L’autodistruzione dell’Occidente. L’interpretazione dello psichiatra Andreoli

Sovente ritengo che l’unico modo per mantenere una certa sanità mentale sia andare avanti a testa bassa e fare orecchie da mercante alla propaganda che ci affligge e ci perseguita. 

Se il concetto intrinseco di società sana riecheggia tra le democrazie occidentali, inclini a difendersi a tutti costi “dal male”, altrettanto non si può certo dire dai singoli che compongono questa società, stracolmi di psicofarmaci, vizi e violenza, paranoie, mode autolesionistiche e follie cibernetiche d’ogni tipo.

Mi trovo d’accordo con quel che il credo del famoso psichiatra Vittorino Andreoli che identifica nell’Italia l’ultimo manicomio aperto, e gli italiani i pazienti che se la vedono con 4 aggettivi a descriverne i sintomi: esibizionisti, individualisti, masochisti e fatalisti. Con ironia racconta il vero, e forse l’unica salvezza sono proprio questi migranti che gli italiani accolgono, forzatamente, con una premessa che rappresenta invece la negazione della triste realtà. L’italiano infatti dirà: “Premesso che non sono razzista…”e invece questo “refrain è l’assaggio di quanto più primitivo e animale vi sia nell’animo umano, turbato forse dalle tecnologie, ferito nel proprio ego e pertanto necessitando di mostrarsi ed apparire. Di raccontarsi e farsi notare, attirare l’attenzione, essere sul palco. Questa generazione sta forse annientando ciò che ha impiegato secoli a formarsi e definirsi, chiamata cultura. L’odio e l’identificazione del nemico, le pulsioni istintive delle società occidentali. Se il prof. Andreoli non nega affatto l’istinto insito nella darwiniana difesa del territorio e della razza al tempo stesso ritiene che a questo aspetto biologico, puramente riconducibile all’ istinto subentra proprio la cultura, che dovrebbe razionalizzare e sedare gli istinti stessi. Ogni vittoria si ottiene in definitiva con la cultura, la medesima guida, sotto altre forme, che è il percorso d’ascesa spirituale per il buddhista. Altrimenti sarà l’istinto a portarci all’autodistruzione. E’ conseguenza diretta non tanto di follia, quanto di pura e semplice stupidità.

Non saranno i migranti, non sarà l’islamico, non sarà una corrente di pensiero alternativa, piuttosto la mancanza di saper fronteggiare con lucidità le difficoltà e non saperle incanalare semplicemente per quel che sono, ossia eventi d’inevitabile conseguenza entropica, generati da più insiemi di cui noi stessi ne facciamo parte.

La soluzione sta nel fare scelte impopolari, ma come si potrà vincere a fronte di una società dove a comandare sono i “like” dei social network e  laddove premi nobel e persone di grande intelletto si vedono comandare da un uomo la cui cultura è pari a zero e che si affida ai 140 caratteri di twitter?

 

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L’autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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