Le città più pericolose al mondo – la situazione attuale

La lista delle città più pericolose al mondo è una classifica sinistra, soprattutto se il grado di pericolosità lo si misura dal tasso di omicidi.Almeno quelli dichiarati tali a cui spesso si dovrebbero aggiungere almeno parte di quell’enorme lista di desaracidos che resta per sempre tale. 

 
Per pericolose non intendiamo pertanto quegli aspetti geografici che rendono la città più o meno legata a episodi spiacevoli quali sismi, cicloni, tsunami. Questi eventi, che segnano talora un grande numero di morti sottintendono un contesto valutativo completamente differente. Il Giappone ad esempio, uno degli stati più sicuri in termini di delinquenza e che rispecchia la natura pacifica del proprio popolo, è molto pericoloso dal punto di vista sismico.

 
Persone che terminano la propria esistenza per mano di un altro simile, come atto volontario, premeditato. Spesso l’omicidio è pura follia, spesso un attimo in cui ogni barlume di raziocinio viene perso, subentra il lato emotivo e l’essere umano agisce in base alle emozioni secondo un bisogno primordiale, per paura, per vendetta o per un’altra emozione che ha preso il sopravvento. Molte altre volte subentrano gli affari, la premeditazione, i vantaggi che si ottengono dall’eliminare un problema. Altre volte avviene incidentalmente.
 
Nella classifica delle dieci città più pericolose al mondo vediamo che la mentalità che predomina è quella latino americana. Sembrerebbe proprio vero che il sangue caliente latino sia il più istintivo. Anche dalle ultime città nella lista, quelle nordiche, individuiamo che paesi caldi, latini del centro e sud america corrispondono ad un elevato profilo di violenza, destabilizzazione e delinquenza. Una sorta di rovescio della medaglia proprio di quei luoghi che definiamo paradisi per la temperatura quasi ovunque mite, spiagge dorate, mare cristallino e bellissime ragazze sorridenti.
 
Ma come sempre l’apparenza inganna.
 
Anche nella classifica che risponde a dati certi ed ufficiali, delle cinquanta città più violente, in cui l’indice di riferimento è proprio il tasso di omicidi, vediamo che quasi l’intera totalità è rappresentate da città del continente Latino americano.
 
Nella classifica preferiamo escludere zone interessate da una guerra civile o nel bel mezzo d’una guerra, i cui dati non rappresentano il reale livello di violenza del Paese.
 
Attacchi, ladroni, rapine, sparatorie, armi, assalti armati veri e propri, sono termini che diventano quotidianità. Coprifuoco, luoghi da evitare e sovente in cui neppure la polizia può metter piede, se non per vere e proprie missioni, in tenuta antisommossa. Anzi, la polizia in molte zone del latino america è spesso facilmente corruttibile e gli agenti possono non rappresentare sinonimo di salvezza o aiuto quanto di arrivo di veri e propri guai.
 
Brasile, Colombia, Honduras, Messico e Venezuela. Qua si consumano migliaia di crimini ogni anno. Il livello di impunità è elevato.
 
Gli ingredienti sono quindi instabilità politica, anarchia, degrado, cattiva distribuzione delle ricchezze che rendono i poveri talmente precari da dover aggregarsi in bande, vero centro nevralgico della piccola delinquenza. Queste bande agiscono in modo non organizzato ad uno stato primordiale, sino a quando non riescono ad accentrare le loro attività all’interno di un business. Più questo business rende tanto più si fà dura la lotta per aggiudicarsi un posto in una organizzazione che si fà sempre più selettiva. Si arruolano reclute giovani, senza alternative sociali, tra la corruzione della polizia ed uno Stato poco presente. Mancate possibilità di lavoro, rendono vani sacrifici per raggiungere un livello di cultura consono. Spesso la mancanza tWorld-Murder-Rate-Geocurrents-Mapotale della classe media separa con recinti invalicabili le strutture adeguate per la piccola percentuale di benestanti dal popolo, che se ne deve stare a guardare, sopravvivendo nella monotonia del lento scorrere dei giorni.
 
A pochi passi da resort da favola, arriva la propaganda politica, che dall’alto di slogan che riecheggiano fino al barrio più malfamato.
 
Paesi disorganizzati, istintivi, incapaci di organizzarsi.
 
