Breaking News L'editoriale — 17 agosto 2011
Le varie sfumature della violenza in Messico

IT) Sono sempre più i giovani Messicani senza un futuro certo ad essere  arruolati dai cartelli della droga. Giovani che sognano nonostante l’orrore generato dai signori dela droga di diventare come loro.

ESP) Son cada vez más los jóvenes mexicanos sin un futuro cierto a ser reclutados por los carteles de la droga. Jóvenes que sueñan a pesar del horror engendrado por los señores dela droga de volverse como ellos.

Oramai sembrerebbe che nulla possa correre in soccorso all´avanzato stato di degrado nel quale versa  quella parte di società Messicana, dove la violenza, la crudeltà, l’insicurezza sociale,   si fondono cinicamente assieme, dando vita ad una “macabra danza”  che  genera oltre al terrore e alla morte   nuovi costumi sociali .

Il Messico ci ha abituato da tempo   a veder imbrattata  di sangue la propria cronaca,  una  cronaca dove i cartelli del narcotraffico,  si fondono assieme per dare vita ad uno dei  più terribili “manifesti” dell’orrore  di questo pianeta.

Adolescente appartenente al gruppo Los zetas. Fonte foto Internet

La  ferocia e la crudeltà che si sviluppa quotidianamente in Messico, paese afflitto dalla disoccupazione e dove i criminali diventano un esempio per i giovani disperati, spesso riesce a nascondersi subdolamente nei  costumi sociali, apparendo talora ai giovanissimi come una moda un “modus vivendi”, in grado di irrompere   nella monotonia del quotidiano, come nel caso di una 13enne di Jalisco, apparsa nella cronaca messicana per la sua triste e ahimè non più rara vicenda. Victor Clark-Alfaro, direttore del Binational Center for Human Rights di Tijuana ha affermato che “Il crimine organizzato è diventato il maggior datore di lavoro di quella parte della popolazione che ha meno prospettive” .

Questa adolescente messicana,  faceva parte del gruppo criminale “ Los Zetas”, tra i più sanguinari del Messico. La madre di questa bambina ignorava completamente dove fosse finita la propria figlia nonostante mancasse da casa da oltre un mese, e solamente dopo aver letto sui giornali locali l’avvenuto arresto è corsa al commissariato locale.

La bambina fa parte di quel triste esercito di adolescenti arruolato dai cartelli del narcotraffico messicani, stimati dall’ Ong  “Rete per i diritti umani dell’infanzia” all’incirca in 30.000 minorenni.

Bambini pronti a tutto per il fascino diabolico del denaro “facile”, bambini  indotti agli stupefacenti sempre prima, che sognano di diventare i signori della droga ,  pronti a spacciare, a fare da corriere della droga , ad uccidere anche in modo cruento e spietato, come nel recente caso del 14enne Edgar Jimenez Lugo detto  “ El Ponchis”, il quale condannato pochi giorni fa da un tribunale messicano, era colpevole dell’uccisione di almeno 4 persone. Un dramma che potrebbe sembrare a tinte surreali per chi conosce distrattamente o ignora la realtà messicana, che ha visto dal dicembre 2006 all’aprile del 2010 3.664  minorenni detenuti e la spaventosa cifra  di  36.000 morti causati dai  conflitti innescati dai signori della droga.

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È da “sempre” in contatto con l’isola cubana che ama quanto il suo paese. Sposato da più di due lustri con una cittadina cubana , affonda per passione, parte del suo quotidiano nella ricerca e nello spassionato approfondimento della realtà dell’isola caraibica. Francesco, ama particolarmente di Cuba l’aspetto poetico, romantico, che perdura nel tempo nonostante tutto, e che sa cogliere ogni qual volta si reca nell’isola. Cosciente, ed informato della realtà cubana, vuole attraverso questo sito, apportare il suo contributo informativo , contrapponendo la sua visione “romantica” ,con la difficile realtà del quotidiano cubano.

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