La verità sul costo del carburante nel mondo: aspetti, usi e luoghi comuni

ESP: El carburante y la energía. Dos aspectos por la sociedad actual estrechamente relacionados  y nunca así importantes. Y cuando hablamos de energía nos reconducimos a los precios del crudo , al aceite negro, a las multinacionales que lo extraen, lo trabajan, lo refinan, a las ingentes rentas, a las catástrofes naturales que provoca. Un aspecto que implica todo el mundo, cotidianamente.

 

Il carburante e l’energia. Due aspetti per la società odierna strettamente correlati e mai così importanti. E quando parliamo di energia ci riconduciamo ai prezzi del petrolio, all’olio nero, alle multinazionali che lo estraggono, lo lavorano, lo raffinano, agli ingenti guadagni, alle catastrofi naturali che provoca . Un aspetto che coinvolge tutto il mondo, quotidianamente.

Vale la pena immergerci nel “core” di queste differenti realtà, confrontandole e cercando di capire cosa rappresenti e quanto incida sul nostro quotidiano fare il pieno ad una pompa di benzina.

Leggendo sui  blog e su numerosi siti, la percezione degli italiani che traspare a tal riguardo è che pensano di essere gli unici al mondo ed in Europa a sobbarcarsi un  così elevato prezzo per rifornirsi con questi preziosi derivati del greggio. Effettivamente anche dai dati oggettivi compare il fatto che l’Italia è uno dei Paesi che paga di più il carburante.

fonte the economist

Su 168 Paesi comparati l’Italia si piazza al quattordicesimo posto (1).  Questo quanto riferito dalla Banca Mondiale le cui analisi si riferiscono però al 2010. Nell’ultimo anno, l’inasprirsi della crisi economica ha continuato a spingere verso l’alto il prezzo dei carburanti  indebolendo in modo significativo il potere d’acquisto di chi è costretto ad utilizzare la macchina quotidianamente.

Secondo quanto riassunto in un approfondimento della rivista “The Economist” è l’Italia ad aggiudicarsi il primo posto nel mondo per aumento percentuale del costo dei prodotti di raffinazione del greggio alla pompa. Ce ne siamo accorti giorno dopo giorno. Ecco, nessuno al mondo se n’è accorto quanto noi.(2) (3)

Negli aumenti vertiginosi dell’ultimo anno, ci seguono l’Ungheria e la Polonia, comunque ben distanziate. Dal febbraio 2011 al febbraio 2012 i prezzi sono aumentati di circa il 20%. Scontate ripercussioni sui trasporti e quindi sull’economia. Inutile riproporre il fatto che l’accisa e l’IVA rappresentino da sole il 60% del costo del carburante. Di fatto il Decreto Legge n.201 del 06 Dicembre 2011, all’art.15 determina una variazione dell’aliquota dell’accisa, in parole povere un nuovo aumento. E poco conto che questa accisa incorpori alluvioni, guerre, ed episodi di un secolo fa. Ladrare con le parole è il termine che più s’affianca al termine di crisi odierna. Più uno ne sa, più s’affanna a diventare esperto più perde contatto con il quadro d’insieme ed il buonsenso ed il povero consumatore incassa e viene prosciugato alla pompa. Inutile anche tenere conto che il cambio euro/dollaro favorevole all’euro da diversi anni, avrebbe dovuto smorzare gli effetti degli aumenti.  Inutile, perché per quanto l’accisa sia alta, è una entrata del bilancio pubblico sempre a debito. Cose da pazzi.

Il popolo statunitense paga 4 dollari a gallone. Nonostante l’aumento del 12% in un anno, siamo ancora fermi a 1,07 dollari al litro. Cioè 82 centesimi di euro al litro, anche grazie alle imposte ben più ridotte.

Nell’ultimo anno c’è un dato significativo. L’unico stato a ridurre il prezzo del combustibile è stato la Francia. E anche qua il collegamento diretto è alla guerra in Libia, che ha determinato ai francesi non pochi elementi di favore in ambito economico-energetico.

La situazione in America Latina con gli ultimi dati forniti dalla Banca Mondiale (relativi a fine 2010) è la seguente(4):

  • Cuba $1.72
  • Brasil $1.58
  • Uruguay $1.49
  • Perú $1.41
  • Colombia $1.41
  • Chile $1.38
  • Republica Dominicana 1.23
  • Paraguay $1.28
  • Costa Rica $ 1.14
  • El Salvador $ 0.92
  • Ecuador $ 0.53
  • Venezuela $ 0.02

 

Non c’è da stupirsi che sia Cuba ad avere il costo della benzina più alto. Un’isola priva (al momento) di giacimenti, l’auto ancora un bene di lusso, un embargo alle spalle che gioca un ruolo determinante nell’approvvigionamento. Al momento a Cuba sembrano aprirsi nuovi interessantissimi scenari, che porterebbero ad una riduzione o quantomeno contenimento del prezzo del carburante sull’Isola.