Veniamo alla classifica vera e propria. La classifica, molto affidabile è relativa ai dati più recenti, 2014 per tasso di omicio escluse le zone di guerra e quelle del Medio Oriente.
fonte: business insider.
1. San Pedro Sula, Honduras – 169,30 omicidi ogni 100,000 abitanti.
2. Acapulco, Messico – 142,88 omicidi ogni 100,000 abitanti.
3. Caracas, Venezuela – 118,89 omicidi ogni 100,000 abitanti.
4. Distrito Central, Honduras – 101,99 omicidi ogni 100,000 abitanti.
5. Torreón, Messico – 94,72 omicidi ogni 100,000 abitanti.
6. Maceió, Brasile – 85,88 omicidi ogni 100,000 abitanti.
7. Cali, Colombia – 79,27 omicidi ogni 100,000 abitanti.
8. Nuevo Laredo, Messico – 72,85 omicidi ogni 100,000 abitanti.
9. Barquisimeto, Venezuela – 71,74 omicidi ogni 100,000 abitanti.
10. João Pessoa, Brasile – 71,59 omicidi ogni 100,000 abitanti.
11. Manaus, Brasile – 70,37 omicidi ogni 100,000 abitanti.
12. Guatemala, Guatemala – 67,36 omicidi ogni 100,000 abitanti.
13. Fortaleza, Brasile – 66,39 omicidi ogni 100,000 abitanti.
14. Salvador, Brasile – 65,64 omicidi ogni 100,000 abitanti.
15. Culiacán, Messico – 62,06 omicidi ogni 100,000 abitanti.
16. Vitoria, Brasile – 60,40 omicidi ogni 100,000 abitanti.
17. New Orleans, Stati Uniti d’America – 56,13 omicidi ogni 100,000 abitanti.


18. Cuernavaca, Messico – 56,08 omicidi ogni 100,000 abitanti.
19. Juárez, Messico – 55,91 omicidi ogni 100,000 abitanti.
20. Ciudad Guayana, Venezuela – 55,03 omicidi ogni 100,000 abitanti.
21. Detroit, Stati Uniti d’America – 54,63 omicidi ogni 100,000 abitanti.
22. Cúcuta, Colombia – 54,29 omicidi ogni 100,000 abitanti.
23. São Luís, Brasile – 50,16 omicidi ogni 100,000 abitanti.
24. Medellin, Colombia – 49,10 omicidi ogni 100,000 abitanti.
25. Kingston, Jamaica – 48,48 omicidi ogni 100,000 abitanti.
26. Belém, Brasile – 48,23 omicidi ogni 100,000 abitanti.
27. Cape Town, Sudafrica – 46,04 omicidi ogni 100,000 abitanti.
28. Cuiabá, Brasile – 45,28 omicidi ogni 100,000 abitanti.
29. Santa Marta, Colombia – 45,26 omicidi ogni 100,000 abitanti.
30. Recife, Brasile – 44,54 omicidi ogni 100,000 abitanti.
31. Valencia, Venezuela – 43,87 omicidi ogni 100,000 abitanti.
32. Chihuahua, Messico – 43,49 omicidi ogni 100,000 abitanti.
33. San Juan, Puerto Rico – 43,25 omicidi ogni 100,000 abitanti.
34. Goiânia, Brasile – 42,01 omicidi ogni 100,000 abitanti.
35. Port-au-Prince, Haiti – 40,10 omicidi ogni 100,000 abitanti.
36. Victoria, Messico – 37,78 omicidi ogni 100,000 abitanti.
37. Pereira, Colombia – 36,13 omicidi ogni 100,000 abitanti.
38. Nelson Mandela Bay, Sudafrica – 36,02 omicidi ogni 100,000 abitanti.
39. Maracaibo, Venezuela – 35,44 omicidi ogni 100,000 abitanti.
40. St. Louis, Stati Uniti d’America – 35,39 omicidi ogni 100,000 abitanti.
41. Baltimore, Stati Uniti d’America – 35,03 omicidi ogni 100,000 abitanti.
42. Curitiba, Brasile – 34,08 omicidi ogni 100,000 abitanti.
43. Oakland, Stati Uniti d’America – 33,10 omicidi ogni 100,000 abitanti.
44. San Salvador, El Salvador – 32,48 omicidi ogni 100,000 abitanti.
45. Macapá, Brasile – 32,06 omicidi ogni 100,000 abitanti.
46. Durban, Sudafrica – 30,94 omicidi ogni 100,000 abitanti.
47. Monterrey, Messico – 30,85 omicidi ogni 100,000 abitanti.
48. Belo Horizonte, Brasile – 29,74 omicidi ogni 100,000 abitanti.
49. Brasilia, Brasile – 29,73 omicidi ogni 100,000 abitanti.
50. Barranquilla, Colombia – 29,41 omicidi ogni 100,000 abitanti.

Secondola Commissione dell’Onu contro Droga e Delitti, sarebbero Cuba, Argentina e Cile sono i tre paesi che salgono sul podio per vantare il tasso di omicidi più basso dell’America Latina. In Cile sarebbe di 3,1 ogni 100.000 abitanti, seguito da Cuba con un tasso di 4,2 ogni 100.000 abitanti ed infine l’Argentina con un tasso di 5,5 Segue l’Uruguay  con tasso di omicidi ogni 100.000 abitanti pari a 7,9. 
Curiosità: l’80% delle vittime di omicidio a livello mondiale sono uomini ed il 95% degli omicidi sono commessi proprio dalla mano del uomini.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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