Breaking News Italia ed Europa — 23 marzo 2011
Le reti di monitoraggio che controllano la nube radioattiva in Italia

IT) In un approfondimento di thisiscuba.net, alla luce del passaggio della nube radioattiva, esaminiamo le reti di monitoraggio nazionali ed internazionali e come affrontano le possibili situazioni di allarme.

ESP) Miércoles 23 y jueves 24 de marzo son los días en que en los cielos italianos pasará la nube radiactiva. ThisIsCuba.net da un vistazo a las redes de monitorización  nacionales e internacionales para entender cómo afrontan las posibles situaciones de alarma.

Mercoledì 23 e giovedì 24 Marzo sono i giorni in cui i cieli italiani “ospiteranno” la nuvoletta radioattiva, l’unica ed inconfondibile Made in Japan.

Certo, appare un po’ inquietante fare attività all’aperto e, in caso di precipitazioni immaginare di essere là fuori, in balia di un bell’acquazzone che scarica in terra dosaggi, che per quanto limitati, non possono non creare un certo allarmismo.

Gli esperti, italiani e francesi, parlano di rischio zero o nullo per la popolazione.

Parlano di rischi irrilevanti e con i numeri cercano di stroncare sul nascere un sentiment di tensione e preoccupazione generale. Una nuvola ad impatto zero sulla salute della popolazione. La si è comparata con quella di Chernobyl, dicendo che la radioattività è in questo caso diecimila volte inferiore.

Per spiegarne l’entità delle radiazioni si è usato un altro termine di paragone efficace: le radiazioni cui siamo sottoposti quando ci  esponiamo al sole per meno di cinque minuti sono superiori al quantitativo presente in una nuvola, che sembrava non dovesse mai arrivare in Europa.

Nonostante tecnologie moderne e dichiarazioni che nulla lasciano al dubbio, resta quel timore di fondo, come se non fosse possibile fidarsi delle dichiarazioni, e iniziando a chissà quali improbabili congetture per nascondere una verità drammatica. Si sa, la mente umana, in certe situazioni ragiona in questo modo.

Vediamo però, per convincerci dell’innocuità della nuvola, quali sono i sistemi per il monitoraggio della stessa.

In Italia è presente una rete di monitoraggio della radioattività. La rete è costituta da un insieme di gruppi di lavoro che hanno funzioni di lavoro e coordinano la propria attività sul territorio nazionale o a livello internazionale.

La nube radioattiva non dovrebbe comportare, secondo gli esperti delle reti di monitoraggio, alcun pericolo per la popolazione

Il Ministero dell’Ambiente – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) include due reti di allarme e pronto allarme: REMRAD, GAMMA.

Remrad effettua misurazioni immediate da 7 punti strategici delle variazioni di concentrazioni di radionucleotidi alfa e betaemettitori e della radioattività dei radionucleotidi gamma emettitori.

Gamma è un sistema composto da 64 rivelatori distribuiti sulla penisola, che hanno una altissima sensibilità nel rilevare le variazioni della dose gamma in aria, rispetto alla dose di fondi.

Tutti i dati raccolti sono analizzati dal Centro Emergenze Nucleari di ISPRA.

Vi è poi la Rete del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile che, è costituita da 1000 stazioni di misura dell’intensità della dose gamma nell’aria. I dati sono raccolti dalle diverse reti regionali, sotto la supervisione di due centri di controllo nazionale.

Reti di sorveglianza della radioattività ambientale

Il sistema è strutturato su tre livelli che pur condividendo in una apposita rete di monitoraggio nazionale  (RESORAD) i dati generati, possono gestire ed elaborare autonomamente altre tipologie di controlli sul territorio. I tre livelli sono costituiti per l’appunto dalla Rete nazionale di Sorveglianza della Radioattività ambientale, dalle reti regionali e dalla  rete di sorveglianza delle installazioni nucleari che eseguono un vero e proprio controllo sul campo, in prossimità delle installazioni nucleari.

Rete Europea

E’ la rete EURPED (Europenan Radiological Data Exchange Platform). In un formato standardizzato, 33 paesi europei possono accedere ai dati misurati nelle altri nazioni, per predisporre preventivamente uno stato di emergenza.

Reti Internazionali

Pur non esistendo reti internazionali di pronto allarme, nella qual eventualità la gestione dell’emergenza è responsabilità dell’ente nazionale di competenza, vi sono centri che fungono da coordinamento e che forniscono assistenza nell’elaborare i piani di gestione allarme. Questi sono l’IAEA (International Atomic Energy Agency) e nello specifico un suo braccio operativo, l’IEC (Incident and Emergency Centre). La rete RANET (Response Assitance Network) offre l’assistenza specializzata.

Rete ALMERA (Analytical Laboratories for the Measurement of Environmental Radioactivity)

La rete Almera, gestita dalla IAES, è uno strumento di condivisione dati e partecipazione collaborativa, nata nel 1995 e che comprende 122 laboratori rappresentanti di 77 nazioni. Ne fanno parte i 3 laboratori italiani dell’ENEA.

fonte foto: internet

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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