Il Venezuela ha il prezzo in assoluto più basso, che si sovrappone agli altri grandi produttori quali Kuwait, Arabia Saudita ed Iran. Da una tabella dei costi e delle variazioni degli stessi traspaiono in modo lampante determinate scelte di politica estera cui abbiamo assistito in questi anni. (6)

L’Ecuador è in mezzo ad una bufera per l’alto costo del carburante. E quando parliamo di alto costo parliamo di circa 1,60 dollari a gallone, cioè 0,43 dollari al litro (attualmente!!!). Il governo di Correa starebbe studiando la modalità di fornire ad ogni famiglia di un tessera elettronica attraverso la quale saranno “regalati” 30 galloni per anno. Secondo il governo un aiuto, un sostentamento verso coloro che devono utilizzare l’automobile per andare al lavoro. Una manovra di oltre 2900 milioni di dollari in termini di sussidi. Per l’opposizione una assurdo peso per le casse dello Stato. Ma il governo è andato avanti per la sua strada anche cercando di salvaguardare i motori con l’aumento degli ottani della benzina e quindi una superiore qualità del combustibile. (7) (8) (9)

La Norvegia dopo la capitale Eritrea, Asmara, ha il più alto costo del carburante, al terzo posto sul podio Roma. Ma perché la Norvegia, stato del Nord Europa, ben più organizzato e diligente degli altri paesi presi ad esempio in questo podio virtuale?  (10)

 

fonte the economist

 

Al riguardo un bellissimo articolo del New York Times di qualche anno fa (11) che spiega proprio quanto ipotizzato e cioè che l’alto costo è un incentivo per la società a funzionare meglio, ad utilizzare fonti di energia alternative, mezzi di trasporto differenti. Si perché la Norvegia è tra l’altro un grandissimo esportatore di petrolio e quindi come mai questi prezzi?

Sarebbe poi opportuno tenere presente in questa analisi sapere il reddito pro capite medio di ogni popolo, per ottimizzare i paragoni, come ad esempio il costo della benzina tra Francia, Germania ed Italia tenendo però presente quanto incide sui relativi stipendi. Gli stessi Norvegesi percepiscono un reddito medio di 78 mila dollari annui, contro i 24 mila dollari italiani, esattamente il triplo.

Tenendo pertanto conto di tutti questi aspetti il prezzo del carburante in Norvegia non appare poi così alto. Non abbassarlo ulteriormente permette al governo di responsabilizzare il cittadino e metterlo di fronte alle tante valide alternative. Si sostiene con questo prezzo il costo dell’elevatissima qualità del trasporto pubblico. L’economista Eriksen è molto chiaro:per il nostro governo la macchina è un estremo bene di lusso e l’automobilista la sua vacca da mungere”. Il governo norvegese con la sola tassa sui carburanti raccoglie tasse annuali per oltre 3,2 miliardi di dollari e con questi contribuisce a creare vantaggi sociali e ha creato un Fondo apposito, che supera oramai i 200 miliardi di dollari e a cui il governo norvegese è pronto ad attingere nel momento in cui si ridurranno i quantitativi estratti.

Tante differenze di mentalità insomma. C’è chi estrae e distribuisce, chi conserva, chi si arricchisce meramente, chi crea fondi per programmare il futuro nel migliore dei modi, che interviene nel presente con mezzi più o meno ortodossi per non dare scossoni all’economia. Fino a quando dipendiamo da questo oro nero, le molteplici realtà sono queste

 

FONTI:

 

1)      http://data.worldbank.org/indicator/EP.PMP.SGAS.CD/countries?order=wbapi_data_value_2010+wbapi_data_value+wbapi_data_value-first&sort=desc

2)      http://www.economist.com/blogs/graphicdetail/2012/03/daily-chart-18

3)      http://www.economist.com/blogs/dailychart/2011/02/fuel_prices

4)      http://economistadominicano.wordpress.com/2011/06/01/republica-dominicana-tiene-la-gasolina-mas-cara-en-el-mundo/

5)      http://thisiscuba.net/cuba-tra-i-primi-paesi-latinoamericani-produttori-di-petrolio/

6)      http://www.fuel-prices-europe.info/index.php?sort=4

7)      http://especiales.elcomercio.com/2012/04/gasolina/index.php

8)      http://www.eldiario.com.ec/noticias-manabi-ecuador/217724-gobierno-quiere-fijar-cupos-para-el-expendio-de-gasolina/

9)      http://ecuadorecuatoriano.blogspot.it/2011/11/ecuador-gastara-2900-millones-en.html

10)   http://americanbedu.com/2012/03/04/saudi-arabiaeritreanorwayworld-cost-of-gasoline/

11)    http://www.nytimes.com/2005/04/29/business/worldbusiness/29iht-norway.html?_r=1

 

ALTRI LINKS:

 

1)      http://www.drive-alive.co.uk/fuel_prices_europe.html

2)      http://data.worldbank.org/about/country-classifications/country-and-lending-groups

3)      http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2005/02/data/index.htm

4)      http://matense.net/en-la-republica-dominicana-se-paga-la-gasolina-mas-cara-que-en-paises-mas-ricos/


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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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