranti e ricchezza: in un'Italia senza stranieri il Pil sarebbe dimezzato in quarant'anni - WordWeb

  2. Analisi obiettiva e concreta.

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